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Perché voglio conoscere chi è l’autore del post sugli schiaffoni ai vandali

Le domande di Luca Nesta al sindaco non si fermano a questa ma investono anche un altro aspetto: c’è un controllo su chi pubblica e su cosa pubblica sui profili social del Comune di Magliano Sabina

C’è un bel libro che parla di come i social network siano oramai in grado di condizionare opinioni, sentimenti popolari diffusi, creare dal nulla personaggi politici e fomentare rivoluzioni: l’autore è un bravissimo giornalista d’inchiesta americano, Max Fisher ed il titolo è La macchina del caos. Può essere utile leggerlo per capire come una frase che invoca il ritorno agli oramai abbandonati “mezzi di correzione”, scritta sulla pagina Facebook del comune di Magliano, ha suscitato indignazione in vasta parte dell’opinione pubblica locale.

Veniamo al fatto: l’11 febbraio viene pubblica la notizia della vandalizzazione di alcune panchine nuove di zecca ed il commento dello scandalo è il seguente

“Siamo profondamente convinti che siano una minoranza e che la maggior parte di loro siano invece animati da educazione, rispetto e profonda sensibilità. A quelli che invece lasciano un bene pubblico in queste condizioni andrebbe insegnato come ci si dovrebbe comportare. E si dovrebbe fare con qualche concessione in meno e anche con qualche sonoro schiaffone.”

Apriti cielo, la reazione di molti frequentatori della pagina è negativa perché, si sa, “i munelli nun se menano”. Non sia mai, le cronache nazionali sono oramai piene di episodi di “abusi di mezzi di correzione”: un reato penale che, a quanto si legge in rete su alcuni siti specializzati,

“si configura quando una persona in posizione di autorità o di responsabilità educativa usa in modo eccessivo mezzi correttivi nei confronti di chi gli è affidato”.

E di qui viene il primo dubbio all’uomo della strada che, come il sottoscritto, non avendo una solida preparazione giuridica si informa in rete (maledetto “Dottor Google”): ma se il reato scatta quando l’uso di tali mezzi è “eccessivo” non è che il loro uso e non “abuso” è però consentito? Sembra di sì, anche la giurisprudenza più recente ci dice che “un sonoro schiaffone” non è di per sé punibile ma lo diventa solo quando il suo uso sfocia in violenza.

Fatto un breve accertamento da “azzeccagarbugli” si passa alle opinioni e qui esprimo la mia, del tutto personale e di chi non ha la fortuna di avere figli: uno schiaffone non ha mai fatto male all’educazione della prole e spesso aiuta a capire a chi lo riceve di aver sbagliato, anche quando si viene puniti in tal modo per aver danneggiato beni pubblici, pagati da tutti e al servizio della collettività.

Non sembra pensarla così il sindaco Giulio Falcetta che, interpellato sull’opportunità di quel post dalla nostra bravissima Sara Pandolfi, si dissocia rispondendo:

“Personalmente non avrei scritto una considerazione di questo tipo”.

E qui sorge spontaneo un altro dubbio: ma se il sindaco “non avrebbe scritto una considerazione di questo tipo”, l’accesso e l’uso della pagina Facebook del comune, come viene regolato?  Non è che chiunque vi abbia accesso, consiglieri e assessori, può postare ciò che vuole senza previa condivisione? Non che sia vietato dalla legge ma, dopo una risposta del genere, qualche domanda da porre al primo cittadino ce l’avrei. Però a mi limito a quella che, per me, è la principale: posso sapere chi è l’autore di quel post per fargli i complimenti?

Incontri newsletter 29 – aprile 2025