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Il cardinale Re lascia il decanato, ma resta vescovo di Sabina

A 92 anni ha presentato le dimissioni l’8 ottobre. Papa Leone XIV ha scelto al suo posto Luis Antonio Tagle. Il titolo suburbicario rimane a vita e il legame con Magliano continua. Un rapporto lontano dai protocolli.



L’8 ottobre scorso, a 92 anni, il cardinale di Magliano Sabina Giovanni Battista Re, titolare della Sede suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto,  ha presentato le dimissioni da decano del Collegio cardinalizio. Un incarico che ricopriva dal 2020 e che lo ha visto ai vertici della Chiesa.

Il successore e il titolo che resta

Papa Leone XIV ha accettato la rinuncia, nominando al suo posto il cardinale Luis Antonio Tagle. Re, però, conserva a vita il titolo di cardinale vescovo della diocesi suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto, quindi il suo legame con Magliano non viene meno.

Dalla diplomazia a Giovanni Paolo II

Nato nel 1934 a Borno, in provincia di Brescia, Re ha dedicato gran parte del suo ministero al servizio della Santa Sede. Dopo gli incarichi diplomatici a Panama e in Iran, è diventato uno dei principali collaboratori di Giovanni Paolo II, che nel 2001 lo ha nominato cardinale e prefetto della Congregazione per i Vescovi. Anche papa Francesco ne ha valorizzato l’esperienza. E da decano Re ha presieduto i funerali del pontefice argentino e le celebrazioni che hanno preceduto il Conclave che ha eletto Leone XIV.

Messa di Natale, campane e Redentoriste

A Magliano, il cardinale ha costruito nel tempo un rapporto che va oltre il suo ruolo da decano del Collegio cardinalizio. Ci sono la messa di Natale, le visite per la festa patronale e le cresime. Poi il contributo personale per l’elettrificazione delle campane della Cattedrale di San Liberatore, la vicinanza alle monache Redentoriste, con cui pranza durante le sue visite in paese. Per loro, meno di un anno fa, ha organizzato un incontro con papa Leone in piazza San Pietro. Abitudini che hanno dato forma al suo rapporto con la comunità, insieme ai complimenti rivolti ai chierichetti e al coro e agli attraversamenti di piazza, lontano dai protocolli vaticani. Insomma, le dimissioni chiudono il capitolo del decanato, ma non quello maglianese.

Incontri newsletter 44 – novembre 2026