Press "Enter" to skip to content

1881: esplode un laboratorio di fuochi d’artificio dentro Magliano

La popolazione si mobilitò per salvare una donna con la figlia in fuga. Ma un bambino di quasi quattro anni, nipote del pirotecnico, morì tra le fiamme. Lo spaccato di un’epoca nella quale non mancavano accuse al Comune.

“La non curanza di questi nostri amministratori del municipio per il buon andamento del nostro paese, poteva ieri esser causa di un più luttuoso fatto. Il nostro municipio non ha mai sognato di far provvedere un lavoratorio fuori dall’abitato al nostro pirotecnico Ginevoli. Esso ha sempre tenuta la sua officina non solo nel centro del paese, ma in un posto il più compatto di fabbricati, ed accanto ad un facocchio (artigiano specializzato per la costruzione di carri agricoli ndr) a poca distanza da un forno”.

Siamo a Magliano Sabina, nell’agosto del 1881 e questo è l’inizio di un articolo di cronaca comparso sul Messaggero del 18 agosto. Il titolo “disgrazia” non lascia dubbi e la sua lettura ci porta uno spaccato della cittadina di 135 anni fa. Al centro della vicenda c’è Giuliano Ginevoli, fabbricante di fuochi d’artificio, con laboratorio in pieno centro, in vicolo del Forno. 

Lo scoppio e le fiamme

“La mattina dell’8 – scrive il cronista – il Ginevoli aveva preparate le some per portare il suo lavoro a Forano e Torri Sabina, lasciandole in cucina; prima di partire si recò a far colazione in una trattoria lì d’appresso. Non erano le 10 e un quarto antimeridiane quando una torte detonazione scosse l’intero paese, facendosi udire anche per la campagna. Mentre tutti correvano, il fuoco prendeva le più grandi proporzioni, udendosi ad intervalli grandi scoppi di batterie”. 

I soccorsi di Gaspare Mariotti

L’esplosione, della quale si ignorano le cause, innescò un incredibile corsa verso il punto dell’incidente. “Nessuno di quelli accorsi ebbe riguardo alla propria vita, ispecie il signor Gaspare Mariotti che più di ogni altro si distinse, facendo paura a chi lo vedeva; altri giovani si gettarono tra le fiamme per salvare una donna, la quale gettandosi da una finestra unitamente ad una bambina che erasi attaccata al collo potò salvarsi”. Mariotti, 47 anni, possidente, era stato amministratore comunale per anni e lo troviamo in una inattesa veste di soccorritore durante questo incendio. Era il figlio del conte Giovanni Mariotti Solimani e della contessa Anna Lovatelli del Corno.

Un frammento del Messaggero del 18 agosto 1881

La vittima era il nipote del pirotecnico

Ma la disgrazia non era stata scampata: “Si fece ogni sforzo per salvare altro bambino di quattro anni, ma invano si provò soccorrerlo ed esso rimase vittima, fra lo grida e lo fiamme”. Si trattava di Lodovico Adolfo Graja, tre anni e sei mesi, figlio di Maria Ginevoli, vedova e madre di altri cinque figli. Si trattava, tragedia nella tragedia, della sorella del fabbricante di fuochi d’artificio e la vittima il nipote. Le cronache non riportano se la donna che si era gettata dalla finestra fosse la stessa Maria con in braccio una delle due altre sue figlie (Giuseppa di 7 anni o Giovanna di 9).

Due ore per isolare l’incendio

“Non ostante il timore che scoppiassero altre tre bombe di grosso calibro – prosegue il cronista – che si trovavano al pian terreno, pur tuttavia prima di due ore mediante taglio fu isolato il fuoco e si poterono vietare altre terribili conseguenze e disgrazie. Anche i reali carabinieri si preestarono valorosamente a se non si ebbe a deplorare la propagazione dell’incendio tutto si deve alla buona volontà dei cittadini e dei carabinieri. A causa di mancanza di fontane pubbliche, vari pozzi particolari vennero vuotati”.

L’accusa al municipio

Il cronista del Messaggero, che si sigla O.S. (ma del quale a oggi si ignora l’identità) e scrive il suo articolo il 15 agosto, non perde l’occasione per lanciare un’accusa all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Orsolini. “Se il municipio avesse avute delle precauzioni, ed avesse adottato un rigoroso regolamento, cio non sarebbe accaduto; ed oggi a chi la colpa di una vittima e di un artista ridotto con una camicia?”. Per onor di cronaca la triste vicenda dei Giuliano Ginevoli fu oggetto di una delibera di Giunta l’8 settembre.

Incontri newsletter 44 – novembre 2026