MAGLIANO SABINA – Un grido di pace, o meglio una riflessione, che da Magliano va verso la Terra Santa martoriata prigioniera della guerra, dell’odio e della violenza. Un messaggio forte che parte dal cimitero, luogo sacro dove la vita fa i conti con la morte, grazie alla Mirabilis Teatro Societas e a Luciano Minestrella che propone un’installazione nelle nicchie della struttura del camposanto del Capoluogo. Un’installazione, composta con commoventi sculture in legno che rappresentano lo strazio della morte violenta, che spinge a riflettere su un tema attuale. La nuova escalation di violenza in Medio Oriente, ma non solo. Il messaggio è contro tutte le guerre.
“A questo luogo sacro, dove la vita tutta cambia ogni prospettiva, affidiamo il ricordo delle tante innocenti vittime di una efferata ira che ha invaso tutta la terra di Israele e Palestina, una volta regno dell’Eden e di un’Umanità creata a immagine e somiglianza divina, e il silenzio che pervade la memoria dei nostri cari defunti cancelli il frastuono lontano delle armi e il parlare roboante di chi, accanto a noi, crede di avere sempre ragione. E così liberi possiamo sussurrare e perché no, gridare: restiamo umani”, scrive Luciano Minestrella presentando le sue opere in mostra al cimitero.
Un messaggio di pace che, nel percorso artistico della Mirabilis Teatro Societas, si lega a quello lanciato nel 1988 quando in Palestina scoppiò la prima Intifada. Allora la storica compagnia propose una imponente macchina scenica che fu allestita in occasione della Festa de l’Unità nel campo da tennis per la rappresentazione Riah Azpar, il vento giallo del deserto che incendia quella terra. Il modellino di quella Macchina – bellissima e imponente – è nella chiesa di San Michele ed una delle tappe della mostra permanente Artes Mechanicae.
newsletter 16 – novembre 2023

