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A Magliano uno straniero su dieci è diventato cittadino italiano

In un anno in 30 hanno preso il passaporto. Ma solo la metà ha mantenuto la residenza. Il fenomeno riguarda argentini e brasiliani. Chi sono quelli che restano? Ce lo siamo fatto raccontare

In un anno ben 30 stranieri di Magliano sono divenuti cittadini italiani. Non è un numero basso, se si pensa che i non italiani residenti a Magliano sono in tutto 301 (dei quali 120 non della Ue). Di loro, però, solo 16 hanno mantenuto la residenza nella cittadina. Gli altri 14 una volta divenuti italiani si sono trasferiti in un altro stato dell’Unione europea. Ciò dipende dal fatto che le richieste di acquisire la nostra nazionalità sono avvenute spesso per ius sanguinis, cioè per essere discendenti di un italiano. Però una volta riconosciuta la cittadinanza, questi nuovi italiani si sono trasferiti in un altro stato UE per ragioni di lavoro o familiari. “Il fenomeno riguarda soprattutto stranieri provenienti da Argentina e Brasile”, spiegano a Palazzo Vannicelli.

La storia di Zsuzsanna, italiana per amore

Non tutti però decidono di andarsene. Ad esempio, la neocittadina italiana Zsuzsanna Jàrò (nella foto di copertina con il sindaco), nostra concittadina da 12 anni, resta saldamente a Magliano. “Mi sono trasferita per amore“, racconta. “Ho conosciuto mio marito Yuri Rosi al Sziget festival, una rassegna di musica internazionale, e nel 2011 sono partita dall’Ungheria e sono arrivata qui. La mia città, Nyiregyhaza, è grande come Terni e ho dovuto abituarmi alle piccole dimensioni di Magliano. Ma le persone, aperte e disponibili, e l’ambiente mi hanno aiutato: ci si conosce tutti e ho imparato pure il maglianese”.

Non mi aspettavo che sarebbe stato così emozionante il giorno del giuramento come cittadina italiana.

Zsuzsanna Jàrò

Ha sempre lavorato e studiato, ha due bambini e si sta per laureare in italiano, storia e geografia all’Università per stranieri di Perugia. “A febbraio, non mi aspettavo che sarebbe stato così emozionante il giorno del giuramento come cittadina italiana. L’ho vissuto con mio marito e nostro figlio, alla presenza del sindaco. E mi commuovo ancora a ripensarci”.

“È una sicurezza un più ed è stata un’emozione”

“Resterò a Magliano fino alla pensione”, racconta un’altra nuova cittadina italiana, che preferisce l’anonimato. “Vivo qui da almeno vent’anni. Ho sempre lavorato come badante e mi mancano pochi mesi alla pensione nel mio Paese, la Polonia. Tanti anni fa, nella mia città di origine che conta 40 mila abitanti, non c’era lavoro. In quella regione ci sono molti boschi ma tante fabbriche che lavoravano il legname avevano chiuso e le poche aperte, offrivano stipendi bassissimi”.

Ho imparato la lingua, soprattutto il majanese, ho imparato i vizi e le virtù dei compaesani, mangio tutti i piatti locali ma non vedo l’ora di tornare dai miei figli, ormai grandi e sistemati.

Una mia cugina viveva e lavorava a Magliano e mi ha proposto di raggiungerla per un incarico di tre mesi. E oggi sono ancora qua. Ho imparato la lingua, soprattutto il majanese, ho imparato i vizi e le virtù dei compaesani, mangio tutti i piatti locali ma non vedo l’ora di tornare dai miei figli, ormai grandi e sistemati. In Polonia ci sono maggiori opportunità”. Perché allora diventare italiana? “Mi hanno consigliato: dopo tutti questi anni e il lavoro svolto, ho pensato che fosse un bene avere qualche sicurezza in più. E la scorsa estate, quando ho giurato, sono stata davvero contenta”.

“Attraversati i Ponti ho subito capito che ero a casa”

Gabriela Geana, invece, vive a Magliano dal 1997, è cittadina italiana dal 2010 e si sente maglianese e italiana al 100%. “Sono partita da Bucarest poco dopo la caduta del muro di Berlino col desiderio di scoprire il mondo. All’inizio degli anni ‘90 la Romania usciva dalla dittatura, nelle campagne c’era la povertà. Io vivevo a Bucarest, facevo l’infermiera ma la mentalità era molto ristretta, e allora ho deciso di partire per cercare un posto dove si vivesse meglio”. Gabriela ha lavorato a Roma, a Tivoli ed è arrivata da Otricoli a Magliano per lavorare in trattoria. “

Amo essere italiana, appartenere a una realtà più aperta, senza rinnegare la Romania.

Gabriela Geana

Appena attraversati i Ponti ho capito che Magliano era casa mia. Mi ha conquistata la disponibilità delle persone, come ad esempio quella di Daniela Teodori e di sua madre Elisabetta che mi hanno trattato come fossi un membro della loro famiglia”. E così ha imparato in fretta italiano e dialetto, ha comprato una casa e ha chiesto la cittadinanza italiana. “Perché? Perché sento di appartenere a questa nazione: amo essere italiana, appartenere a una realtà più aperta, senza rinnegare la Romania. Anche se purtroppo laggiù la mentalità è ancora molto ristretta, come ad esempio nei confronti dell’omosessualità”.

newsletter 10 – marzo 2023