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Danilo Cola, l’uomo che cura gli alberi. Anche con le ecografie

Specializzato in Scienze forestali si occupa della salute delle piante in boschi e parchi. “Il nostro impegno è decisivo per la tutela dell’ambiente”

Terapie farmacologiche, ecografie e test sotto sforzo. Sembra un normale check–up medico di quelli con cui, periodicamente, ognuno fa i conti. La particolarità però sta nel “paziente”: anziché essere un individuo è un albero. A raccontare il suo lavoro è Danilo Cola, dottore in Scienze forestali che, per l’appunto cura boschi e alberi. Residente a Madonna degli Angeli ha 41 anni e dopo aver fatto Ragioneria a Magliano si è laureato all’Università della Tuscia a Viterbo. “Il ruolo del dottore forestale – spiega Danilo, che da 13 anni lavora nel settore – viene spesso accomunato a quello dell’agronomo, con cui, tra l’altro, condividiamo anche l’albo. Nel mio caso, la mia specializzazione mi porta a lavorare di più nei parchi e boschi”.

Quando il paziente è l’albero e i clienti gli enti pubblici

Ma chi sono i “clienti” di riferimento? “Collaboro principalmente con enti pubblici: Comuni, Enti gestori delle aree verdi, Provincie e Regioni per le competenze forestali. Lavoro con Agenzie forestali e anche, ma soprattutto per quanto attiene la sfera del taglio dei boschi, con privati”. I suoi interventi sono stati ad esempio a Collevecchio, Calvi dell’Umbria, Civitavecchia, Ponzano, Faleria, Morro, Rivodutri, Pozzaglia, Cottanello, Otricoli, Mazzano e numerose altre località. Diverse sono ad oggi le metodologie di intervento che avvicinano molto il sistema di cura degli alberi, verso i quali si opera oggi con un approccio molto moderno, a quello che viene fatto sul corpo umano.

Fare le punture agli alberi, come Leonardo da Vinci

Il più particolare è il trattamento endoterapico, un trattamento fitosanitario per alberi ad alto fusto che consiste nell’effettuare sul tronco delle iniezioni che mettano in circolo presidi specifici atti a difendere l’albero da alcuni parassiti. “In sostanza – prosegue Danilo Cola – si tratta di punture che vengono fatte all’albero per combattere alcuni agenti patogeni. La pratica in sé è tutt’altro che moderna già Leonardo Da Vinci aveva condotto i primi trattamenti con questa tecnica. Tanto, nel corso dei secoli è stato fatto attraverso sperimentazione diretta, idee e innovazioni. Posso dire che da sempre l’endoterapia, più di altro, mi ha affascinato”.

“Oltre all’efficacia per la risoluzione del problema dell’albero, poi, non va trascurato l’aspetto positivo per l’ambiente. Le infiltrazioni, infatti, sono andate a sostituire i metodi classici che prevedono l’utilizzo dei prodotti fitosanitari a tutta chioma. In questo modo non c’è alcuna dispersione del principio attivo nell’ambiente tanto che, ad oggi, in ambito urbano è l’unica metodologia consentita. Purtroppo a oggi il suo utilizzo è limitato alla sola cura degli attacchi di insetti defogliatori”.

Interventi per la sicurezza: quanto è stabile un albero?

Accanto alla cura della chioma degli alberi, poi, sempre seguendo un approccio quasi medico, c’è anche un’altra particolare pratica molto importante per la sicurezza. “Attraverso prove strumentali – spiega il dottor Cola – verifichiamo la stabilità degli alberi. Esistono una vasta gamma di strumenti per rilevare delle cavità (anche dette carie) all’interno del tronco. Uno tra queste è il tomografo che permette di fare una scansione del fusto simile a una ecografia. Impulso elettrico che attraversa il legno restituisce un’immagine della struttura interna del fusto e della sua qualità. Ci sono poi degli strumenti che permettono di fare dei test mettendo in tensione l’albero. Andando a misurare l’angolo d’inclinazione alla base si può capire se l’apparato radicale è sano. Dall’analisi di questi dati si ottengono dei dei grafici che possono evidenziare la propensione al cedimento dell’albero ed evitare l’insorgere di situazioni di pericolo che, a volte, sfuggono alla semplice valutazione visiva”.

newsletter 15 – ottobre 2023