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110% da incubo, sei famiglie costrette a lasciare le case popolari

L’evacuazione è stata ordinata dal sindaco dopo un verbale dei Vigili del fuoco che hanno ispezionato i pilastri dell’immobile. Il maxi cantiere di via Tito Oro Nobili è al rush finale

Il Superbonus 110 per cento si trasforma in un incubo per sei famiglie che abitano in una delle palazzine delle case popolari di via Tito Oro Nobili. Dal 12 settembre gli inquilini della palazzina D – la quarta guardando dal campo sportivo – sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni per dei presunti problemi statici dell’edificio emersi, appunto, quando stavano per essere terminati i lavori di ristrutturazione per l’efficientamento energetico commissionati due anni fa dal “supercondominio” che mette insieme Ater e proprietari privati.

Perizia choc dei Vigili del fuoco

La doccia fredda è arrivata al termine di un sopralluogo dei Vigili del fuoco sollecitato da alcuni inquilini che abitano in uno degli appartamenti. Infatti da giorni nel box garage – dove sono previsti dei lavori per l’adeguamento sismico – erano apparso qualcosa che aveva preoccupato non poco. Da alcuni pilastri spuntava il ferro dell’armatura. Il verbale dei vigili del fuoco, redatto alla fine della giornata del 12, ha confermato le paure. I pilastri – si legge nel verbale – presentavano “fenomeni di schiacciamento e ossidazione dei ferri di armatura in atto, alla base degli stessi, con conseguente espulsione del copriferro”.

Fenomeni di schiacciamento e ossidazione dei ferri di armatura in atto, alla base degli stessi, con conseguente espulsione del copriferro.

Dunque il funzionario ha indicato la necessità di evacuare, in via precauzionale, l’immobile in attesa di una perizia statica. Documento notificato in Comune con il sindaco che, a quel punto, non ha potuto fare altro che firmare l’ordinanza che vieta l’accesso all’immobile. Le persone che ci abitano hanno trovato tutte una sistemazione in casa di familiari. Tuttavia c’è ottimismo circa la risoluzione del problema. Sono state fatte verifiche approfondite che avrebbero escluso problemi alla stabilità del palazzo. Entro i primi giorni di ottobre ripartono i lavori e le famiglie potranno rientrare.

Dopo due anni nessuna palazzina consegnata

Lo stop è arrivato proprio quando ormai il cantiere sembrava marciare, finalmente, a passo spedito. Infatti la storia del maxi intervento nelle case popolari (o ex) è stata finora piuttosto travagliata e piena di ostacoli con i lavori che sono andati avanti a passo di lumaca. Una volta la giustificazione era l’aumento del costo dei materiali, poi la carenza di imprese, poi i crediti. Fatto sta che, dopo oltre due anni dall’apertura del cantiere (il 30 giugno 2021) non è stata consegnata nemmeno una palazzina e le idee – o, meglio, quanto era stato assicurato agli inquilini – sono cambiate più volte in corso d’opera. L’intervento è stato commissionato dal supercondominio (Ater più proprietari che hanno acquistato) sfruttando il bonus 110 per cento.

Prevede il cappotto termico in tutte le palazzine, nuove caldaie, rinnovo degli infissi e un adeguamento sismico oltre a rifacimento delle facciate. In un primo momento si era detto che finalmente le palazzine avrebbero ottenuto un po’ di colore. Ma, come detto, molto di ciò che fu assicurato all’inizio è stato “rivisto” strada facendo così i palazzi manterranno di fatto il bianco anche se in una gradazione più ombreggiata con delle parti in grigio che mettono in risalto i profili architettonici. Niente male tutto sommato, sempre che il “colore” tenga.

Corsa contro il tempo e promesse

Come detto i lavori hanno subito numerosi stop, difficili da comprendere. Tuttavia da metà estate si era iniziato a correre anche perché i tempi di consegna incombono. Proprio nella palazzina D si stavano mettendo gli infissi e in molti altri edifici sono arrivate le caldaie. Insomma, l’incidente non ci voleva. Ma, toccando ferro, la fine del cantiere si avvicina e gli inquilini – molti dei quali hanno passato l’estate senza condizionatori e tende tolte per i lavori – vedono la luce in fondo al tunnel. Ora bisognerà capire se anche l’amministrazione comunale manterrà le promesse fatte quando, con l’allora Regione amica di centrosinistra, venne inaugurato in pompa magna il cantiere. Si parlò di giardini ristrutturati e curati dal Comune oltre che una sistemazione della viabilità. Tra qualche mese ci sono le elezioni, magari ci sarà modo per tornarne a parlare.

newsletter – settembre 2022