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Vita da pendolari: un maglianese su due viaggia per lavoro, ecco dove

Su 1.066 occupati residenti, 528 lavorano fuori comune: il 49,5%. Le destinazioni principali sono Roma e la provincia di Viterbo, davanti a Rieti. I dati del Censimento

Quasi uno su due. Su 1.066 lavoratori residenti a Magliano Sabina nel 2021 ben 528 — il 49,5% — sono usciti ogni giorno dal territorio comunale per raggiungere il posto di lavoro. A restare a Magliano erano in 538. Il dato emerge dalla matrice del pendolarismo per lavoro pubblicata dall’Istat nel 2025, costruita sulla base dei dati del Censimento permanente della popolazione al 31 dicembre 2021.

Roma e Viterbo, non Rieti

La destinazione principale è stata Roma: 158 pendolari, il 30% di tutti gli spostamenti in uscita, si sono recati nella Capitale. Se si aggiunge la provincia di Roma il totale sale a 185, pari al 35% del flusso complessivo. Alla pari si colloca la provincia di Viterbo, con 181 pendolari: Civita Castellana, da sola, ne ha assorbiti 78, davanti a Viterbo città (21), Gallese (16) e Fabrica di Roma (14). Il capoluogo di provincia, Rieti, ha attratto invece soltanto 27 maglianesi. Terni città ne ha raccolti 22, Calvi dell’Umbria 13, Otricoli 10.

Pendolari in uscita
528
Lavorano in loco
538
Quota in uscita
49,5%
Roma Viterbo Rieti Terni/Umbria
Fonte: ISTAT, Matrice pendolarismo per lavoro – Censimento permanente 2021

Il saldo è negativo

Il territorio non compensa con le entrate quello che perde in uscita. A Magliano lavorano 383 persone residenti altrove, 145 in meno di quante ne escono ogni giorno. Saldo negativo, dunque: il comune offre meno opportunità di quante ne chiedono i residenti. Il principale bacino di pendolari in entrata è alquanto vicino: Collevecchio manda a Magliano 50 lavoratori, Civita Castellana 27, Montebuono 24, Otricoli 23, Calvi dell’Umbria 22.

Un nodo tra quattro province

La fotografia che emerge è quella di un comune che funziona da nodo di transito più che da polo di attrazione. La posizione geografica – al confine tra Lazio, Umbria e il Viterbese, lontana da Rieti quanto da Roma – fa sì che i flussi di lavoro si disperdano in direzioni diverse e quasi equivalenti: un terzo verso la Capitale, un terzo verso il Viterbese, il resto tra Reatino, Ternano e Umbria.

Entrano a lavorare
383
Escono a lavorare
528
Saldo
−145
Entrano Escono
Fonte: ISTAT, Matrice pendolarismo per lavoro – Censimento permanente 2021

Dieci anni dopo: più pendolari, meno autobus

Il confronto con il Censimento 2011 mostra una tendenza consolidata. Dieci anni prima la quota di residenti che lavorava fuori comune era al 23,4% della popolazione in età attiva . L’indice di mobilità occupazionale si attestava a 84,7, vicino alla soglia critica del 100 oltre la quale le uscite superano le entrate: nel 2021 quella soglia fu superata, con 528 uscite contro 538 interni. Nel frattempo l’uso del mezzo privato era salito al 60,8% nel 2011, partendo dal 43% del 1991: un percorso che i dati 2021 non misurano direttamente, ma che la debolezza strutturale del trasporto pubblico locale rende difficile immaginare invertito. Il quadro, in sintesi, è lo stesso di un decennio fa, ma con proporzioni più marcate: Magliano Sabina continua a inviare forza lavoro verso l’esterno, con Roma e il Viterbese che nel 2021 hanno preso il posto che nel 2011 era ancora conteso con il Reatino.

Immagine della stazione di Borghetto di Mentnafunangann – Opera propria, CC BY-SA 3.0

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