Fino a otto bambini e ragazzi troveranno ospitalità da settembre in due appartamenti della Diocesi. Si tratterà di minori allontanati da genitori problematici. Gestione affidata dalla Curia a una coop
A Magliano nasce la prima casa famiglia per minori della Diocesi di Sabina. Saranno i due appartamenti di proprietà della Curia in piazza Duomo, nelle vicinanze della Cattedrale, a dare accoglienza a bambini e ragazzi allontanati a loro tutela dalle loro famiglie di origine per disposizione del tribunale per i minorenni. Assai più raramente (in Italia il 7,6%), potrà trattarsi di ragazzini che faranno ingresso anche con il consenso dei genitori. L’apertura è prevista per i primi di settembre.

Bambini e ragazzi con storie di vita già difficili
Si tratterà di minorenni che vivono situazioni di disagio per incapacità educativa da parte dei genitori (trascuratezza materiale e affettiva del minore) o per violenza domestica. Oppure, ad esempio, per problemi di dipendenza di uno o entrambi i genitori, per abuso e sfruttamento sessuale. La legge prevede che vivano “fuori famiglia”, affidati temporaneamente a singoli o coppie o in comunità come appunto la struttura che nascerà a Magliano.
“Crediamo che la presenza di un servizio di questo tipo rappresenti un valore aggiunto per tutta la comunità in termini culturali”
Eleonora Berni
Nel frattempo, durante la permanenza dei piccoli nella casa famiglia, le istituzioni dovrebbero riuscire ad accompagnare sulla strada del recupero i genitori in modo da preparare il campo a un rientro del minore nella famiglia di origine.
- I minorenni fuori famiglia (Ministero del lavoro e delle politiche sociali)
- Le norme sui minori fuori famiglia (Gruppo CRC)
Un ambiente accogliente e inserimento nella comunità
Si tratterà per i giovani ospiti di un importante servizio di assistenza di cui la Diocesi sentiva la mancanza. I bambini hanno infatti diritto ad avere un ambiente adatto alla loro crescita e per questo, non a caso, è stata scelta Magliano. Gli appartamenti in centro, nel cuore della cittadina, offriranno infatti ai piccoli l’opportunità di vivere e sentire a pieno il calore della comunità. Bambini e ragazzi che potranno fruire di tutti i servizi fondamentali in questa fase della loro crescita: scuola, impianti sportivi, giardini pubblici, biblioteca, oratorio e tutto quello che la comunità maglianese è in grado di offrire.

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Lavori a giugno, apertura della struttura a settembre
I lavori di ristrutturazione degli ambienti e di adeguamento secondo le norme in materia partiranno a giugno. Gli interventi dovrebbero concludersi con l’estate e già a partire da settembre le porte della nuova casa famiglia saranno pronte ad aprirsi per ospitare i piccoli. Sempre secondo la normativa potranno essere accolti fino ad un massimo di sei bambini, con due posti massimo in più per rispondere alle situazioni di urgenza, che richiedono cioè un allontanamento immediato del minore.
La casa famiglia sarà gestita da una coop specializzata
La gestione della struttura, interamente di proprietà della Curia, sarà affidata a una cooperativa specializzata, che ha già esperienza in questo ambito. Questo genere di comunità sono sottoposte alla vigilanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma. “L’apertura della casa famiglia – commenta l’assessore ai Servizi Sociali del comune di Magliano, Eleonora Berni – è stato un progetto fortemente voluto dalla Diocesi, ma che come amministrazione abbiamo condiviso fin dall’inizio”.

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È la prima e unica comunità di questo genere in diocesi
“Il vescovo Mandara teneva tanto all’apertura di una struttura di questo tipo sul territorio visto che non ce ne sono altre in tutta la diocesi”, rivela Berni. “Oltre all’aspetto di fondamentale importanza sociale e di assistenza per questi bambini che si trovano in situazioni famigliari difficili, al punto tale di essere allontanati dalla propria famiglia di origine, crediamo che la presenza di un servizio di questo tipo rappresenti un valore aggiunto per tutta la comunità in termini culturali. Siamo una cittadina che si apre a chi è in difficoltà e lo si deve fare unendosi in maniera molto forte, superando il più antico frazionamento che ha caratterizzato, forse anche per motivi territoriali, la comunità maglianese”.
newsletter 02 – maggio 2022

