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Contro l’arsenico si può usare la sansa, nel Viterbese ci provano

La soluzione potrebbe essere una risposta tampone al mancato arrivo dell’acquedotto del Peschiera in centro storico a Magliano. Per eliminare l’inquinante intanto si affrontano costi notevoli

L’oro verde può fare il miracolo di rendere potabile l’acqua che sgorga dal rubinetto. Visto che per mettersi alle spalle definitivamente l’arsenico nell’acqua bisogna armarsi di pazienza, è utile capire cosa si pensa di fare nei comuni che da tempo hanno lo stesso problema di Magliano Sabina. Ossia quelli della Tuscia e nello specifico quello di Civita Castellana che si rifornisce di fatto dalla stessa sorgente Barco di Fabrica che alimenta l’acquedotto di Magliano.

Nelle scorse settimane all’Aldero Hotel che sta al bivio di Quartaccio tra Civita, Fabrica e Corchiano si è svolto un convegno durante il quale è stato presentato un progetto pilota che punta a decontaminare l’acqua con alte concentrazioni di arsenico attraverso la sansa d’oliva che è un sottoprodotto dell’industria dell’olio di oliva. Visto che gli ulivi da queste parti non mancano di certo e che l’acqua maglianese fa i conti ormai da 20 anni con le alte concentrazioni di arsenico (l’ultima ordinanza di divieto per una settimana risale a marzo) il tema appare più che attuale.

Il progetto si chiama Life Bioas e la sperimentazione è stata avviata nel Comune di Nepi dalla Talete, ossia il gestore del servizio idrico nel Viterbese (quella che da noi è la Aps). Il processo prevede l‘utilizzo di un innovativo bioassordente realizzato attraverso la lavorazione della sansa. Il sistema è stato messo a punto da due società italiane in collaborazione con l’Università di Evora in Portogallo. Un sistema che potrebbe consentire di superare il sistema dei dearsenificatori. Potenti macchinari che hanno consentito di abbattere le concentrazioni di arsenico. Ma che sono di difficile gestione oltre ad avere costi enormi per il funzionamento.

La sperimentazione potrebbe consentire di avere una “soluzione tampone” meno costosa in attesa che l’acqua del Peschiera, dopo il potenziamento della linea  che Aps pensa di attuare nei prossimi anni, arrivi in tutto il territorio di Magliano. Una forma di dearsenificazione per diluizione dalla quale ora il centro storico è di fatto escluso.

newsletter 20 – aprile 2024