MAGLIANO SABINA – Da mani che scaldano e cullano a mani che impugnano un coltello per uccidere. Sono le mani ad aver ispirato l’artista Luciano Minestrella nella sua ultima opera dal titolo “Fin dentro l’anima” realizzata su commissione dell’Associazione Italiana Acque di Qualità e con il patrocinio del Comune di Magliano in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Accanto all’opera anche un video in cui a spiegarne il senso è proprio l’artista.
“L’anima – spiega Minestrella – è il luogo più segreto di una persona, la casa il luogo più intimo per vivere d’amore, il femminicidio vive di questo, si alimenta con questo, si consuma per questo. Nel segreto di casa si consumano gran parte di questi drammi, il pudore della vittima e il rovellarsi segreto del carnefice. Ho voluto mettere al centro del racconto tutto questo, venendomi in aiuto una scultura realizzata tanti anni fa. Eva, il nome che ho dato a quest’opera nata da un tronco di vite trovato per caso su di una catasta di legno davanti ad un casolare di campagna, mostrava già una straordinaria fisionomia di corpo di donna ma non aveva testa né gambe, aveva però uno squarcio profondo dal petto all’addome, forse è stato questo che mi ha attratto, come un bisogno di quel resto di vite di mostrare e così raccontarmi la sua storia, la sua vita”.
“C’è voluto del tempo per dargli un volto, lo stesso di un personaggio dell’immagine che avevo d’istinto seguito, quello di Eva nella ‘Cacciata dal Paradiso Terrestre’ del Masaccio. Ho voluto così che Eva si facesse carico di tutte le vittime di femminicidio, perché con lei si sentissero libere di abbandonare quel pudore che le aveva tenute segregate nel buio della vergogna imposta dalla cultura patriarcale che ancora in tanti resiste. E così siamo, io e i miei collaboratori entrati ‘fin dentro l’anima’ delle vittime e ciò che abbiamo visto con le nostre distinte arti lo raccontiamo. Una donna che fugge cercando una via di uscita, le pareti di una stanza di casa che la circuiscono, il coltello con cui aveva con il suo compagno diviso e condiviso il pane in alto sospeso, quella visione è l’inizio della sua passione”.
“Le mani del suo partner, che l’avevano accarezzata nei giorni felici ormai lontani, si moltiplicano nel numero delle coltellate inferte, così le lame moltiplicate per ogni volta che nella sua carne si conficcano perchè danno ognuna un dolore differente. A terra, sommersa da tutte le mani che hanno ognuna in successione nel caos della cruenta concitazione un colpo scagliato, per Giulia Cecchettin se ne sono contati 75, alza la sua mano tremante per prendersi l’ultimo sussulto di vita. Questo gesto in alto proteso se lo riprende Eva che solidale offre il suo volto a tutte le donne vittime di femminicidio”.
Incontri newsletter 35 – dicembre 2025

