I Panini di Mirò è uno dei locali più frequentati della città ed è un sogno che si è avverato del giovane maglianese. Idea vincente è stata quella di sposare la gastronomia emiliana con quella laziale. E ora tocca ai prodotti made in Sabina
Un angolo di Magliano Sabina nel centro di Bologna. Più precisamente in piazza Aldovrandi c’è un chiosco che di piadine e panini fa la sua vera arte. Nascosto sotto i portici del centro storico, I Panini di Mirò semplicemente Mirò per tutti, è uno dei locali più frequentati e apprezzati dell’area universitaria bolognese. L’ideatore e gestore è il maglianese Roberto Marinucci che ha creato un connubio artistico-gastronomico unendo gusti ed ingredienti tipici della cucina emiliana e laziale. Mirò è stato subito apprezzato per i suoi impasti di piadine artigianali, per i salumi selezionati e per le combinazioni originali con birra e vino.
Cerco sempre di aggiungere novità senza mai abbassare la qualità e ci stiamo strutturando sempre di più per il servizio catering.
La storia di Roberto inizia nel 2003 quando lascia Magliano e si trasferisce a Bologna dove comincia a lavorare in ambito autostradale. Nel settembre 2015 decide di dare forma a uno dei suoi sogni: aprire una sua attività nel campo della ristorazione. E lo fa in grande stile, insieme al cognato Mirko. Proprio da qui prende forma il nome Mirò dove Mi sta per Mirko e Rò per Roberto. Poco dopo rimane come unico socio e continua a coltivare il proprio sogno.
Vive da 22 anni nella Rossa e da 10 ha avviato il suo progetto
“Sono sempre maglianese, ma bolognese d’azione. Sono ormai 22 anni che vivo a Bologna, città nella quale mi sono costruito anche una famiglia. Fino al 2014 ho lavorato nel mondo delle autostrade, poi ho deciso di intraprendere questa strada e sono riuscito a realizzare un sogno. Sto raccogliendo i frutti di un lavoro lungo quasi 10 anni. Ho creato un connubio che mi rappresenta, con abbinamenti emiliani e laziali. La sfida più grande era conquistare i bolognesi e credo che, grazie anche al lavoro di tutto lo staff, ci stiamo riuscendo” racconta Marinucci.

Il format proposto da Mirò ha incuriosito da subito molti bolognesi, che si sono spinti volentieri a provare abbinamenti insoliti come piadina con porchetta e cipolla caramellata. Uno dei cavalli di battaglia di Mirò è poi il friggione con cipolla stufata, piatto tipico della cucina bolognese.
Neanche il Covid è riuscito a fermare il sogno di Roberto. Ed è proprio con la fine della pandemia che Mirò è salito prepotentemente sulla cresta dell’onda diventando uno dei locali più frequentati e più seguiti sui social di tutta Bologna. Il locale è stato oggetto di visita da parte famosi di foodblogger come “Franchino”, che è rimasto ammaliato dalla bontà della piadina con ciauscolo, pecorino e pomodori secchi. Anche le recensioni dei clienti su Tripadvisor e Google registrano una media altissima, 4,8 su 5.
A ottobre del 2024, Roberto ha deciso di aprire un nuovo punto vendita di fronte al chiosco. Prende così forma Casa Mirò: una bottega con cucina specializzata in primi piatti bolognesi e romani. “Mi sono lanciato in questa nuova sfida. Dopo l’estate all’interno di Casa Mirò inserirò un reparto dedicato alla vendita di prodotti maglianesi come salsicce di fegato, olio e pancetta”.

La crescita di Mirò è continua e lo testimonia anche la presenza a eventi all’Unipol Arena e al Sequoie Park Festival. Partito con due dipendenti, oggi Marinucci guida un team di 10 persone compreso il figlio Francesco. Immancabile e prezioso è l’aiuto di mamma Elvira diventata ormai un’esperta nella realizzazione di tortellini. “Cerco sempre di aggiungere novità senza mai abbassare la qualità e ci stiamo strutturando sempre di più per il servizio catering. Nel momento del bisogno, mamma è un aiuto veramente prezioso. Mi rende infine orgoglioso che mio figlio, fin da giovane, ha deciso di seguire questa strada” conclude Roberto.
Incontri newsletter 31 – giugno 2025

