Cosa sta accadendo? Cosa tiene lontano la formazione musicale ad esempio dalla processione di San Liberatore. Un mutamento di attenzione o altro? Ne abbiamo parlato con il maestro
Ma perché la Banda di Magliano è sempre meno presente durante le manifestazioni pubbliche? E perché non ha suonato nemmeno per San Liberatore? Sono le domande che si sono poste diversi maglianesi negli ultimi tempi, o – per meglio dire – anni. Chiedendo a qualcuno dei componenti esce fuori, tra detto e non detto, un certo malessere per come la banda è stata considerata negli ultimi anni. Ma, per cercare di saperne di più, abbiamo raccolto la testimonianza di Roberto Finucci, il maestro storico della banda, uno dei protagonisti assoluti della sua rinascita dai primi anni 2000.
L’attuale banda infatti fu (ri)fondata all’inizio del nuovo Millennio, circa 25 anni fa, per impulso di un gruppo di cittadini supportati dall’allora amministrazione comunale guidata da Angelo Lini. Il progetto fu assecondato dal comune e ci furono una serie di contributi per l’acquisto degli strumenti, del materiale e per aiutare la formazione dei futuri membri. Un supporto che sarebbe continuato per tutto il periodo delle amministrazioni guidate da Alfredo Graziani per andare scemando fino ad annullarsi dal 2019 in poi.
La situazione attuale è ben diversa. E la descrive in sintesi lo stesso maestro Finuccci: “L’associazione Carissimi, alla quale fa capo la banda, viaggia a vista. Le prove della banda si sono diradate perché le chiamate per le feste maglianesi sono sempre meno”. E per lo stesso Maestro c’è solo qualche gettone di presenza.
Ma qual è allora il problema? In altri comuni – è il pensiero di Finucci – la banda è motivo di orgoglio e sarebbe un peccato perdere questa risorsa di Magliano Sabina. Dunque, servirebbe riattivare il supporto del comune e riallacciare il rapporto con un’associazione che promuove cultura nel territorio.
Incontri newsletter 31 – giugno 2025

