Il 25 dicembre esordio per “Qui si riparano i ricordi” al Manlio. Nei giorni successivi cinema e il 6 gennaio arriva la Befana in piazza. Riscopriamo la gastronomia tradizionale per Vigilia e Natività
È Natale. Una ricorrenza religiosa che se ne porta dietro altre ben più laiche. A partire dalle “bertollacce”, allo zucchero o al parmigiano, preparate per l’Immacolata è poi tutto un susseguirsi di appuntamenti. Nel paese, in casa e – evento oramai consolidato – anche la commedia natalizia. A questo programma si aggiungerà pure il cinema. Anche quest’anno la Pro Loco ha invitato i cittadini, le associazioni e le attività commerciali ad allestire angoli, vetrine, vie e piazze con i loro presepi, come è ad esempio avvenuto a via Sabina. In piazza c’è solo l’albero, mentre le vie sono in clima natalizio solo grazie all’iniziativa di alcuni privati che hanno addobbato di loro iniziativa.
Tutti gli eventi del Natale maglianese
Il cartellone natalizio degli eventi è stato aperto con un appuntamento dedicato ai bambini: giochi di legno e laboratori artistici a cura di Ludobus l’11 dicembre. Giornata nella quale è arrivato Babbo Natale e per gli adulti ci sono stati “bertollacce” a San Pietro e castagne, patatine fritte e arrosticini a piazza Garibaldi. Il tutto a cura del comitato festeggiamenti di San Pietro, Pro Loco e Protezione civile. Il 16 dicembre si è svolto al Teatro Manlio uno spettacolo degli allievi dell’Istituto omnicomprensivo di Magliano Sabina.

Il 17 dicembre, nel pomeriggio, laboratorio di origami e segnalibri personalizzati a cura del Sistema Bibliotecario e del Servizio civile nazionale. Il 18 dicembre al Centro ricreativo anziani si è svolta la classica tombolata con giochi natalizi e cocktail bar. Lo stesso giorno al Teatro Manlio saggio di danza “Armonie in movimento” di Klab enjoy your power, con la partecipazione del coro polifonico “G. Carissimi” di Magliano Sabina. Il 6 gennaio, alle 14:30, è previsto l’arrivo della Befana in piazza Garibaldi a cura della Pro Loco.
“Qui si riparano i ricordi” in scena a Natale

Poi c’è una tradizione ultradecennale: la commedia in dialetto. Il 25 dicembre, al Teatro Manlio, alle 17, tornerà il Gruppo teatrale con “Qui si riparano i ricordi”. È Alfredo Graziani, autore del testo, a sintetizzare cosa verrà proposto al pubblico maglianese: “Sarà uno spettacolo tra commedia e canzone, prendendo spunto dalle storie di Magliano e dei maglianesi di cui scrivo di tanto in tanto”. Le repliche sono previste il 26 e il 27 dicembre, il 6 e il 7 gennaio 2023, tutte alle 17. Mercoledì 28 dicembre, sempre al Manlio, sarà proiettato il film “Nostalgia” di Mario Martone, venerdì 30 dicembre “Scarpette rosse e i 7 nani” (animazione) e il 5 gennaio “L’ombra del giorno” di Giuseppe Piccioni.
Il menu della Vigilia di Natale
Ma il Natale laico è pure gastronomia. Così dopo aver interpellato qualche maglianese custode della tradizione culinaria ecco come dovrebbe essere un Natale doc a tavola a Magliano Sabina. Alla Vigilia le cuoche maglianesi preparavano la pasta dolce con noci, nocciole e cioccolata. In alternativa: i classici spaghetti con alici e aglio. Per chi lo gradiva c’era poi il baccalà in guazzetto col pomodoro al quale, poco prima di terminare la cottura, si aggiungevano le prugne. Immancabili i “frittelli”: di broccoli, con la borraggine ripieni di battuto di alici e aglio, di baccalà, con l’uvetta e con le mele. La sera della vigilia si mettevano in tavola l’argentina fritta, i cosiddetti “pescetti“, e l’anguilla sotto aceto.
I piatti di Natale ed Epifania
A Natale in tavola arrivavano, finalmente, i quadrucci all’uovo in brodo di gallina, le cotolette d’abbacchio, le fettine e i carciofi, tutti fritti, e pure funghi e zucchine (se si trovavano). Anche l’arrosto di pollo e di abbacchio entravano tra le portate, con contorno di patate e insalata. A Santo Stefano: fettuccine al ragù e avanzi del giorno prima. L’Epifania invece si festeggiava come una normale domenica e i bambini trovavano nelle calze della Befana i dolcetti di Natale, i fichi secchi, qualche caramella e un’arancia, se s’era trovata nelle botteghe.
I dolcetti natalizi della tradizione
Il dolce tradizionale è il pampepato, con nocciole, noci, mandorle, pinoli, cioccolata, uva passa, miele, olio e ovviamente il pepe. I canditi sono venuti poi. Poi ci sono gli amaretti fatti con la chiara dell’uovo. Con i rossi, dato che non si buttava niente, si faceva un impasto duro tipo ciambellone, si aggiungevano le nocciole, e, dopo una prima cottura, si tagliava a fette che si rimettevano a cuocere. Con lo stesso procedimento si preparavano quelle all’anice, poi sono arrivati le ciambelline. Infine, nei forni comunali, le signore maglianesi cuocevano i mostaccioli, col miele, l’olio e il pepe.
Sul finire degli anni ‘50, entrarono a far parte dei dolci paesani anche i pizzicotti, la montagnetta lievita con sopra la ciliegia candita. Li fece provare alle maglianesi una concittadina emigrata a Roma che diede loro la ricetta. Fu un successo. La modernità ha poi consegnato alla tradizione dolciaria maglianese i “moretti” con le nocciole tritate, lo zucchero, il latte, le uova e la farina, il burro e il cacao,. Da ultimo come non indicare i tozzetti: un impasto di farina, nocciole divise a metà, zucchero, albumi d’uovo, tagliato a rombi. E ogni tozzetto viene spennellato con il rosso d’uovo avanzato.

