La processione di S. Liberatore si è svolta senza musica. La formazione bandistica però è riapparsa per S. Serena a Foglia. Difficoltà organizzative e pochi fondi, ma la voglia di esibirsi è ancora tanta
“Che fine ha fatto la banda?”. Se lo sono chiesto in molti, specie dopo la processione di San Liberatore, la prima dopo le limitazioni per il Covid. La statua del patrono aveva lasciato la Cattedrale per tornare a sfilare per le vie cittadine, ma ad accompagnarla non c’era– come invece ci sarebbe aspettati – la Banda musicale di Magliano Sabina . L’ultima esibizione pubblica risaliva ai festeggiamenti in onore di Sant’Antonio nel gennaio 2020.
Il presidente Franco Botti: “Siamo stati fermati dal Covid”
“I musicisti sono rimasti fermi per due anni”, dice Franco Botti, presidente dell’Associazione Gian Giacomo Carissimi. “Le ragioni dello stop sono state più di una: le problematiche legate alla possibilità di esibirsi alla presenza di pubblico, le difficoltà organizzative di ritrovarsi per provare, i giustificati timori dei componenti nel riunirsi in tanti all’interno della sala prove e non ultimo anche la mancanza di fondi”. Il Comune da tempo non dà più contributi fissi annui alle associazioni maglianesi, per cui le entrate sono circoscritte a specifici progetti finanziati puntualmente o all’autofinanziamento attraverso esibizioni.
I bandisti hanno continuato a far musica a Civita e Torri

Ma una buona notizia c’è: la banda ha ricominciato a suonare. In occasione della festa di Santa Serena, a Foglia, il 3 luglio scorso sono finalmente tornate a vibrare nell’aria le note dei musicisti sabini, sempre diretti dal maestro Roberto Finucci. E si sono esibite insieme alla banda anche le majorette. Anche se, va detto, sotto le insegne delle associazioni bandistiche di Civita Castellana e di Torri in Sabina molti dei componenti della formazione musicale maglianese avevano comunque continuato a esibirsi anche nel corso di questi due anni. “Il legame tra le bande è infatti molto forte e lo scambio di musicisti aiuta a dare continuità alle esibizioni” dice sempre Franco Botti.
Una formazione alla ricerca di nuovi elementi
Nata il 5 settembre 2005, nella sua forma di banda cittadina, l’associazione Gian Giacomo Carissimi è oggi presieduta da Franco Botti e raccoglie oggi anche il Coro Polifonico (nato prima della banda) ed il Gruppo Majorette (entrato dall’anno 2016). Attualmente formata da un ottavino, due flauti traversi, tre clarinetti, quattro trombe, quattro sassofoni, un flicorno, un piatto, due rullanti e una cassa (supportati in caso di concerto da una ulteriore sezione di fiati, basso elettrico e batteria), è costantemente alla ricerca di nuovi elementi.

Imparare a suonare è facile: gli strumenti sono gratis
È interessante e positiva l’iniziativa di mettere gratuitamente a disposizione dei giovani aspiranti musicisti gli strumenti necessari a imparare a suonare . Una forma innovativa per garantire la continuità delle attività, senza richiedere impegni economici agli aspiranti componenti, presente fin dai tempi della costituzione della Banda. I musicisti maglianesi hanno dunque ripreso a tutti gli effetti le attività. Prossimi appuntamenti: il Concerto di Santa Cecilia e il tradizionale Concerto di Natale.

newsletter 04 – luglio 2022

