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Il mercato del sabato di Magliano sta scomparendo: da 25 a 11 banchi

Di fatto non tutti sono sempre presenti e Fuori di porta restano sette/otto bancarelle. Una crisi che ha preso le mosse dal Covid e che risente di un nuovo modo di fare acquisti dei cittadini

Anguille, porchetta, scarpe, saponi, intimo, piantine da orto, coperte, tende, utensili, stoviglie e padellame. La lista di quanto, un tempo, poteva essere acquistato al mercato settimanale di Magliano Sabina potrebbe ancora essere allungata di molto. Appuntamento per tutti, maglianesi e residenti di molti comuni limitrofi, il sabato mattina, ormai da decenni. Ma del vecchio e grande mercato oggi resta solo il ricordo.

Ecco chi è rimasto ancora a vendere a Fuori di porta

Una realtà figlia un po’ dei tempi, dove l’immediatezza degli acquisti, nei tanti negozi e centri commerciali ha fatto morire l’abitudine ad attendere l’appuntamento del fine settimana. E i risultati di questo cambio di abitudine sono sotto gli occhi di tutti. Dei 25 banchi di varia merceologia dei tempi migliori del mercato di una volta, oggi sono solo 11 i banchi: la porchetta, due fruttivendoli, un titolare di un’azienda agricola con i suoi prodotti stagionali, un banco di dolciumi e frutta secca, due venditori di oggettistica varia e quattro banchi di abbigliamento e biancheria per la casa. In media, dunque, il sabato, sono solo sette o otto banchi presenti.  Tra questi 11 alcuni sono però “spuntisti“, quelli cioè che non vengono con regolarità a Magliano e, per ciò, in media, solo sette/otto sono le bancarelle presenti.

In due anni (2020-2022), le imprese del commercio su aree pubbliche in Italia sono passate da oltre 176mila a poco più di 162mila, per un calo totale di 14mila attività (-7,9%), al ritmo di circa 19 operatori spariti al giorno.

Anva – Confesercenti

L’assessore Toni: “Risentono della grande distribuzione”

“Un calo fisiologico”, commenta Francesco Toni, consigliere alle Attività produttive del Comune di Magliano. “Una realtà comune con altre realtà dei paesi prossimi a noi e che è frutto di un cambio di abitudini. Alcuni banchisti dopo il Covid non hanno più ripreso l’attività, in altri casi è mancato il ricambio generazionale. È indubbio che la difficoltà vera per loro è quella di restare competitivi nella qualità prezzo al cospetto del commercio on line e della grande distribuzione. Discorso a parte, invece, potrebbe essere fatto per chi dai successi del mercato settimanale ha deciso di avviare un negozio in paese. Purtroppo si tratta di una percentuale molto piccola“.

Fuori di Porta vista di sabato senza più le bancarelle lungo la strada

L’idea di spostare tutti lungo il perimetro delle Elementari

La riduzione dei banchi ha prodotto effetti anche sulla disponibilità di parcheggi e sul traffico. “In virtù delle attuali presenze – spiega Emanuele Magnifica, consigliere ai Lavori pubblici, decoro urbano e parco mezzi del Comune – abbiamo cercato di riorganizzare il mercato recuperando posti auto e cercando di limitare più possibile i disagi alla circolazione. L’idea è quella di spostare tutti lungo il perimetro delle scuole elementari“.

Un mercato con i prodotti e le tipicità del territorio

“La riduzione delle presenze al mercato rappresenta certamente il frutto dei tempi – ribadisce il sindaco Giulio Falcetta – Consapevoli che non si tratterà della stessa cosa stiamo lavorando ad un appuntamento periodico di un mercato che metta al centro i prodotti e le tipicità del luogo.  Per questo abbiamo già incontrato alcune associazioni di categoria. L’appuntamento potrebbe anche creare un momento in più per favorire le presenze turistiche. Siamo al lavoro per un primo evento già nella prossima primavera”.

newsletter 15 – ottobre 2023