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Pasticceri e cuochi: così i ragazzi dell’Alberghiero si fanno strada

C’è chi lavora in un cinque stelle a Trinità dei Monti, chi sogna il Sudamerica e chi ha studiato con un campione del mondo. Festa del decennale: la scuola aprì con pochi utensili e spazi provvisori, oggi è un successo

Sono oltre 200 i ragazzi che nel corso dei primi dieci anni scolastici dell’Istituto Alberghiero di Magliano si sono diplomati. A tutti loro, ai docenti che si sono succeduti su quelle cattedre, dalla prima campanella del settembre 2015 e a tutta la cittadinanza è stata dedicata la giornata di festa che si è tenuta lo scorso 23 maggio. Un tuffo indietro, fino alle origini di questi lunghi anni di attività, in cui la scuola è tanto cambiata e cresciuta, che hanno visto istruire su quei banchi molti professionisti, alcuni dei quali già lavorano in importanti realtà (e continuano a formarsi).

Dolci per passione, alta formazione per scelta

Tra questi c’è il maglianese Matteo Camigioli (foto sopra), diplomato solo lo scorso anno e che ha scoperto proprio tra i banchi di scuola la passione per la pasticceria. “Fin da bambino amavo seguire mia madre quando preparava i dolci – racconta Matteo – è stato dal terzo anno che ho iniziato a seguire con passione le lezioni di pasticceria. Passavo ore e ore concentrato in cucina a realizzare le mie preparazioni e anche per diletto mi mettevo alla prova realizzando dolci in occasione di eventi per amici e parenti”. “Anche grazie allo stimolo e al supporto del professor Simone Carconi – prosegue – dopo il diploma mi sono iscritto ad un corso di alta pasticceria a Roma, in cui ho avuto modo di conoscere e seguire le lezioni di importanti maestri, primo tra tutti Davide Malizia, campione del mondo di pasticceria. Sogno di aprire qualcosa di tutto mio e, perché no, anche di poter insegnare quanto appreso”. 

Giulia Poggetti

Dalla crostata di famiglia al cinque stelle di Roma

È sempre nell’ambito della pasticceria che un’altra giovane maglianese ha trovato la propria strada. Giulia Poggetti, diplomata da due anni, lavora oggi per uno dei più blasonati hotel capitolini. “La passione per la pasticceria mi è stata trasmessa da mia cugina fin da bambina”, racconta Giulia. “Preparavamo insieme biscotti e dolci da credenza come ciambelloni e crostate, insomma preparazioni base della pasticceria. Crescendo ho iniziato a dilettarmi in dolci più elaborati e ho capito che quella sarebbe stata la mia strada”. “Dopo il diploma ho effettuato uno stage di sei mesi presso l’Hotel De La Ville, un hotel 5 stelle lusso a Trinità dei Monti a Roma. Dopo lo stage mi è stato proposto un contratto a tempo determinato di un anno e ho accettato. Oggi lavoro ancora nella stessa struttura con un contratto a tempo indeterminato. Si tratta di un percorso in cui sono cresciuta molto e continuo a farlo giorno dopo giorno, sia a livello professionale che umano. Per ora vedo questo come un punto di partenza. Vorrei infatti frequentare corsi di specializzazione di alto livello e fare carriera nell’ambito della pasticceria affiancando pastrychef importanti”.

Francesco Sansonetti

In cucina sognando il Sudamerica

È per la catena alberghiera Roccoforte Hotel, nel suo caso in cucina, che invece lavora anche Francesco Sansonetti, diplomato all’Alberghiero nel 2024. “La cucina per me è stata come per i bambini il sogno di diventare un calciatore: ho sempre visto il cibo come unione tra le persone e non soltanto degli alimenti. Amo sopratutto conoscere nuove culture, come quelle del Sud America e del Giappone. Sono molto soddisfatto del mio lavoro. il mio sogno è quello di viaggiare verso il Sud America. Ma non un semplice viaggio: l’obiettivo è conoscere il giorno di partenza e non quello del ritorno, per scoprire a pieno la cultura sia gastronomica che umana di queste nazioni”.

Dieci anni dopo: “Guardare avanti con energia”

“Di strada ne abbiamo fatta – dice Roberta Stentella, vicepreside dell’istituto, mentre ricorda come iniziò l’avventura con pochi utensili e spazi provvisori – i genitori ci hanno dato fiducia. Segno tangibile che dove ci sono impegno, dedizione e professionalità i risultati arrivano”. “Il decennale non è solo un meritato traguardo di longevità – aggiunge la dirigente Annunziata Cimei – ma un nuovo punto di partenza. Il settore dell’ospitalità e della ristorazione è in continua evoluzione: cambiano le tecniche, le tecnologie e le sfide legate alla sostenibilità e all’innovazione. Un istituto alberghiero ha il compito di restare al passo con questi cambiamenti, anticiparli e, quando possibile, guidarli. Per questo motivo, celebrare un decennale significa anche e soprattutto guardare avanti con rinnovata energia, è un’occasione per ridefinire obiettivi, aprirsi a nuove collaborazioni e investire in innovazione didattica”.

Incontri newsletter 40 – maggio 2026