In congedo con i gradi di Luogotenente da metà ottobre: “Rimango qui, questa ormai è la mia terra”. Ha guidato la stazione diventando un autentico punto di riferimento per il territorio e per l’Arma. “Ora mi dedicherò allo sport”
Più di 28 anni al servizio di Magliano Sabina. Dal 19 giugno 1994 fino al 27 ottobre scorso. Quattro sindaci (Fratoni, Lini, Graziani e Falcetta) e altrettanti parroci (don Carlo, don Filippo, don Ariel e don Vito) si sono avvicendati. Ma lui – tra le “istituzioni” di un piccolo centro – nel frattempo c’era sempre. Sia per le organizzazioni, si per i cittadini che hanno sempre potuto contare sul maresciallo. Anzi, il Maresciallo. Ora però è andato in pensione.
Un comandante che è entrato nel cuore dei maglianesi
Parliamo del comandante della stazione dei carabinieri di Magliano Sabina Renzo Verducci che si è congedato con i gradi di luogotenente, per la precisione. “Ma non precisiamo più di tanto, alle persone piace chiamarmi maresciallo e va bene”, dice con il suo solito sorriso rassicurante all’interno della Caserma e già in abiti civili. “Resterò ancora qualche settimana in questo edificio poi mi trasferirò nella mia nuova abitazione che abbiamo preso con la mia famiglia qui a Magliano”.
I miei figli sono cresciuti qui, qui ho le amicizie e gran parte degli affetti, non me ne voglio andare. Se uno vive quasi 30 anni nello stesso posto poi si sente parte integrante di quel posto: allora resto qui
Renzo Verducci
Sì, perché il comandante, dopo una vita qui, ha deciso di restare tra la gente che per tantissimi anni si è fidata di lui. “I miei figli sono cresciuti qui, qui ho le amicizie e gran parte degli affetti, non me ne voglio andare. Quando torno nella mia terra di origine, a Genzano, per trovare mio padre non mi sento a casa come qui. Se uno vive quasi 30 anni nello stesso posto poi si sente parte integrante di quel luogo. E allora resto”.
Arrivato nel 1994 a 32 anni durante i Mondiali di calcio
Classe 1962, arrivò a Magliano quando c’erano i Mondiali di calcio negli Stati Uniti (quelli del 1994 e del rigore sbagliato da Baggio in finale) dopo le esperienze a Roma, in Sardegna e in Romagna. Aveva 32 anni e prendeva il timone di una stazione in una zona strategica al confine tra Lazio, Umbria, la Tuscia e con Roma a un passo.

Facciamo un passo indietro. Il primo ricordo?
“C’erano parecchi problemi da risolvere, anche qui nella caserma, quando arrivai. Affrontammo immediatamente tutto con grande spirito di squadra e collaborazione. Cercai immediatamente di conquistarmi la fiducia dei militari e dei cittadini. Non è stata una grande impresa riuscirci: questo è un territorio tranquillo e la gente ti fa sentire a casa. È un habitat ideale: non ci sono mai stati grandi problemi di criminalità e noi abbiamo saputo dare la giusta tranquillità alla gente con il nostro impegno quotidiano”.
Le indagini e le operazioni a tutela dei cittadini maglianesi

Un’indagine della quale ha un ricordo speciale?
“Mi torna in mente la notte nella quale facemmo centinaia di chilometri fino in provincia di Foggia per recuperare dei capi di bestiame che erano stati rubati. Per quelle persone quegli animali erano la vita e il reddito. Aver dato una risposta immediata fu un grande orgoglio. La storia l’ha raccontata, magari romanzandola un po’, l’ex sindaco Alfredo Graziani. Ma ci sono state anche delle attività di indagine delicate e complesse che hanno visto la nostra stazione protagonista”.
Tipo?
“Mi viene in mente l’operazione di qualche anno fa che ha portato all’arresto dei membri di una banda specializzata in furti che aveva colpito a Magliano e in diverse zone della Bassa Sabina. Portammo avanti un’attività con intercettazioni e accertamenti tecnici complessi, certamente non comune per una piccola stazione come la nostra: i militari fecero qualche sacrificio, ma alla fine riuscimmo a dare una risposta al bisogno di sicurezza e alla domanda di tranquillità delle persone”.

In questi 28 anni il suo comando è stato sempre improntato alla discrezione e alla collaborazione con la comunità. Una presenza costante ma silenziosa. Una strategia voluta?
“Certamente voluta, ma credo anche che sia un dovere per noi carabinieri agire in questo modo. Abbiamo sempre dato disponibilità a cittadini ed istituzioni e controllato, in maniera costante, il territorio. Senza proclami ma cercando sempre di far sentire la nostra presenza. Nel nostro lavoro abbiamo spesso a che fare con la sofferenza di persone e famiglie e dobbiamo avere un grande rispetto: crediamo di essersi riusciti”.
Il rapporto con le istituzioni civili è apparso sempre forte in questi anni.
“Quando arrivai c’era Paola Fratoni sindaco e mi sono reso conto immediatamente che il Comune era molto preparato per le emergenze quasi all’avanguardia. Tornando al discorso sul rispetto delle persone mi vengono in mente le innumerevoli volte che abbiamo dovuto operare, magari con discrezione, per disagi sociali. Abbiamo sempre collaborato con gli uffici del Comune che, in questo senso, hanno sempre dimostrato sensibilità, preparazione e una grandissima professionalità. E’ un aspetto non secondario che va sottolineato. Il rapporto con Paola Fratoni e gli altri sindaci, Angelo Lini, Alfredo Graziani e ora Giulio Falcetta è stato sempre franco e improntato alla risoluzione delle problematiche sociali e di altro tipo della comunità. Ognuno è stato sempre al suo posto consapevole dei rispettivi ruoli. Ma collaborando costantemente”.
Ora si dedicherà alla famiglia, alla pallavolo e al calcetto

Ora che cosa farà? C’è qualcosa magari lasciata in sospeso da anni? A cosa si dedicherà?
“C’è la famiglia anzitutto. Poi mi potrò dedicare ancora di più allo sport magari collaborando ancora di più con la pallavolo e il calcio perché penso che bisogna incentivare sempre la pratica sportiva nei giovani. Resto qui anche per questo: ho tanti amici per giocare a pallavolo o a calcetto”.
La cerimonia di saluto a Palazzo Vannicelli
Giovedì 27 ottobre, giorno del congedo, nella sala consiliare di Palazzo Vannicelli si è tenutauna cerimonia di saluto. Il sindaco Giulio Falcetta ha consegnato una targa al luogotenente Verducci con la scritta: Al Nostro Comandante Cav Renzo Verducci. Oltre a sicurezza e ordine, hai garantito affetto e cura, rendendo onore all’Arma e alla Comunità Maglianese. Con Stima e Amicizia. Città di Magliano Sabina. Il tenente colonnello Pietro Ronci, comandante della Compagnia di Poggio Mirteto lo ha salutato calorosamente consegnandogli una pergamena firmata dal comandante provinciale, colonnello Bruno Bellini, in segno di riconoscenza per il contributo fornito all’istituzione nel corso della sua carriera.
newsletter 06 – novembre 2022

