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“L’Altro Giro” a Magliano: doni e memoria in viale 13 giugno

Il 29 agosto, nell’ex edicola di Elvira, oggetti in regalo tra cittadini e un documentario sulle forme di solidarietà locale dal dopoguerra a oggi, nell’ambito del progetto europeo ACKnowledge.

L’Altro Giro, la Festa del dono si è svolta a Magliano il 29 agosto da mezzogiorno nell’ex edicola di Elvira, in viale 13 giugno. I cittadini hanno portato piccoli, in ottime condizioni e funzionanti – libri esclusi – per metterli a disposizione degli altri. La raccolta è stata ripetuta anche il 24 e il 27 agosto. “È stata un’esperienza alla quale l’intera comunità ha collaborato nelle varie fasi con entusiasmo e ad evento concluso siamo stati sollecitati come Amministrazione ad una replica anche fuori dal progetto Erasmus+” ha affermato l’assessore alla cultura del Comune di Magliano Sabina, che ha lavorato all’organizzazione.

“Un filo di pane”: voci di una comunità

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il documentario audio Un filo di pane – storie da una comunità donante. Le voci dei cittadini hanno raccontato le forme di solidarietà del passato. Tra le testimonianze, quella di una fornaia che tratteneva piccoli pezzi di impasto dalle pagnotte da cuocere per formare un filone da destinare a chi non aveva di che nutrirsi. Sono stati ricordati gli anni tra le due guerre, quando l’assenza degli uomini chiamati al fronte costringeva le famiglie a supportarsi a vicenda per i lavori agricoli e l’accudimento dei figli.

Mutuo soccorso, storie concrete

Sono state rievocate anche storie di mutuo soccorso: un padre muratore, caduto in depressione dopo aver perso un occhio sul lavoro, che è stati spronato a uscire di casa da un amico che minacciò di accamparsi lì per dieci giorni. Un agricoltore, noto per la sua severità, che si scoprì aver prestato denaro a chi era in difficoltà senza fissare scadenze. Chi possedeva bestiame donava il latte alle madri che non potevano allattare.

Le tabacchine e i neonati alle vicine

Il documentario ha citato anche le “tabacchine”, impiegate nella lavorazione del tabacco vicino al Tevere. Le donne, lavorando in condizioni di forte calore, fasciavano i neonati e li lasciavano sul letto prima di uscire di casa, confidando nelle vicine che a turni andavano a nutrirli.

La “sasora” e le figure matriarcali

Un riferimento specifico, in linea con i temi del progetto Erasmus, è stato fatto alle figure matriarcali. In alcuni sistemi familiari, le donne, e in particolare la “sasora” (la primogenita del primo figlio maschio), pur non lavorando esternamente, gestivano l’economia domestica, distribuivano le risorse e amministravano l’aiuto ai parenti.

Il racconto è arrivato fino ai giorni nostri. È stato ricordato l’attentato terroristico di Dacca, in cui perse la vita Simona, una giovane concittadina. In quell’occasione, la comunità si unì nel silenzio e in un supporto diffuso alla famiglia, offrendo ascolto e vicinanza, una forma immateriale ma concreta di sostegno in un momento di lutto collettivo.

ACKnowledge e il programma Erasmus+

L’iniziativa è infatti un evento di disseminazione locale del progetto ACKnowledge – Ancient Knowledge, Modern Eco-Communities, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Gioventù (programma europeo Erasmus+, KA153 – Mobilità degli operatori giovanili, codice 2025-1-IT03-KA153-YOU-000299253). Supportato dal circuito Best Up e in collaborazione con l’Azienda Municipalizzata Sabina (AMS), ACKnowledge fornisce strumenti legati alla sociocrazia e alla progettazione rigenerativa, esplorando modelli sociali legati a tradizioni antiche, indigene e matriarcali, per formare eco-comunità e promuovere la partecipazione democratica.

Incontri newsletter 43 – settembre ottobre 2026