Il parroco di Magliano Sabina ad agosto sarà trasferito a Osteria Nuova. Il racconto della sua esperienza maglianese. Al suo posto un sacerdote già conosciuto: don Vito Gomelino
Cambio di guardia alla guida della parrocchia: don Ariel Dorado lascia Magliano per “necessità pastorali”. La notizia è già circolata, specialmente tra i più vicini alla chiesa, ma l’ufficialità si è avuta solo con il recente Decreto della Diocesi Sabina che, periodicamente, definisce le nuove assegnazioni. Un saluto prematuro rispetto al normale percorso che di norma svolgono i sacerdoti nelle parrocchie, ma voluto da don Ariel che ha risposto a una richiesta specifica legata alla nascita di una nuova unità pastorale e ha offerto la sua disponibilità al vescovo di Poggio Mirteto. E così sarà, presumibilmente con la fine dell’estate.
Ritorna don Vito Gomelino, viceparroco a fine anni ’90

Al suo posto la Diocesi ha nominato don Vito Gomelino, sacerdote già conosciuto dalla comunità maglianese nel suo percorso prima di essere ordinato sacerdote. Inoltre don Vito, sacerdote dal 1998, è stato viceparroco a Magliano fino al 2000. Poi è stato trasferito a Torricella, pur rimanendo viceparroco, perché era venuto meno il sacerdote che guidava quella parrocchia. Nato a Tivoli nel 1972, don Vito è oggi parroco a Fonte Nuova. Tra i suoi incarichi in Diocesi delegato per la vita consacrata, membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultore. È l’incaricato diocesano per le Confraternite ed è membro della équipe dell’Ufficio liturgico diocesano.
Un trasferimento dettato da esigenze pastorali
Parroco di Magliano per sette anni (sarebbe potuto rimanere per altri due, ndr), don Ariel traccia un resoconto di questa sua attività pastorale, tra grandi soddisfazioni e un piccolo cruccio. “Il trasferimento – spiega il sacerdote – arriva per esigenze pastorali. La Diocesi, che lavora per essere sempre più al passo con i tempi, ha dato vita ad una nuova unità pastorale a Osteria nuova che accorpa in una sola anche Toffia e Casali di Poggio Nativo. C’è dunque bisogno di una nuova guida. Avevo da mesi dato la mia disponibilità e con questo nuovo dispositivo è arrivata l’ufficialità”.

Quando lascerà la parrocchia di San Liberatore? E cosa lascia alle sue spalle?
“Prenderò possesso della nuova parrocchia, presumibilmente, alla fine di agosto. In questo periodo certamente incontrerò don Vito per parlare con lui della realtà di Magliano che comunque lui in parte conosce. Quando sono arrivato a Magliano c’erano molti progetti. Per alcuni posso dire di essere riuscito e anche con grande soddisfazione, come l’essere arrivati a dare nuova vita alle piccole comunità di campagna a mantenere la vita religiosa nelle frazioni di Uliano, Casa Cantoniera, Chiorano”.
Questo dal punto di vista pastorale, ma sul piano gestionale che bilancio fa?
“Dal punto di vista più concreto, meno spirituale, grazie ad un importante lascito di un concittadino, il professor Riccardo Dosio, (si parla di circa 250mila euro n.d.r.), è stato possibile svolgere numerosi lavori di ristrutturazione agli ambienti dell’oratorio come anche al campetto, dare una nuova sede alla Caritas, accanto alla chiesa di San Michele, ristrutturare la canonica e l’archivio, arricchito anche del lascito librario del professore”.

Un baldacchino “di gusto cinese” per il Cardinale Annibale Albani
“A Magliano sarà aperto un Museo diocesano”
“Lascio per il futuro il progetto di restauro della Cattedrale, già pensato con il vescovo che intende arricchire Magliano anche di un nuovo prezioso luogo: un museo diocesano distaccato da Poggio Mirteto dove sarà possibile mettere in mostra il baldacchino e alcuni altri oggetti liturgici di valore e ornamenti”, prosegue don Ariel.
“Non si è ancora riusciti a costituire una pastorale giovanile forte, che coinvolga i giovani post cresima. Si tratta però di una delle grandi sfide per il futuro”
don Ariel Dorado
Anni di grande attività, dunque, per don Ariel, che non manca, però, di confidarci un cruccio: “Non è stato così facile con i giovani – dice il sacerdote – Non si è ancora riusciti a costituire una pastorale giovanile forte, che coinvolga i giovani post cresima. Si tratta però di una delle grandi sfide per il futuro e mi auguro che presto anche a Magliano si riesca a raggiungere questo obiettivo”.
newsletter 02 – maggio 2022

