Marco Orsini ha immortalato gli abiti del corteo dentro una villa di Magliano Sabina: un volume che cerca un editore e nato da un percorso didattico. Anche la grafica dell’opera ispirata alle texture dei costumi
“Un libro fotografico dedicato a uno degli elementi più rappresentativi della manifestazione del mio paese: gli abiti storici indossati durante il corteo”. Descrive così il suo lavoro, Marco Orsini, autore del volume La Giostra del Gonfalone. Un’opera che esiste come pezzo unico, in attesa di trovare un editore. Perché stamparlo in autonomia non è affatto facile, visti i costi che dovrebbe sostenere.
Ogni costume è un pezzo della manifestazione

“Ho scelto di concentrare il mio lavoro sul costume – prosegue Marco Orsini – perché ritengo che rappresenti molto più di un semplice elemento scenografico. Ogni abito racconta una parte della storia della manifestazione, custodisce un patrimonio di conoscenze artigianali e contribuisce a costruire l’identità della comunità. L’idea è nata durante le lezioni. All’inizio cercavo un argomento che fosse vicino alla mia esperienza personale e che mi permettesse di sviluppare un progetto fotografico con una forte identità. Con il tempo, confrontandomi durante il percorso didattico, l’idea si è definita sempre di più fino a trasformarsi in un progetto editoriale completo”.
In una villa per restituire eleganza e contesto
Gli abiti immortalati dall’autore hanno dietro uno studio storico, una ricerca sui materiali e un lavoro artigianale che spesso il pubblico non ha il tempo di osservare durante l’evento. “Per questo motivo ho scelto di spostare l’attenzione dal momento della sfilata ai dettagli che normalmente passano inosservati – dice Orsini – Per valorizzare gli abiti ho scelto di fotografarli all’interno di una villa storica del paese. Questa scelta non è stata casuale. Cercavo uno spazio che dialogasse con i costumi attraverso l’architettura, i materiali e l’atmosfera, creando un contesto capace di restituire eleganza e coerenza storica”.

Le foto d’archivio come ponte
Accanto alle fotografie, poi, un’importante ricerca d’archivio. “Grazie alla disponibilità della comunità, ho potuto raccogliere fotografie storiche che documentano l’evoluzione della manifestazione e dei suoi costumi nel corso degli anni. Questo materiale non rappresenta soltanto un arricchimento iconografico, ma costituisce un vero e proprio ponte tra passato e presente”.
I tessuti entrano nell’impaginazione
Foto, ma non solo, il volume offre anche un’interessante elemento legato al progetto grafico. “Ho voluto che i tessuti non fossero presenti soltanto nelle fotografie – spiega l’autore – ma diventassero parte della costruzione visiva del volume. Per questo motivo ho raccolto un campionario delle trame e dei materiali utilizzati negli abiti, trasformandolo in un elemento grafico ricorrente all’interno dell’impaginazione. Le texture dei tessuti accompagnano il lettore durante il percorso, creando un collegamento continuo tra le fotografie, la grafica e la materia stessa degli abiti. In questo modo il libro non racconta soltanto ciò che si vede, ma suggerisce anche la consistenza e la ricchezza dei materiali che caratterizzano questi costumi”.
Incontri newsletter 42 – luglio agosto 2026

