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I matrimoni civili sono il triplo di quelli religiosi, il Comune si organizza

Approvato il regolamento che consente le nozze in altre location senza prima dover passare a regolarizzare in municipio. A Magliano nel 2011 5 matrimoni su 6 erano in chiesa, adesso il rito laico è preponderante

Sempre meno “sacro” e sempre più vicino al modo di essere e di vivere dei protagonisti. Il Comune di Magliano prova ad andare incontro ai principali attori dell’evento con un nuovo regolamento che consentirà di sposarsi fuori da Palazzo Vannicelli senza dover prima passare per il municipio. Parliamo di matrimonio e della tendenza crescente a scegliere il rito civile e non più religioso. Un rito che lascia senza dubbio più spazio alle personalità dei due sposi.  

Dal 2014 prevalgono i riti con l’ufficiale di stato civile

I numeri a Magliano parlano da soli. Nel 2011 cinque su sei matrimoni erano stati religiosi e uno civile. Nel 2020, dopo quasi dieci anni, il rapporto era rovesciato: su otto celebrazioni in chiesa ne sono state compiute solo due, quelle laiche sono state il triplo. E non è stata una casualità, magari legata al fatto che durante la pandemia le messe sono state spesso impedite dai lockdown.

Nel 2019, secondo i dati Istat, a Magliano 11 matrimoni su 15 erano civili, l’anno precedente 11 su 18 e nel 2017 11 su 17. Solo nel 2016 hanno prevalso le celebrazioni davanti a un sacerdote. Ma già nel 2015 la tendenza alla secolarizzazione del rito era marcata: otto riti civili contro due religiosi. L’anno della svolta è stato il 2014, perché fino al 2013 la tradizione ancora teneva

Il rito formale in municipio, quello emotivo nelle location

Per il proprio “sì”, dunque, le coppie scelgono la cerimonia più vicina alla loro personalità e decidono di farlo nelle location che più preferiscono: locali, ville, giardini, località turistiche e insolite. Ma attenzione, finora, il passaggio nel meno scenografico ufficio dell’ufficiale di stato civile non è una fase che può essere saltato. Secondo la legge, infatti, per avere tutte le carte in regola ed essere effettivamente marito e moglie, gli sposi – con tanto di testimoni – devono presentarsi prima in municipio per poi ripetere la cerimonia nella location scelta, condividendone l’emozione con amici e parenti.  

La semplificazione approvata dal consiglio a gennaio

Per evitare questo doppio passaggio e snellire la procedura, il consiglio comunale a gennaio ha approvato il nuovo “Regolamento per la celebrazione dei matrimoni con rito civile, per la costituzione delle unioni civili e per utilizzo dei luoghi di celebrazione”. Per chi vorrà sposare a Palazzo Vannicelli come sala di celebrazione è stata individuata quella consiliare, mentre per quelli esterni occorre adesso la definizione di essi da parte della Giunta che dovranno essere comunicati alla Prefettura che, a sua volta, ne dovrà confermare l’adeguatezza.

Nei prossimi mesi il Comune renderà noto come le location sul territorio comunale potranno chiedere un accreditamento all’istituto del matrimonio. Si tratterà di luoghi che dovranno essere sempre e comunque pubblici – restano infatti escluse le case private – e dovranno possedere caratteristiche adeguate a essere utilizzate come sedi distaccate della casa comunale.  

newsletter 09 – febbraio 2023