Al via i lavori in commissione per accogliere una richiesta di trasparenza avanzata da ogni opposizione. Anche durante il lockdown sedute online riservate. L’esperto: “Lo streaming cambia modo di fare politica”
Ormai viviamo in diretta. Storie su Instagram per la festa dell’amico o amica. Video del compleanno del nipotino su Facebook, messaggi politici, filmati di inaugurazioni. C’è pure chi fa la diretta del proprio passaggio in bagno. Eppure l’evoluzione digitale, almeno finora, si è fermata fuori dall’aula consiliare di Magliano Sabina, dove tutto è rimasto analogico. Neanche il Covid – che dappertutto è stato motore di transizione forzata al digitale – è bastato. A oggi, infatti, il Comune di Magliano Sabina è uno dei pochi enti locali che non trasmettono in diretta streaming le sedute o che rendono scaricabili le registrazioni dei lavori d’aula.
Ruggeri: “Poi bisognerà trovare i soldi per le attrezzature”
Il consiglio comunale, insomma, è rimasto agli anni ‘80 e ‘90 e così le sedute dell’assise cittadina sono diventate roba per pochi intimi. Ma ora, quasi in maniera inattesa, il presidente del Consiglio comunale Antonello Ruggeri ha deciso di accelerare su questo fronte. Infatti è più o meno dal 2011 che il Consiglio comunale deve partorire un regolamento per le riprese video che, almeno nell’interpretazione della normativa che si è data finora negli uffici di Magliano, è propedeutico all’avvio delle riprese e alla eventuale diretta delle sedute.
Ho dato mandato alla commissione competente di discutere una bozza per portare all’approvazione il regolamento in pochi mesi.
Antonello Ruggeri
“Ho dato mandato alla commissione competente di discutere una bozza per portare all’approvazione il regolamento in pochi mesi”, annuncia oggi Ruggeri. “Il regolamento però è solo uno dei problemi. Poi bisognerà trovare i soldi per gli apparati tecnologici e il personale da impiegarci”. Insomma il percorso se non più lungo si prospetta a ostacoli. Durante il lockdown, mentre molti comuni hanno aperto alla diretta, le sedute maglianesi sono avvenute in videoconferenza avvennero “a porte chiuse”. Insomma, una certa resistenza al nuovo non è mancata.

Bisogna però dire che quello delle dirette video dei consigli comunali è un antico cavallo di battaglia di tutte le opposizioni che si sono avvicendate a Palazzo Vannicelli. Prima quella contro Lini – poi diventata l’embrione dell’amministrazione Graziani-Falcetta – poi il centrosinistra di Rinnovamento democratico e, nei giorni appena successivi al lockdown, dalla Lega. La risposta è stata sempre la stessa: manca il regolamento.
Gli effetti sulla politica e sui media delle sedute in diretta
C’è però una considerazione da fare sul piano della comunicazione, in termini neutri, al di sopra degli schieramenti e fermo restando che se ci fossero le dirette sarebbe un bene. Lo streaming applicato alla politica è una modalità di informazione senza intermediazione e a basso costo, che può essere invocata – come lo è stato finora – nel nome della trasparenza. Ma è pure uno strumento che produce conseguenze sul piano della comunicazione e della decisione, delle quali ogni politico dovrà essere consapevole.
In realtà nel momento in cui sei in onda , si tratti di una trasmissione televisiva o di una riunione trasmessa in streaming, sei sempre ‘in scena’ e ti comporti di conseguenza.
Antonio Palmieri
“In realtà nel momento in cui sei in onda , si tratti di una trasmissione televisiva o di una riunione trasmessa in streaming, sei sempre ‘in scena’ e ti comporti di conseguenza”, osserva Antonio Palmieri, esperto di comunicazione ed ex parlamentare. “Lo streaming – aggiunge Palmieri in ‘Internet e comunicazione politica’- blocca la fuoriuscita di versioni più o meno veritiere sullo svolgimento della riunione e limita il potere dei media di fornire una propria ricostruzione dei fatti“.
newsletter 09 – febbraio 2023

