Il maglianese Emanuele Pioggia è uno dei documentatori dell’ammiraglia dell’informazione Rai. La sua firma compare nei video accanto a quella dei giornalisti. Ecco cosa cerca e trova per permettere ai servizi di essere completi e andare in onda
Tutti i giorni, o quasi, compare in tv il nome di un maglianese. Un concittadino che si trova tra le firme di moltissimi dei servizi del Tg1. Si tratta di Emanuele Pioggia, nato e cresciuto a Magliano Sabina, e che oggi pur vivendo a Roma torna volentieri nella cittadina d’origine. “Il mio lavoro è quello di ‘documentatore’ – spiega – e, assieme a otto validissimi colleghi, collaboro per confezionare il servizio televisivo del giornalista, ricercando tutto quel materiale – foto, video, dichiarazioni, musiche, filmati – necessario ad accompagnare al pezzo”.

Emanuele è entrato in Rai nel ‘99, al Televideo, dove si è occupato dei sottotitoli per i non udenti, la famosa pagina 777. “Ho lavorato con colleghi fantastici che mi hanno insegnato molte cose, essendo appena entrato, senza mai tirarsi indietro. Lavorare per i sottotitoli per i non udenti è stato molto bello e formativo, ho scoperto un mondo nuovo e diverso, mi si passi questa parola, al quale mi piaceva molto dare una mano. Poi, il tempo passa, i capi cambiano, il lavoro è diventato diverso e non mi sono più appassionato, ho chiesto di andare via e sono andato al Tg1”.
Cosa fa il documentatore del telegiornale?
“Nella nostra redazione, la Documentazione, passano tutte le redazioni del telegiornale: interni, cronaca, esteri, economia, società, cultura, speciali e altre redazioni. Collaboriamo con loro alla realizzazione dei servizi: cerchiamo e troviamo il materiale o lavoriamo il materiale mandato dal giornalista stesso, che poi servirà al montaggio per ‘chiudere’ il servizio. Per quanto possibile occorre essere sempre informati, per non farsi trovare impreparati. Certo, non si può sapere tutto e bene, ma un’infarinata generale serve, perché l’errore è sempre dietro l’angolo. E questo nonostante una persona faccia questo o un altro lavoro da tantissimi anni e avere molta esperienza”.

Quali sono le vostre fonti di ricerca?
“Noi, come redazione, siamo in contatto con carabinieri, polizia, guardia di finanza, guardia costiera, vigili del fuoco. Lo stesso con Palazzo Chigi e Montecitorio. Le varie redazioni del Tg, a loro volta hanno i loro contatti, che poi girano a noi. Abbiamo dei nostri “contenitori” dove possiamo trovare materiale fotografico e video. Poi, nel 2026, ci sono i social. Lì però dobbiamo andare molto con i piedi di piombo visto che non tutto quello che gira sui social corrisponde a verità. Con l’intelligenza artificiale bisogna stare molto attenti e bisogna scremare le fake news create con l’Ia. Esempio di pochi giorni fa? L’arresto del presidente venezuelano Maduro: giravano mille foto, ma non quella vera”.
Il tuo è un lavoro dietro le quinte, si hanno comunque soddisfazioni?
“La mia più bella esperienza, se così possiamo definirla, perché di bello c’è poco, è aver retto, da solo, tutto uno speciale sull’incendio di Notre Dame. Quella sera lavoravo solamente io in redazione. ED è stata una valanga di lavoro tra foto, filmati, dichiarazioni. Tutto gestito da solo, assieme agli altri che, con vari compiti, avevano lavorato alla puntata. Siamo stati ringraziati in diretta dal giornalista Francesco Giorgino”.
Incontri newsletter 36 – gennaio febbraio 2026

