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La sorprendente ascesa di Fratelli d’Italia nelle elezioni europee

FdI arriva al 40,3% a Magliano Sabina, superando di gran lunga il Pd. La trasformazione politica della Stalingrado della Sabina inizia nel 1993, con un progressivo spostamento verso il centro-destra

C’è un filo rosso, o nero (fate voi), che unisce Capalbio, Fratta Polesine, Sant’Anna di Stazzema e Magliano Sabina: la capitale della sinistra radical chic, il paese che diede i natali a Giacomo Matteotti, la località dell’appennino famosa per una strage nazifascista e quella che, una volta, era chiamata “la Stalingrado della Sabina” hanno visto il partito di Fratelli d’Italia come la formazione politica più votata alle elezioni europee del giugno scorso.

La fine di un’epoca a Magliano

A Magliano, tanto per riportare il commento di un quotidiano della provincia di Rieti, “l’ultimo muro” cadde nel 2009 quando al comune salì Alfredo Graziani, un cittadino non proprio classificabile come “di destra” ma che, per la prima volta dal dopoguerra, non aveva la tessera dell’ex Pci-Pds. La vittoria di Graziani fu storica anche per un altro motivo: per la prima volta, durante la cosiddetta “seconda repubblica”, l’elettorato maglianese che alle politiche già da anni non dava più la maggioranza dei consensi alla sinistra, si affrancò da un candidato sindaco comunque espresso da un partito alternativo alla destra.

Il punto critico: le elezioni del 1993

Guglielmo Rositani

Ma c’è un punto critico, cioè un momento preciso in cui tutto cambiò, al quale si può far risalire l’inizio di una storica inversione di tendenza a livello politico: le elezioni politiche del 1993. Fu in quell’occasione che è stato possibile identificare i tre principali fattori del “Punto critico”, come descritti nel libro di Malcolm Gladwell: un “potere di contesto” dato dalla fine dei partiti tradizionali che morirono sotto la scure di “Mani pulite”, una “capacità di presa” dato dai messaggi lasciati a tamburo battente da un deputato dell’ex Msi, Guglielmo Rositani, che batté il nostro comune in occasione delle proteste contro la discarica e la “legge dei pochi”, cioè il coinvolgimento di persone con spiccate qualità quali sono state il suddetto Rositani e, su scala locale, Paola Fratoni che fu abilissima a sfruttare le sue qualità comunicative e politiche in occasione della prima elezione del sindaco.

Da quel 1993, a livello politico, tutto cambiò con il progressivo consolidamento di un elettorato maglianese a maggioranza di centro destra che tuttavia continuava a preferire sindaci “di sinistra” che erano abili a catturare consensi anche al di fuori del loro bacino elettorale.

Fratelli d’Italia al 40,3% alle Europee di giugno

Tornando alle europee di giugno, fa certo impressione vedere Fratelli d’Italia al 40,3%, in crescita di 5 punti rispetto alle politiche di soli due anni fa e il Pd al 17,45%, inchiodato alla stessa percentuale di due anni prima e con una classe dirigente che va a rimorchio di una lista che alle amministrative ha dato continuità al progetto di affrancarsi dai partiti per far risaltare, quasi unicamente, il profilo civico.

La nuova consiliatura: cosa aspettarsi

Venendo al consiglio comunale ci si chiede: che consiliatura sarà? Il primo cittadino è stato riconfermato, la giunta non fa registrare cambiamenti significativi, l’opposizione presenta invece un quadro più eterogeneo: ci sarà Gianni Montini, ultima casacca indossata quella della Lega, Paola Fratoni, ex sindaco con un passato da militante del Pci-Pds, l’esordiente Alessandra Orsini e la confermata Giorgia Pavan. In un’epoca in cui il consenso è molto liquido, i leader politici vivono all’insegna del “dura un attimo la gloria” ma non a livello locale dove, la storia insegna, partire da sindaco uscente rappresenta un vantaggio strutturale: dopo Angelo Lini e Alfredo Graziani, è stato riconfermato anche Giulio Falcetta.

(in copertina la chiusura della campagna elettorale FdI per le Europee a Passo Corese alla quale hanno partecipato numerosi simpatizzanti maglianesi e la consigliera regionale Eleonora Berni)

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