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Dal conflitto in Ucraina a Magliano alla ricerca di rifugio e protezione: le storie

Ti accolgono in casa loro con tè e pasticcini dimostrando una grande ospitalità. Conversano cordialmente tra “ciao” e “tac”, che significa sì in ucraino. Sono Irina, la nuora Nina e il figlio, suo nipote. Sono arrivati a Magliano l’11 marzo scorso, in fuga dall’Ucraina. Raccontano la loro esperienza ancora increduli per essere stati attaccati dai militari russi. Provengono dal sud, da una città tra Odessa e Kherson e sono stati accompagnati in Italia da Gino, il cognato di Irina. Il papà del ragazzino, invece, è rimasto in patria.

Sono arrivati 16 profughi dall’Ucraina

Si tratta di tre dei 16 profughi finora arrivati a Magliano in fuga dalla guerra provocata dall’invasione russa dell’Ucraina. Sono solo donne e bambini: gli uomini non possono o non vogliono lasciare il paese. Tutti hanno trovato accoglienza, con il supporto di cittadini, parrocchia e comune. Anche le scuole si sono attivate per assicurare l’istruzione di chi tra i rifugiati è minorenne. E in un certo senso sono diventati “nuovi maglianesi”, anche se il loro desiderio più forte è, comprensibilmente, quello di tornare a casa.

Un rifugio sotterraneo per sfuggire ai bombardamenti – Photo by Oleksandr Chernobai on Unsplash

La paura sotto le bombe e la fuga

Irina, la nonna, Nina e suo figlio sono scappati dalla loro città dopo aver sopportato i bombardamenti nei rifugi sotterranei, senza luce e gas. Hanno affrontato un lungo viaggio in auto, treno e aereo attraverso l’Europa. Il ragazzo non ha dormito bene per due settimane dopo aver sentito i razzi e le granate esplodere vicino casa propria.

Irina, Nina e il figlio: prove di normalità

A Magliano i tre hanno ritrovato un po’ di serenità. Il ragazzo ha iniziato a frequentare le Medie e sta facendo amicizia con i suoi coetanei. Sta anche imparando l’italiano, come pure nonna Irina andando dalle suore e aiutando in chiesa. Mamma Nina ha imparato a cucinare gli gnocchi, piatto preferito dal figlio assieme pizza e pasta, che lei stessa adora. Hanno piantato un limone e un mandarino, mentre il ragazzo si prende cura di una pianta di rosmarino. Stanno provando a vivere un po’ in normalità questo soggiorno forzato in attesa di poter tornare in patria e ai loro affetti.

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La gratitudine verso Magliano e i maglianesi

Irina lavorava come economista al porto, Nina è avvocato e il ragazzo frequenta la settima classe. A Magliano hanno manifestato l’intenzione di aiutare la cittadina che li ha accolti, dove la gente appare ai loro occhi amichevole e sorridente. “È come se ci conoscessimo da sempre”.  Adorano l’ambiente naturale e la cultura del posto. “Anche se – per Nina – all’aria aperta fa un po’ freddo”. Ringraziano Gilda, che li ha ospitati all’arrivo, Renato che ha messo a loro disposizione un’abitazione, la figlia Eleonora, don Ariel e Nadia. Ad aiutarli ad ambientarsi hanno pensato Vitaly e Irina, due cittadini maglianesi di origini ucraine, mentre Eleonora e Paolo che li hanno guidati nel districarsi nelle maglie della burocrazia sanitaria e amministrativa italiana.

(foto di copertina: Ukrinform/Depositphotos.com

newsletter 01 – aprile 2022