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Tocca daje, origini e successo del tormentone di Federico Mazzilli

L’espressione in dialetto maglianese è stata stampata su magliette e oggetti. Un’idea, nata per gioco, che ha avuto successo non solo a Magliano e dintorni, ma anche oltreconfine

“Tocca daje”. Letteralmente l’espressione potrebbe essere tradotta in “bisogna impegnarsi”. Ma, senza dubbio, il ricorso al dialetto maglianese rende ancor più l’idea sul senso di questa espressione nata per gioco e diventata ormai emblematica a Magliano. L’autore del motto, che rappresenterebbe un po’ uno stile di vita è Federico Mazzilli.

Abbiamo pensato di riportare l’espressione su maglie e felpe. La risposta è stata ben oltre le aspettative. Rivolgendomi a una stamperia di Orte abbiamo quindi ampliato la proposta aggiungendo portachiavi, teli mare, costumi, braccialetti, copricuscini e zaini

Federico Mazzilli

Classe 1988, imprenditore nato e cresciuto a Magliano, Federico racconta scherzandoci su e con grande simpatia da dove ha preso il via questa espressione, diventata poi un tormentone al punto tale da aver dato vita ad un marchio (in via di registrazione) con cui brandizzare una linea di accessori. “Fin da ragazzo – racconta– utilizzavo questa espressione nel rivolgermi agli amici. Era un mio modo per incitarli a muoverci, fare qualcosa. Una sorta di sprone a non restare immobili, a cercare sempre nuove cose da fare, andare a ballare, organizzare qualcosa, impegnarci in un nuovo progetto e comunque mai restare fermi al bar a vedere il tempo che passa”.

Federico Mazzilli con una delle magliette di sua creazione

Ma il senso di “tocca daje”, prosegue Federico, non era sempre e solo così leggero: “L’espressione – oltre al suo senso immediato, in linea con la mia abitudine a non restare mai immobile – da sempre ha avuto per me anche un senso molto più profondo”. E prosegue: “Di certo non posso dire che io e la mia famiglia siamo stati graziati dalla vita, ma nonostante questo, credo che sia importante anche dopo una caduta trovare la forza per rialzarsi e continuare con costanza a dare il meglio di sé. Sono convinto che sia importante e necessario sempre e comunque prendere le cose di petto per noi e per le persone che ci stanno intorno”.   

Da dove arriva l’idea di dar vita alla linea di accessori? “L’idea è nata così, per gioco, la scorsa estate. Nella vita mi occupo di altro, ma confrontandomi con gli amici più cari abbiamo pensato di riportare l’espressione su maglie e felpe. La risposta è stata ben oltre le aspettative. Rivolgendomi a una stamperia di Orte abbiamo quindi ampliato la proposta aggiungendo portachiavi, teli mare, costumi, braccialetti, copricuscini e zaini”.

“È stato divertente vedere come, solo attraverso il passaparola, le richieste siano piovute a centinaia e, con grande sorpresa, anche da parte di persone a me sconosciute. La domanda è arrivata principalmente dai paesi del circondario di Magliano, ma c’è stato anche chi ha voluto spedire una maglia a uno zio in Austria e ad amici in Francia”.

“La scorsa estate – continua scherzandoci su – mi capitava di andare in giro e di trovare gli adesivi attaccati sulle macchine che incontravo per strada. O mi sono arrivate foto da diversi luoghi di vacanza di chi ha indossato i costumi e utilizzato i teli mare. È stato divertente”.

“Di sicuro – confessa – le richieste più piacevoli sono state quelle fatte da parte di genitori, zii e nonni per i più piccoli. Mi piace pensare che, in qualche modo, l’espressione sia per loro uno sprone a dare il massimo nella vita”.

La linea proseguirà con altri accessori? “Non lo so – conclude Federico – La produzione e distribuzione impegna molto, c’è tanto lavoro dietro, soprattutto per quegli accessori che prevedono taglie e misure. Ripeto: nella vita mi occupo di altro e il mio lavoro mi impegna tanto. Per ora è stato un esperimento divertente. Poi chissà”.

Incontri newsletter 29 – aprile 2025