CALVI DELL’UMBRIA – Un gigante della musica, un architetto del suono, un protagonista appartato. Sono tanti gli aggettivi che in questi giorni hanno accompagnato il ricordo di Pasquale Minieri, scomparso il 19 dicembre all’età di 76 anni.
Negli ultimi trent’anni Minieri aveva costruito un legame profondo con Magliano, anche grazie al rapporto con la pianista jazz Rita Marcotulli, sua compagna di vita. Marcotulli fu tra le protagoniste del progetto della Residenza Teatrale, avviato a cavallo del nuovo millennio nel “nuovo” – allora – Teatro Manlio, e negli anni è tornata più volte a esibirsi negli eventi maglianesi.
Pasquale e Rita avevano scelto la campagna della vicina Calvi come luogo in cui vivere e produrre musica, allestendo il loro studio immerso nel silenzio e nella natura. Da lì è nato, nel tempo, un rapporto sincero con molti maglianesi, non solo musicisti, ma anche cittadini che ne hanno apprezzato la presenza discreta e la grande umanità.
Figura centrale della musica italiana dagli anni Settanta in poi, Minieri ha sempre rifuggito i riflettori, preferendo lavorare dietro le quinte. Iniziò come musicista nel Canzoniere del Lazio, storico progetto prog-popolare romano, collaborando poi con Demetrio Stratos e i musicisti degli Area, Mauro Pagani e alcuni componenti della Premiata Forneria Marconi.
La parte più importante della sua carriera è stata però quella di produttore e “architetto del suono”. Storica la collaborazione con Claudio Baglioni, di cui curò la direzione artistica dei concerti dal 1985 al 1995, contribuendo anche alla realizzazione sonora di diversi album.
Nel corso degli anni ha lavorato con artisti molto diversi tra loro, ma accomunati da una forte identità musicale: Avion Travel, Almamegretta, Elisa, Vinicio Capossela, Nada. Fondamentale anche il suo contributo al jazz: è stato responsabile dell’acustica e supervisore audio della Casa del Jazz di Roma e ha seguito la produzione di numerosi CD live, tra cui quelli di Stefano Di Battista, Paolo Fresu e Danilo Rea, pubblicati in allegato al settimanale L’Espresso.
Pasquale Minieri lascia un’eredità preziosa fatta di suoni, visione e passione. Un’eredità che, anche a Magliano, continuerà a farsi sentire.
Incontri newsletter 35 – dicembre 2025

