Dal 16 settembre i proprietari possono riscattare il terreno comunale su cui sono state costruite le case e liberarsi da tetti su vendita e affitto fissati dalle vecchie convenzioni edilizie.
Chi possiede una casa costruita nei piani di edilizia economica e popolare – le cosiddette aree ex 167 – ha una strada in più per valorizzare il proprio immobile. Il 16 settembre scorso il Comune di Magliano Sabina permette di trasformare il diritto di superficie in piena proprietà, ma di rimuovere i vincoli sul prezzo massimo di vendita e sul canone massimo di affitto.
Diritto di superficie, addio
Molte case furono assegnate con il “diritto di superficie”. In altre parole: il proprietario possiede la casa ma non il terreno su cui poggia. Superficie che resta del Comune. Questo abbassa il valore di mercato dell’immobile e ne complica vendita e mutuo. Trasformare quel diritto in piena proprietà significa “riscattare” anche il terreno e diventare proprietari a tutti gli effetti. La rimozione dei vincoli riguarda invece un limite diverso, che grava anche su alcune case già in proprietà ed è il tetto imposto dalle vecchie convenzioni al prezzo di vendita e all’affitto. Togliendolo, l’immobile si può vendere o affittare al valore corrente di mercato.
Chi può fare domanda e cosa va allegato
Possono presentare domanda al Comune per eliminare diritto di superficie, i vincoli o entrambi i proprietari degli alloggi e delle pertinenze – box e cantine – oltre che dei negozi. La procedura è fatta di tre fasi ed è pensata in modo che il cittadino conosca il costo prima di impegnarsi. Nella prima si presenta al Comune il modello ufficiale di “istanza per la determinazione del corrispettivo”, scaricabile dal sito o disponibile in Comune. Andranno allegati: copia dell’atto notarile di acquisto, la tabella millesimale condominiale firmata dall’amministratore, la planimetria catastale, una visura catastale aggiornata e un documento d’identità.
Come funziona il calcolo del costo
In questa fase non si paga nulla: l’Ufficio Tecnico verifica le carte e calcola l’importo dovuto in base ai millesimi e alla normativa nazionale .Nella seconda fase il Comune invia al cittadino la cifra esatta da pagare. Nella terza fase, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, il cittadino deve rispondere.
Se accetta, deve pagare un acconto pari al 3% dell’importo totale, e indica se intende saldare il restante 97% in un’unica soluzione oppure a rate, fino a un massimo di dieci. Se rinuncia, la pratica viene archiviata senza alcun costo. Chi non risponde entro i 30 giorni è considerato rinunciatario d’ufficio.
Due avvertenze prima di avviare la pratica
Due avvertenze pesano sulla scelta. La prima: gli acconti e le eventuali rate già versate vengono trattenuti dal Comune, senza restituzione, se poi non si arriva al saldo dell’intero importo e alla firma dell’atto. La seconda: la parte notarile e tutte le spese connesse sono per intero a carico del richiedente, mentre sul Comune non grava alcun costo. Prima di avviare la pratica conviene quindi farsi due conti, mettendo a confronto la spesa complessiva con il maggior valore che l’immobile acquista una volta liberato dai vincoli.
Le istanze e le comunicazioni successive vanno consegnate a mano all’Ufficio protocollo – aperto lunedì e giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17, martedì e mercoledì dalle 9 alle 12 – oppure inviate via Pec all’indirizzo info@pec.comune.maglianosabina.ri.it. Tutta la modulistica è scaricabile dal sito del Comune.
Incontri newsletter 43 – settembre ottobre 2026

