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La fontana in piazza? Bella, ma poco curata, urtata e circondata da auto

Opinione. Il monumento si è trasformato in un ingombro in un’area nella quale transitano e parcheggiano veicoli. Vi proponiamo una consultazione su cosa fare nel pieno centro di Magliano

Se è vero, come dicono i nostalgici di Sua Eccellenza Benito Mussolini, che “il Duce ha fatto anche cose buone”, forse una esternalità positiva può essere colta nelle leggi del famoso “oro o ferro alla patria”. Al principio del 1940, per far fronte ad “esigenze di preparazione militare” nonché per “alleviare la crisi dell’industria marmifera” italiana, si pensò di recuperare i metalli in giro per la penisola. A farne le spese, come ricostruito dal nostro amatissimo Guido Poeta, fu anche la fontana di piazza Garibaldi che venne smantellata e prima del 29 aprile 1940, data della storica visita della Principessa Maria Josè. 

Se c’era una cosa che infastidiva il maestro Guido, era la leggenda che attribuiva la demolizione della fontana al fatto che “dava fastidio” alla carrozza reale che non poteva manovrare nella piazza di Magliano. Uno scenario forse non del tutto infondato, se si pensa a come è peggiorato il traffico al giorno d’oggi, grazie all’effetto combinato di parcheggiatori maleducati, vigili fuori servizio nei giorni festivi e al poco spazio di manovra lasciato dall’ingombrante fontana di marmo dedicata all’Unità d’Italia. 

Nella scorsa newsletter abbiamo chiesto ai lettori cosa pensano dei nuovi Giardini: ecco i risultati

Un monumento, o meglio, un ingombro che sin dalla sua realizzazione ha sempre fatto parlare di sé. Vuoi per la mancata manutenzione: chi non ricorda gli anziani che, il 7 settembre del 2022 come raccontato da questo giornale, si armarono di olio di gomito per pulirla in pieno giorno? Vuoi per essere il bersaglio di automobilisti con difficoltà di manovra o poco sobri. Vuoi per essere diventata “il punto di riferimento” di molti automobilisti che incolonnano le loro automobili in sosta davanti e dietro a essa e causano ulteriori restrizioni degli angusti spazi di manovra in piazza Garibaldi. 

Alcuni anziani puliscono la fontana di piazza Garibaldi

Diciamocela tutta: averla ricostruita è stata – nelle migliori delle ipotesi – un’opera incompiuta e, nel peggior scenario, una scelta che poteva essere più lungimirante. Un monumento del genere avrebbe senso con una piazza chiusa al traffico, misura fattibile alla luce delle numerose aree di parcheggio oramai disponibili nel centro storico, ma invisa ai commercianti pronti a salire sul piede di guerra ogni qualvolta che se ne paventa l’adozione. 

Lasciare il traffico aperto in piazza porta un vantaggio minimale a chi continua a prendere un caffè o un pacchetto di sigarette “al volo” e al prezzo di torsioni intorno ai ceppi di marmo che delimitano la fontana: abbattuti o scheggiati, comunque occasionalmente ripristinati ma che vivono e lottano insieme a noi. Ho nitidi ricordi d’infanzia che collocavano le ultime ringhiere di quella fontana, abbattuta nel 1940, negli scantinati del comune dove riposavano insieme a segnali, transenne e birilli per il traffico. Non si capì mai perché l’allora Ente Nazionale Distribuzione Rottami volle lasciare qualche pezzo di quel monumento a imperitura memoria. Ma oggi, con il senno di poi, potremmo affermare che anche chi ha avuto l’idea di ricostruire quella fontana in marmo “ha fatto anche cose buone”.

incontri newsletter 25 – novembre 2024