Le Redentoriste hanno allestito una mostra fotografica per celebrare l’anniversario del Monastero Beata Maria Celeste Crostarosa. Monache contemplative di clausura sono molto attive con i fedeli
Il monastero “Beata Maria Celeste Crostarosa” di Magliano ha festeggiato trenta anni di fondazione.Lo scorso settembre le 21 monache redentoriste, appartenenti all’Ordine del Santissimo Redentore sono state festeggiate dal Vescovo Ernesto Mandara e dai maglianesi. Il 6 novembre anche il Cardinale Giovanni Battista Re ha celebrato la messa di ringraziamento per l’impegno delle suore.
Le Redentoriste hanno allestito una mostra fotografica sulla loro storia a Magliano visitabile a richiesta.Le monache sono arrivate a Magliano il 27 giugno 1994, dopo un breve soggiorno a Santa Maria della Neve, e hanno riportato in vita una parte del seminario. Armate di fede e attrezzi hanno ristrutturato i locali e lo splendido giardino fra lo stupore dei maglianesi che non avevano mai visto una suora alle prese con la motosega per tagliare la legna.
Un ordine che conta 300 suore in giro per il mondo
“Siamo monache contemplative di clausura e ogni giorno affidiamo a Dio tutte le persone e con la nostra preghiera e attività cerchiamo di essere memoria viva di quello che ha fatto Gesù per la nostra salvezza, proviamo a renderlo presente a ogni persona che viene a visitarci”, spiegano le suore. La loro vocazione è testimoniata infatti dall’attività di preghiera e accoglienza dei gruppi diocesani, di gruppi provenienti dall’estero, di chiunque chieda un incontro e sostegno, caratterizzata da una forte collaborazione con la diocesi.
Suor Jolonda ricorda con affetto un visitatore che è giunto a Magliano grazie ad un biglietto da visita delle suore redentoriste, ormai consunto, che aveva ricevuto al Santuario di Loreto. L’ordine della Beata Maria Celeste Crostarosa è poco conosciuto, anche se conta 300 suore in giro per il mondo. Basti pensare che le suore che vivono a Magliano provengono da ben sei paesi quali Ucraina, Italia, Polonia, Indie, Sri Lanka, Madagascar. Alcune vivono a Magliano fin dal primo arrivo.

Il percorso per diventare monaca redentorista passa, sotto la guida della maestra delle novizie, per un primo periodo di discernimento, dove inizia la reciproca conoscenza per valutare la vocazione, poi c’è il successivo momento dell’aspirantato, vale a dire un discernimento approfondito. La seguente fase di postulantato prevede la decisione vera e propria di prendere i voti e si arriva infine al noviziato, momento in cui si indossa l’abito celeste che richiama il manto della fondatrice dell’ordine monastico. Si giunge così finalmente alla professione temporanea dei voti e, infine, si chiude con quella solenne in mezzo alla comunità. In quella sede si riceve un anello che riporta una stretta di mano fra suora e Dio, simbolo del legame con esso. Il percorso dura almeno un anno e varia da suora in suora. L’età in cui si prendono i voti si aggira attorno ai quarant’anni, in linea con la tempistica della società attuale per terminare gli studi, trovare lavoro e formare una famiglia.
Essere suora oggi è difficile: serve una formazione continua
“Essere suora nel 2023 è una sfida difficile rispetto al passato.La società attuale è cambiata, è più superficiale, consumistica, non da certezze, è indifferente all’altro e a Dio. I giovani sono feriti e gli adulti sono preoccupati da problemi economici. Le malattie e la mancanza di lavoro angosciano i tanti che ci chiamano e che si recano al monastero in cerca di conforto e soprattutto di speranza e sostegno” dicono le monache maglianesi. “Affrontare tali problematiche fa sì che le suore debbano essere sempre formate e aggiornate, e infatti svolgono formazione permanente sotto il profilo psicologico ed educativo”.
Gli scout che ospitiamo rimangono stupiti del fatto che non tutte noi abbiano il cellulare.
“Gli scout che talvolta ospitiamo fanno molte domande sul nostro stile di vita, rimangono stupiti del fatto che non tutte noi abbiano il cellulare. Ci osservano. La loro curiosità ci fa sperare per il futuro. I giovani sono migliori di come sembrano”. Le monache impegnano le giornate in molte attività, oltre alla liturgia di preghiere, accolgono la scuola teleologica, organizzano incontri con i fedeli, anche in musica, realizzano icone, cuciono. In vista del Natale, le Redentoriste realizzeranno a Magliano un presepe, allietato da canti e alla presenza di un maestro zampognaro.
newsletter 16 – novembre 2023

