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Alla corte di Cannavacciuolo due diplomati dell’Alberghiero

Per Matteo Desideri e Luca Anzellini tre mesi a Torino per far parte della brigata di cucina del celebre chef. L’iniziativa nata dopo che l’ex sindaco Graziani, a cena nel locale, ha parlato della scuola di Magliano

Dai banchi di scuola alla cucina stellata. L’opportunità è stata offerta a Matteo Desideri e Luca Anzellini entrambi studenti dell’Ipsseoa di Magliano che, vincendo un bando lanciato dalla scuola, sono entrati a far parte della brigata di cucina di uno dei più noti chef italiani: Antonino Cannavacciuolo. All’ombra della Mole Antonelliana di Torino i due ragazzi sono stati impegnati tra i fornelli del Bistrot torinese che porta il nome dello chef. I due giovani si sono diplomati lo scorso giugno all’Alberghiero di Magliano, nella sezione enogastronomia, e, risultando i più meritevoli del corso cucina, hanno avuto l’occasione di frequentare questo stage.

Un bando per un’esperienza prorogabile fino a un anno

“L’opportunità si è presentata a seguito di un contatto con il direttore del Bistrot su interessamento dell’ex sindaco Alfredo Graziani – spiega Roberta Stentella, prima collaboratrice del dirigente scolastico dell’alberghiero maglianese – Alfredo, a cena a Torino con la famiglia, ha raccontato al direttore di questa nostra realtà e ha chiesto a lui la possibilità di essere contattato dalla scuola”. Dal colloquio tra il direttore del locale e la scuola è nata dunque l’idea del bando per uno stage di tre mesi, prorogabile fino ad un anno, nella cucina torinese.

La cucina del Bistrot di Torino (foto Bistrot Cannavacciuolo Torino)

Ospiti in un appartamento messo a disposizione dal Bistrot

“La proprietà del locale – prosegue la professoressa Stentella – ha messo a loro disposizione un appartamento in condivisione proprio vicino al locale. Per la nostra scuola, che è un piccolo istituto professionale, e per tutti i docenti che hanno seguito questi ragazzi nel percorso quinquennale – conclude la professoressa Stentella – avere la possibilità di offrire un’esperienza così importante è stata una grande soddisfazione. Ai ragazzi va il nostro più grande ‘in bocca al lupo’ e, in qualunque modo si concluderà questo percorso, sarà un’esperienza che andrà ad arricchire il loro curriculum”.

Il ristorante Bistrot di Torino (foto Bistrot Cannavacciuolo Torino)

Cosa rappresenta e come è concepito il ristorante torinese

Il Bistrot Cannavacciuolo di Torino arriva, in linea temporale, dopo Villa Crespi ad Orta San Giulio, e il Cannavacciuolo Café & Bistrot di Novara, figlio del grande legame dello chef con il Piemonte considerato “terra d’adozione”, dove Cannavacciuolo è cresciuto sia professionalmente che umanamente. “È qui – scrive lo Chef nel sito ufficiale del Bistrot riferendosi al Piemonte – che ho conosciuto Cinzia, mia moglie, che mi ha dato due splendidi bambini. Insieme a lei ho iniziato questo bellissimo percorso. Il mio concetto di Bistrot nasce dal desiderio di dedicare ai nostri ospiti e ai loro amici un’esperienza elegante, unica, che esalti la cura dei dettagli e il ricordo della tradizione. Le proposte del ‘Cannavacciuolo Bistrot’ rispecchiano la mia idea di cucina, dove i sentori del Sud si abbinano ai sapori del Nord”.

newsletter 16 – novembre 2023