Non tutti sono d’accordo. Puoi votare qui, manifestando un’opinione positiva o negativa sui nuovi Giardinetti. Intanto stanno per essere completati gli interventi in un’area destinata a diventare sempre più importante per Magliano
Le Mura Castello, ovvero i “Giardinetti”, di Magliano Sabina hanno cambiato aspetto. Addio al vecchio laghetto, via libera a una fontana sui cui spruzzi possono giocare – bagnandosi – i bambini. Scomparse le siepi, introdotta un’inferriata al posto del muretto. Il sindaco Giulio Falcetta ne è orgoglioso, e annuncia anche una tabella con la storia delle Mura, mentre altri cittadini appaiono piuttosto perplessi. “Manca ombra, i ragazzini rischiano di farsi male con la fontana, il laghetto era un bene intoccabile” e via dicendo. Allo stesso tempo la novità è stata apprezzata da altri con lodi addirittura entusiastiche. E così abbiamo deciso di sentire la vostra opinione, con un semplice voto qui sotto (il voto è ovviamente anonimo).
Nella lista delle opere, oltre a quelle che questa estate ci sono segnacammino, illuminazione, pulizie, nuovi giochi e anche altre piante a ottobre: tre alberi ad alto fusto e un po’ di cespugli da fiore. Il progetto è stato firmato dall’ingegnere Piera Pezza, che ha anche la direzione lavori. I fondi per tutta l’opera, iniziata a febbraio scorso, sono per 25 mila provenienti da un contributo del Ministero dell’interno, 30 mila dalla voce di bilancio “Valorizzazione del patrimonio comunale” e 40 mila dalle entrate delle contravvenzioni stradali.

L’intervento alle Mura Castello ricade in un progetto complessivo che prevede il rafforzamento e l’attrezzatura di tutto il fronte che guarda i Piani e che andrà a realizzare una cintura di terrazze, passeggiate e piste ciclabili attorno al centro. Sempre nella stessa area ricade l‘ecOstello, luogo di ospitalità e di eventi (quest’estate ha ospitato, al solito, il Sabina Art in Festival). E dopo l’annuncio del Comune di voler realizzare la piscina a Muci – finanziata per metà dal bilancio comunale – Morino Massoli, cittadino che propugna la realizzazione anche di una piccola vasca nel cortile dell’ostello, è tornato alla carica. “C’è spazio per farla, ci sono ambienti per gli spogliatoi, ha un parcheggio comodo vicino, quello delle Fontanelle. Potrebbe essere un elemento in più per convincere gli ospiti dell’ostello a trattenersi più a lungo a Magliano e non fare un solo pernottamento” osserva Massoli. “Inoltre aprendola ai maglianesi si avrebbe un doppio beneficio, perché sarebbe uno spazio di intrattenimento per l’estate”.
Storia del luogo chiamato Mura Castello
La prima notizia storica su quest’area cittadina che si legge nella “Storia di Magliano Sabina” di Guido Poeta è del 28 settembre 1828 che riferisce dell’urgenza di rifacimenti alle mura dette di Castello a causa della loro precarietà. Circa cinquant’anni dopo la zona è interessata dall’inizio di una serie di interventi edilizi. “All’esterno delle mura castellane, presso il ‘Belvedere’, oggi ‘Giardinetti’ o ‘Mura castello’, esisteva un fossato molto ampio e profondo fra lo stradone comunale e la proprietà di Blondina Reali, moglie di Vincenzo Bonanni, consigliere comunale”, scrive Poeta.
Le casette accanto ai Giardinetti di Magliano
“Il fosso fu interrato e sulla superficie furono piantati alberi di acacie e di robinie; poiché alcune piante erano cresciute proprio nei pressi della casa in costruzione della signora Reali, e impedivano la prosecuzione dei lavori, la proprietaria fu costretta a chiedere al comune l’autorizzazione a togliere alcuni alberi per potere edificare la prima casa nella zona del ‘Belvedere’ (21 maggio 1876), zona che in seguito ebbe uno sviluppo con la stessa tipologia di case a schiera, una addossata all’altra da est a ovest, come poi si svilupperà”.
Le piante sotto il segno del Littorio
Raul Pagani, cronista de Il Messaggero, in un articolo del 26 settembre 1940 elencò le opere realizzate “sotto il segno del Littorio”. Tra di esse per dare l’aspetto di “progredito civismo e particolare gentilezza di animo è il rinverdimento delle nostre passeggiate” ricordava che erano state create zone di verde sia al Belvedere o Mura Castello, sia lungo via Roma con la piantagione di oleandri che “con i loro ciuffi fioriti infondono un senso di festa e di gaiezza all’ambiente e al viandante”. Già negli anni 40, come ha ricordato Claudio Tondinelli, su Incontri di agosto settembre 1996 la zona era detta anche gli alberi belli.
Gli alberi belli e la seconda guerra mondiale
Durante il secondo conflitto mondiale, poi, le Mura divennero una sorta di loggione di teatro dal quale i maglianesi potevano ammirare lo “spettacolo” della guerra: verso i Cimini si potevano vedere i bagliori dei bombardamenti che si abbattevano su Viterbo e Civitavecchia. Purtroppo nel 1944 si ha notizia che sempre alle Mura Castello era insediata una batteria di artiglieria semovente tedesca, spostata il 6 giugno a Santa Croce, evidentemente per cannoneggiare la valle.

