La Vicosa alle prese con gravi difficoltà: calo dei soci, aumento dei prezzi e forniture a rilento. Appello all’amministrazione comunale e ai cittadini. La coop è nata nel 1969 e si trova ora a un bivio
Oltre 150 soci e più di mezzo secolo di storia cooperativistica, ma oggi dalla Cantina Sociale “Vini dei Colli Sabini” lo storico presidente Enzo Nesta lancia un grido di allarme. “L’azienda sta vivendo un periodo di forte, fortissima crisi” dice. “È necessario prenderne atto per attivarsi e, a più livelli, cercare di salvare questa realtà che per anni è stata il fiore all’occhiello della realtà agricola della provincia e non solo”.
Una storia iniziata nel 1969 che ora è a rischio
La storia della Cantina Vicosa comincia nel 1969 dalla decisione di circa un centinaio di viticoltori della zona di Magliano di unirsi in cooperativa per dar vita ad un prodotto di qualità da mettere sul mercato con un unico marchio. Prima due, poi quattro, poi sei etichette diverse per altrettante varietà di vino, una grappa, due spumanti, per parlare del prodotto in bottiglia, poi il mercato dello sfuso, inizialmente in dame in vetro, oggi in box di cartone per venire incontro alla tendenza del mercato. Ma, analizzando l’attuale situazione tutti gli sforzi e gli investimenti fatti in questo lungo percorso non bastano più e, prima che sia troppo tardi, c’è bisogno di intervenire per ridare vita a questa realtà.
“Una soluzione arriverà, ma il quadro è allarmante”

“Siamo in attesa – dice il presidente Enzo Nesta – di una convocazione in consiglio comunale. Ci è stata, infatti, anticipata la volontà del sindaco Giulio Falcetta di conoscere fino in fondo la situazione che l’azienda sta vivendo. Nonostante io in prima persona, ma anche il consiglio che con me si riunisce periodicamente per analizzare la situazione e che si impegna per trovare una soluzione, continuiamo a essere certi che si troverà una soluzione per riprendere vigore, al momento, senza mezzi termini, il quadro è allarmante”. E le problematiche sono a più livelli.
Da 160 a 40 soci: mancano i conferenti d’uva
“In primo luogo – prosegue Nesta – si potrebbe partire dal calo vertiginoso dei conferimenti. Dei 160 soci che la cantina aveva negli anni di massimo splendore, oggi ne sono rimasti circa 40. È mancato il ricambio generazionale e i vigneti sono stati abbandonati. Alcune grandi aziende inoltre, hanno cominciato a vinificare in proprio e per la nostra realtà, che non acquista uve non locali per produrre vino, è venuta meno la materia prima”.
I rincari rendono difficili produzione e vendita
“Altro tema, oggi più che mai drammatico, è quello dei rincari”, avverte Nesta. “I costi di produzione dall’elettricità all’acqua per non parlare dei prezzi di acquisto di tappi, capsule, etichette e bottiglie sono quadruplicati e, accanto a questo, anche quando si riesce a trovare questi prodotti le consegne vengono fatte in tempi lunghi e spesso con forte ritardo il che, per il nostro punto vendita, si traduce con forti ritardi nell’imbottigliamento e con scaffali a volte vuoti che lasciano perplessi i nostri clienti”.

Nonostante tutto, sarà un’annata eccezionale
“Il rammarico – sottolinea il presidente Nesta – è quello di riuscire male, certamente anche per nostro limite, a trasferire all’esterno tutti gli sforzi che si stanno facendo per cercare di salvare questa realtà. Come detto – conclude – restiamo in attesa dell’incontro con l’amministrazione comunale, ma vogliamo essere fiduciosi e la qualità della vendemmia 2022 ci sta dando del nuovo ossigeno per ricaricarci e tornare con più energie a stringere i denti. Nonostante il periodo di siccità estivo, le piogge degli ultimi giorni hanno riempito di mosto i grappoli d’uva. Il grado zuccherino, sia del bianco che del rosso è buonissimo e, anche grazie alla rinnovata consulenza con l’enologo Francesco Di Certo siamo certi che il prodotto di questa annata sarà eccezionale”.
newsletter – settembre 2022

