A Terni, nella categoria Over 51, la cantante maglianese vince anche un argento. Dopo quasi vent’anni di stop, il terzo posto ai Mondiali in Giappone. Una dedica al marito Reza, compianto campione e maestro.
È bastato indossare di nuovo il kimono e leggere la grafia del “maestro” compagno di vita che se ne andato troppo presto. Poi tutto è ripartito. Anni e anni di lavoro insieme sono riemersi da dentro, nonostante quasi 20 anni di inattività. È la bellissima pagina scritta negli ultimi mesi da Noemi Nori, maglianese diventata viterbese d’adozione, a Magliano e non solo conosciuta per la sua incantevole voce e per le interpretazioni uniche della bossanova.
Ma questa volta la storia riguarda un’altra delle sue passioni: il karate. Ossia la disciplina che grazie al compianto maestro Reza Haiva Taghva, poi diventato suo marito, ha caratterizzato una fetta importante della sua esistenza. Tra il 1 e il 4 ottobre, a Terni, si sono svolti i Campionati Europei Jska di Karate e Noemi ha vinto tre medaglie d’oro – Kumite Individuale (combattimento), Kumite a Squadra Mista, Kata a Squadra Mista (forma) – e una medaglia d’argento nel Kata Individuale. Tutto per la categoria Over 51. La prima dedica è stata per Reza al quale tutto il movimento della Jska ha voluto rendere omaggio con una foto gigante che ha fatto da sfondo alle gare, la stessa che a lungo è rimasta anche nel Palazzetto dello Sport di Magliano: “Disciplina, coraggio, generosità, totale passione per il karate a cui ha dedicato gran parte della sua esistenza, erano li con me”, ha scritto Noemi sui social.

Come è nata l’idea di tornare a gareggiare nel karate?
“Ho ripreso praticamente dopo quasi vent’anni, verso aprile dello scorso anno. Un mese prima una mia amica mi aveva invitata ad andare a Ostia per un un corso di difesa per donne. Lì si praticava Judo. Ho reindossato il kimono ed ho provato una sensazione difficile da spiegare ma bella da provare. Ho dunque maturato in fretta questo nuovo avvicinamento alla disciplina”.
Quindi?
“Quindi mi sono riavvicinata nuovamente alle palestre del movimento, a Gallese e Civita Castellana, con il Khosro, il fratello di Reza che a Magliano conoscete tutti e Giancarlo Cosimo (altra conoscenza della palestra maglianese. Prima ci sono stati i campionati mondiali in Giappone dove sono arrivata terza, poi queste vittorie agli Europei”.

In Giappone dove sarebbe dovuto essere protagonista Reza.
“Esatto. Era stato individuato come responsabile del kumite quindi del combattimento. Per me tutto è ripartito proprio nell’anno in cui lui avrebbe voluto partecipare a questo evento così importante in Giappone e essere arrivata terza è stato un risultato importanti sotto tanti aspetti. L’ho sentito accanto”.
Quanto ha contato il passato, gli insegnamenti, le lezioni del passato?
“Se mi ritrovo determinate cose fisicamente è perché lo devo a quel lavoro fatto in quegli anni lì, di questo sono assolutamente certa e grata rispetto a quello che mi è stato. E in quegli anni c’era Reza. Quello che per me è importante far capire è che Reza si impegnava molto tutti i giorni mentalmente a quello che era il suo studio, cioè proprio interiore. Stava sempre lì a studiare strategie, combinazioni, tanto che io mi sono ritrovata appunti di suo pugno su tutte le varie combinazioni di tecnica per affrontare un avversario”.

E l’altra tua “vocazione”, la musica?
“Non l’ho mai abbandonata la mia passione per la musica. Tutto quello che mi è capitato l’ho presa al volo, mi ha aiutata tantissimo. Per me è stata proprio terapia, terapia pura. La musica in questo veramente ha un potere infinito e quindi nei miei momenti di sconforto di ha aiutato tanto”.
Sappiamo che è in arrivo un nuovo disco.
“Sono stata in Brasile e ho registrato”.
Ma è un altro libro. E presto parleremo anche di quello.
Incontri newsletter 44 – novembre 2026

