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Negli Stati Uniti un parco intitolato al ‘maglianese’ Nathan Agostinelli

La storia di un figlio di emigranti ancor oggi legato ai cugini di Magliano. È stato sindaco, candidato governatore del Connecticut, generale e presidente di banca. Fu elogiato da Nixon per un singolare episodio

Manchester, negli Stati Uniti, c’è un parco Agostinelli. È il Nathan George Agostinelli – Veterans Memorial Park. Non si tratta di un parco qualsiasi: è infatti dedicato a un maglianese, che è stato per anni protagonista della vita cittadina, oltre che di un episodio che nel 1970 gli valse l’encomio del presidente Richard Nixon. A volere l’intitolazione l’associazione italo-americana Unico, che – in collaborazione con la Città di Manchester – lo scorso novembre ha fatto attribuire ad Agostinelli quello che era Munro Park, all’intersezione tra Porter ed East Center Street di Manchester. “Signore e signori, ce l’avete fatta, mi avete travolto”, ha detto Nathan durante la cerimonia, secondo quanto riporta il Journal Inquirer. “È un giorno che ricorderò a lungo”.

È stato sindaco di Manchester e generale

Nathan Agostinelli nel 1972
Nathan Agostinelli nel 1972

Sindaco di Manchester dal 1966 al 1971, Connecticut State Comptroller dal 1971 al 1975, candidato governatore per i repubblicani nel 1974, presidente della Manchester State Bank fino al 1996, Nathan George Agostinelli ha guidato anche il Capitol Region Council of Governments – ente di coordinamento tra varie città – e diretto, in ambito militare, il Selective Service System (una sorta di ufficio di leva) sotto la presidenza Clinton. Ha partecipato nel 1980 alla campagna elettorale a sostegno di Reagan. Negli anni ’50 ha combattuto nella guerra di Corea e si è congedato nel 1983 come generale di brigata della Connecticut Army National Guard, dopo 23 anni di servizio.

Le frequentazioni degli americani a Magliano

Nathan Agostinelli ha oggi 91 anni e vive in una residenza sul lago, anche se periodicamente rientra a Manchester – cittadina di 58 mila abitanti a ridosso di Hartford – nella casa dalla quale ogni tanto fa una telefonata a Enrico Capparuccini, uno dei suoi parenti maglianesi. “È venuto a Magliano per la prima volta nel 1975”, racconta Enrico. “Il padre, Umberto, ha sposato Gilda Capparuccini, sorella di papà. Era poi partito da solo per l’America più di un secolo fa. Qualche anno dopo è tornato per portarla negli Stati Uniti. Lì hanno lavorato nelle fabbriche di seta, come altri maglianesi. Quindi hanno aperto un ristorante e fatto studiare i figli fino all’università.  Ma chi ha frequentato di più Magliano – oltre a zia Gilda venuta 11 volte – è stato il fratello di Nathan, Henry Agostinelli, che è stato di aiuto e ha intrattenuto rapporti di amicizia con tanti maglianesi”.

Nathan G. Agostinelli alza la bandiera americana nel parco a suo nome

Uomo di grande generosità e impegno civico

Quella della generosità è una cifra che ha contraddistinto pure l’impegno civico di Nathan Agostinelli, conosciuto in città per un suo modo di dire: “Lo farò”. “Non ha mai fatto nulla per guadagnare, lo ha fatto perché lo voleva. Fa le cose perché ama la città”, ha detto – secondo il Journal Inquirer – il senatore americano Stephen T. Cassano, suo vecchio amico, il giorno dell’intitolazione.

“Quel che non emerge da biografie e curriculum è la sua incessante motivazione ad aiutare gli altri – ha aggiunto Lou Spadaccini, ex sindaco di Manchester, sempre stando alle cronache del Journal Inquirer – il desiderio di lasciare la propria comunità migliore di come l’ha trovata, di migliorare la qualità della vita, specie per i meno fortunati, e per alleviare i fardelli delle generazioni future. Questi sono i valori che Nate ha portato nel servizio pubblico”. Anche il comunicato stampa della Città di Manchester non è stato da meno: “Ha dedicato generosamente il suo tempo a un’ampia gamma di organizzazioni, tra cui scuole locali, chiese, associazioni di veterani, associazioni bancarie e iniziative governative”.

La politica è l’arte del compromesso. Puoi entrarci a mente completamente aperta. Puoi entrarci per una ‘causa’ e per provare a realizzare cose, ma in politica tu hai un’idea e pure qualcun altro ha un’idea, e devi imparare a trovare un compromesso.

Nathan G. Agostinelli, Hartford Courant (1982)

Le origini della famiglia di Magliano Sabina

Ma da dove viene Nathan Agostinelli? Il padre, Umberto, era il cugino di Tullio Agostinelli, che ha sempre vissuto a Magliano Sabina e molti hanno conosciuto. “La famiglia Agostinelli era arrivata nella fertile Valle del Tevere da Senigallia e si erano stabiliti a Magliano Sabina, nella bella posizione sulla collina, dalla quale sembrava di dominare tutto! Ma la vita non era facile”, ricostruisce Giancarlo Ferrami, nipote di Tullio. “A quel tempo, nel 1900, certamente non si conosceva il benessere: Magliano era territorio dell’Umbria e il bene primo e fonte di sostentamento delle famiglie era il frutto del faticoso lavoro della terra, quello, per intenderci, di spingere un aratro con i buoi e di falciare e raccogliere le messi sotto il sole cocente dell’estate”.

Tutti gli Agostinelli trasferitisi Oltreoceano

Migranti in attesa di trasferimento a Ellis Island (Library of Congress)
Migranti in attesa di trasferimento a Ellis Island (Library of Congress)

Una vita dura, che oltre alle avversità che rendevano magri i raccolti, c’erano le prepotenze e lo sfruttamento da parte dei padroni, che riducevano alla fame. “Così hanno deciso, insieme a tanti Agostinelli, di andare via, e avevano sentito raccontare dell’America, la terra che prometteva il meglio per tutti. E a Manchester c’era lavoro nelle fabbriche di seta”, conclude Giancarlo. Solo della famiglia Agostinelli risultano registrati tra il 1911 e il 1924 all’isola di Ellis Island, l’approdo a New York degli emigranti, cinque maglianesi: Nailo (1911), Guglielmo (1912 e 1920), Antonio e Giuseppa (1920) e Vito (1924). Gli Agostinelli – riferisce Ferrami – non si sono mai separati dai cugini, aiutandoli negli anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale.

In 170 sono emigrati negli Stati Uniti

In totale, da una ricerca compiuta da Enrico Capparuccini e Giorgio Pagliani, dal 1907 al 1930 sono stati circa in 170 i residenti a Magliano emigrati in America. Tra di essi anche Umberto Agostinelli, che da Gilda Capparuccini ebbe due figli: Nathan ed Henry, il secondo con lo stesso nome del nonno materno. Nathan ha frequentato la Manchester High School, l’Università di Hartford e l’Università del Connecticut. Sposatosi con Helena, della quale Nate è rimasto vedovo negli anni ’80, ha cresciuto due figli, uno dei quali – Steve Agostinelli – è oggi un batterista rock.

Henry e Nathan Agostinelli da bambini (archivio Enrico Capparuccini)

La bandiera strappata e l’encomio di Nixon

Nella vita di Nathan c’è un episodio che in un certo senso “ha fatto storia”. Il 12 ottobre 1970 il presidente Richard Nixon era nella vicina Hartford all’Hotel Hilton. Dall’altro lato della strada, a Bushnell Park, 50 persone manifestavano contro la guerra in Vietnam. Piovevano uova contro l’auto del presidente (qui la cronaca in inglese del New York Times). Uno dei contestatori mostrava una bandiera vietcong. Agostinelli si precipitò verso di lui e dopo averla strappata dalle mani al manifestante, la scagliò per terra e la calpestò. Tutto questo mentre le telecamere riprendevano la scena e la polizia cercava di interrompere la colluttazione.

Quest’esposizione è disgustosa. I giovani americani stanno morendo e la gente va avanti così. Anche alla presenza del Presidente degli Stati Uniti d’America. È parecchio sconvolgente”.

Nathan Agostinelli, New York Times (1970)

Dodici manifestanti furono arrestati, due dei quali per aver esposto una bandiera rossa. Nessuna accusa venne mossa ad Agostinelli. Anzi Nixon volle incontrare Nathan per stringergli la mano e lodare la sua azione. Cinque giorni dopo Agostinelli ricevette un encomio presidenziale. Nella sua vita il “maglianese” ha avuto più di 20 riconoscimenti e una medaglia per il servizio militare e civile. È stato anche inserito nella prima classe della Connecticut Veterans Hall of Fame.

Il dialetto maglianese-americano di Manchester

Un aspetto curioso dei maglianesi di Manchester è il loro italiano. “I cugini d’America usano un particolare maglianese-americano che ho pure portato sul palcoscenico di una commedia di Alfredo Graziani: ‘Volemice bene che tuttu se ccomita’. Era il 1982 ed ero appena tornato dal mio viaggio a Manchester. Impersonavo un aviatore statunitense durante la Seconda guerra mondiale precipitato a Magliano, il quale si esprimeva in quel buffo dialetto maglianese. Un esempio? Un messaggio ritrovato giorni fa diceva: ‘Mio caro cugino, come stai? Ti mentuamo sempre”, dice con un sorriso Enrico Capparuccini.

Ha collaborato Giancarlo Ferrami. Si ringrazia Enrico Capparuccini.

Foto di copertina: Skyler Frazer/Journal Inquirer (art. 65 legge diritto d’autore).

newsletter – settembre 2022