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L’asilo nido di Magliano apre a fine ottobre: come funzionerà

Ventiquattro posti per bambini da tre a 36 mesi, gestione esterna, rette legate all’Isee. L’investimento complessivo è di 680 mila euro, in gran parte finanziati dal Pnrr.

Magliano avrà presto, anzi prestissimo, il suo asilo nido. E stavolta il “presto” sembra avere finalmente una data sul calendario: la fine di ottobre. Sono trascorsi più di quindici anni dai primi annunci e, tra progetti, ipotesi e attese, per molte famiglie il nido comunale era diventato quasi una di quelle opere di cui si parla così a lungo da rischiare di diventare maggiorenne prima dei bambini destinati a frequentarla. Ora, però, ci siamo davvero.

Ad annunciare l’avvio del servizio è stato il sindaco Giulio Falcetta, prima attraverso i social e successivamente nel corso di un’assemblea pubblica con le famiglie, durante la quale è stata presentata la nuova struttura costruita accanto alla scuola dell’infanzia.  A imprimere l’accelerazione decisiva sono stati, come per molte opere realizzate o in corso di realizzazione negli ultimi anni, i fondi del PNRR. L’investimento complessivo ammonta a 680 mila euro: 590 mila provenienti dal PNRR e ulteriori risorse destinate al completamento dell’intervento, alle finiture e agli arredi.

Potrà accogliere 24 bambini 

Il nuovo nido potrà accogliere 24 bambini tra i 3 e i 36 mesi: sei lattanti fino a 12 mesi, dieci bambini tra 12 e 24 mesi e otto nella fascia tra 24 e 36 mesi. La gestione sarà affidata tramite appalto a un soggetto esterno specializzato. Oltre alle educatrici professionali, il servizio prevede il supporto di figure specialistiche come pediatra, nutrizionista e psicologo infantile. Sarà affidato all’esterno anche il servizio mensa.

Regolamento e tariffe per i bimbi

Il 25 settembre il Consiglio comunale ha discusso gli ultimi ritocchi al regolamento. Il passaggio successivo sarà l’approvazione delle tariffe da parte della Giunta. Le rette saranno parametrate all’Isee familiare, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa regionale. Si parte da un massimo di 20 euro al mese per Isee inferiori a 5 mila euro, per poi salire progressivamente: 80 euro tra 5 e 10 mila, 160 euro tra 10 e 15 mila, fino ad arrivare a 600 euro mensili per Isee superiori a 50 mila euro. Per gli utenti con disabilità grave è prevista l’esenzione dal pagamento.

I costi di gestione: 130 mila euro l’anno

Il costo di gestione dovrebbe aggirarsi intorno ai 130 mila euro l’anno, considerando undici mesi di apertura. In linea indicativa, circa la metà dovrebbe essere coperta dalle rette delle famiglie e l’altra metà dal bilancio comunale. Il rapporto effettivo dipenderà naturalmente dall’Isee dei nuclei familiari dei bambini che entreranno in graduatoria. Il calendario del servizio è stato inoltre organizzato per garantire una continuità di circa 20 giorni di apertura al mese.

Fine dell’emigrazione verso altri comuni?

Per Magliano si tratta di un servizio atteso e, soprattutto, finora assente. Al di là dell’esperienza “intermedia” del micro asilo, le famiglie che avevano necessità di un nido sono state costrette negli anni a guardarsi intorno: Civita Castellana, Otricoli, Stimigliano, oppure strutture e baby parking privati nei centri vicini. Una piccola migrazione quotidiana di passeggini, seggiolini e genitori alle prese con orari di lavoro e chilometri da percorrere.

Il bacino potenziale: ecco i numeri

E i numeri dicono che il bacino potenziale esiste. La popolazione maglianese tra 0 e 3 anni negli ultimi anni si è mantenuta tra gli 80 e i 95 bambini. Secondo i dati Istat erano 86 nel 2019, 94 nel 2020, 86 nel 2021, 90 nel 2022, 85 nel 2023, 82 nel 2024 e 84 nel 2025. Numeri abbastanza stabili, soprattutto se rapportati alle dimensioni del paese. E allargando lo sguardo oltre i confini comunali il bacino cresce ulteriormente. Nel 2025 risultavano 28 bambini in età da nido a Otricoli, 34 a Calvi dell’Umbria, 365 a Civita Castellana, 49 a Collevecchio, 50 a Gallese e 14 a Montebuono. Naturalmente avere 84 bambini tra zero e tre anni non significa avere 84 potenziali iscritti: entrano in gioco organizzazione familiare, lavoro dei genitori, nonni, costi e preferenze. Ma con 24 posti disponibili la scommessa appare tutt’altro che azzardata.

Il sindaco: “Niente muri per i bambini”

Nell’Amministrazione Comunale c’è entusiasmo per il traguardo raggiunto come traspare dalle parole del sindaco Giglio Falcetta: “C’è un filo invisibile che lega le case del nostro borgo, ma c’è un unico grande cielo che le abbraccia tutte. Si dice che per crescere un bambino serva un intero villaggio: aperto, accogliente e senza muri tra chi arriva e chi c’è già. Sotto questo cielo non ci sono estranei, ma solo piccoli cittadini che imparano a volare e grandi cittadini che insegnano loro a non temere il vento”. L’asilo nido, aggiunge il primo cittadino, fa parte di un più ampio progetto legato all’istruzione per i più piccoli: “Siamo orgogliosi di aver creato uno spazio per i più piccoli, non sarà un semplice servizio, ma – insieme all’edificio della materna e a quello delle elementari – diverrà un moderno Polo dell’Infanzia, cuore pulsante della nostra Città”.

Incontri newsletter 43 – settembre ottobre 2026