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Trent’anni di elezione diretta del sindaco, ma con poche donne

Il sistema elettorale fu inaugurato nel 1995 con il successo di Paola Fratoni, ma dopo di lei nessuna altra. Altro paradosso è rappresentato dall’affluenza, che nonostante la maggiore vicinanza tra eletto e elettori è stata in costante calo. Tutti i numeri e le curiosità

Sono passati trent’anni dalla prima volta che a Magliano i cittadini elessero direttamente il primo cittadino. A trionfare alle elezioni che si svolsero il 23 aprile del 1995 fu Paola Fratoni che, tuttavia, era già sindaco, eletta dal Consiglio comunale come prevedeva la vecchia legge, fin dal 1992. Ad oggi resta l’unico sindaco donna di Magliano. Dopo di lei nel 1999, 26 anni fa, solo un’altra donna, Sabrina Sordi, ha provato a correre come aspirante sindaco senza riuscire però a conquistare la poltrona. 

Facendo un bilancio dei primi 30 anni di democrazia diretta è proprio il tema della rappresentanza in rosa una delle note stonate. Dal 1995 al 2024 sono stati eletti, in sette tornate elettorali, 100 consiglieri comunali – 16 per ognuna delle 4 elezioni dal 1995 al 2009 e 12 per ognuna di quelle dal 2014 al 2024 – ma le donne sono state una netta minoranza: 3 nel 1995 (oltre la sindaco), 4 nel 1999, 3 nel 2004, 2 nel 2009, 2 nel 2014, 1 nel 2019 e 5 nel 2024. Appena 20 seggi (un quinto) in tre decenni.

Sempre meno elettori si presentano ai seggi

Il paradosso è che pur avendo l’opportunità di decidere direttamente chi sarà il sindaco per cinque anni i cittadini gradualmente ma continuamente partecipano sempre meno al momento del voto. Il 6 giugno del 1990 l’affluenza per le elezioni del Consiglio comunale fu del 91,84% con 2724 maglianesi che si presentarono al seggio sui 2966 aventi diritto. E, ricordiamolo, con quel voto si sceglievano solo i consiglieri che poi avrebbero scelto il sindaco che poteva essere cambiato anche strada facendo e nel quinquennio successivo, effettivamente, accadde. Prima fu eletto, o per meglio dire confermato, Vittorino Rufini poi nel 1992 il Consiglio comunale lo sostituì con Paola Fratoni. 

Per dare un’idea di come erano sentite le elezioni, l’anno prima, nel 1989 per le Elezioni Europee si presentarono alle urne il 92,01% dei maglianesi aventi diritto. Altri tempi. Trent’anni dopo lo scenario è completamente cambiato. Alle ultime elezioni comunali – quelle del giugno 2024 – l’affluenza è stata del 72,95% con 2125 maglianesi che si sono presentati ai seggi su 2913 aventi diritto. Eppure nel 1995 quando ci fu la prima elezione diretta con tre candidati sindaco – Paola Fratoni, Giovanni Montini e Lucio Bertocci – l’affluenza fu dell’89,25% con 2748 maglianesi che misero la scheda nell’urna. Poi la partecipazione è andata scemando seguendo, va detto, un trend nazionale: 84,39% nel 1999, 83,78% nel 2004, 79,81 nel 2009, 75,80% nel 2014, 73,83% nel 2019 e 72,95% nel 2024.

Sindaci, liste e preferenze

I sindaci che si sono alternati in questi 30 anni sono stati quattro: Paola Fratoni per un mandato, Angelo Lini e Alfredo Graziani per due mandati consecutivi a testa e Giulio Falcetta che lo scorso anno è stato eletto per la seconda volta di seguito. Nessuno dei sindaci uscenti che si sono ricandidati ha fallito la riconferma. Paola Fratoni decise di ritirarsi rinunciando a correre per il secondo mandato, Lini e Graziani hanno dovuto lasciare dopo aver raggiunto il limite – in vigore all’epoca – dei due mandati.

Paola Fratoni quando era sindaco

Le liste che si sono presentate dal 1995 in poi sono state in tutto 18. Ma c’è una particolarità. Nelle prime tre elezioni dirette c’è stata una maggiore frammentazione con tre liste e candidati sindaci nel 1995, addirittura quattro nel 1999 e ancora tre nel 2004. Poi dal 2009 in poi e per quattro tornate consecutive il sistema politico maglianese sembra aver assunto una sorta di bipolarismo con due liste contrapposte (anche se di diversa natura) in ogni tornata.

Sembra essere cambiata anche la dinamica del consenso. Le prime elezioni dirette erano più polarizzate sui candidati sindaci e i voti di preferenza per i consiglieri erano quasi l’eccezione. Basti pensare che nel 1995 il primo degli eletti fu Antonello Ruggeri con 53 preferenze, una quota che 30 anni dopo non sarebbe bastata per entrare in consiglio. Dal 2009 in poi, e in maniera crescente, è aumentata la caccia al voto di preferenza con il boom delle ultime elezioni con cinque candidati della lista vincente che hanno superato il muro delle 100 preferenze.

Record e veterani del consiglio comunale

Il record di voti in termini percentuali va a Giulio Falcetta che un anno fa ha trionfato con il 74,13% e 1.530 voti scalzando Alfredo Graziani che nel 2009 era arrivato al 65,38%. Tuttavia in termini assoluti il record appartiene ancora a Paola Fratoni che nel 1995 fu eletta sindaco con 1.723 voti che in termini percentuali tuttavia – tenuto conto della maggiore affluenza e della presenza di due liste contro – fu del 65,31%. Nell’epoca dell’elezione diretta il primato delle preferenze va sempre a Giulio Falcetta che nel 2014 ne totalizzò 265. Angelo Lini fu eletto con il 43,07% nel 1999 (ma c’erano 3 liste contro di lui), ma quello fu l’unico mandato nel quale l’amministrazione vinse non avendo la maggioranza assoluta, infatti cinque anni dopo fu confermato con il 53,14% (due liste contro).

Il veterano delle elezioni di Magliano Sabina è l’attuale presidente del Consiglio Comunale Antonello Ruggeri. Sempre eletto dal 1995 in poi per sette elezioni consecutive. A quelle con il sistema dell’elezione diretta va aggiunta anche l’ultima con il vecchio sistema che lo vide eletto nell’assemblea cittadina nella lista Pci-Dc in quota comunista. Siede ininterrottamente in Consiglio dal 1990: per due tornate (dal 1999 al 2009) in opposizione, il resto del tempo in maggioranza prima con Rufini/Fratoni, poi con Graziani e Falcetta. 

Alle sue spalle c’è Massimo Nesta che tuttavia è uscito di scena dal 2009: è stato consigliere comunale, poi assessore e vicesindaco dal 1990 e per i 19 anni successivi. Prima della fine dell’attuale mandato sarà raggiunto e sorpassato dall’attuale sindaco che fu eletto la prima volta nel 2009 e da allora non ha più lasciato Palazzo Vannicelli restando sempre in maggioranza e da Emanuele Eroli, subentrato in consiglio nel 2012 e da allora sempre in Consiglio prima all’opposizione poi, con l’elezione di Falcetta a sindaco, in maggioranza.

Alla fine di questo quinquennio anche Giovanni Montini avrà concluso quattro mandati, anche se non consecutivi. È stato consigliere, sempre di opposizione, per due mandati dal 1999 al 2004 per poi tornare sui banchi della minoranza nel 2019.

Incontri newsletter 31 – giugno 2025