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Fine di un’epoca, Elvira Petriarchi lascia l’edicola: “È stata la mia villa”

Il racconto di un’attività avviata nel 1998 succedendo a Giovanna Valentini e che ha caratterizzato tanta parte della vita della comunità. La chiusura dell’ospedale e il web le svolte principali

“Vendo a malincuore la mia villa”. Iniziava così il post pubblicato su un social da Elvira Petriarchi, titolare della storica edicola di Viale XIII Giugno a Magliano Sabina. Ed era l’annuncio della fine di un’esperienza di vita e di cultura per la comunità. “Ho scritto ‘la mia villa’ perché è un’attività nella quale ho messo cuore e anima” racconta Elvira. “In essa ho trascorso gran parte degli ultimi 26 anni della mia vita e vi ringrazio per questa opportunità che mi date con questa intervista, anche se all’inizio mi avete un po’ ignorata”.

In che senso?

“Quando ho rilevato l’attività da Giovanna Valentini non avete dato notizia del cambio di gestione, me lo sarei aspettato dal giornale locale ma niente. Però scherzo: è acqua passata e continuo ancora oggi a distribuire il vostro giornale con immenso piacere”.

Un’avventura cominciata di preciso quando?

“Nel 1998, comprai l’attività per mia figlia Elga che poi decise di iscriversi all’università. Ho cominciato a sostituirla inizialmente per consentirle di studiare e seguire le lezioni poi, dal 2004, sono subentrata a lei a pieno titolo organizzando l’edicola a modo mio”.

Tra l’altro è un’attività che era storicamente ubicata in piazza.

“Esatto, nel 2007 il Comune cominciò i lavori per rifare piazza Garibaldi e mi trasferirono Fuori di Porta, facendomi scegliere il punto in cui insediare l’edicola. All’inizio la presi malissimo, anche perché dovevo lasciare molti amici dei negozi di vicinato al centro del paese, ma poi ho apprezzato la strategicità della nuova sistemazione. E migliorarono anche le vendite. Decisi così di allargare l’edicola passando da 5 a 20 metri quadrati, costruendo il tipico chioschetto delle rivendite dei giornali”.

Elvira Petriarchi

Immagino: la vicinanza alle scuole, un punto di passaggio nel quale si poteva agevolmente parcheggiare al volo per prendere il giornale.

“Il mercato è cambiato perché è cambiata la società: prima vendevo molti quotidiani, riviste di gossip e tante collezioni, quelle che uscivano sul finire dell’estate e che venivano reclamizzate in tv: cd, soldatini, giocattoli, modellini da montare, penne, oggetti vintage. Ti ricorda qualcosa?”

Come no: a casa dei miei c’è una teca con 70 modellini Ferrari tutti presi da te.

“Esatto! Bei tempi quando in tv si invitava a ‘correre in edicola’ per prenotare le uscite”.

Quando ha cominciato a scendere il mercato?

“Un grosso calo si è registrato quando hanno chiuso l’ospedale: vendevo tanto, sia andando direttamente nella struttura – due ore al giorno tutte le mattine per le riviste e i giornali ai degenti – sia con i medici e infermieri che popolavano Magliano. Un pubblico molto colto comprava giornali, riviste specializzate, cd di musica classica, giocattoli per i bambini che li aspettavano a casa. Pensa che il record d’incassi lo feci un giorno segnato in rosso sul calendario, una data che ricorderò per sempre: 19 gennaio 2008. Incassai più di 1.000 euro tra vendite all’ospedale e collezioni ritirate in edicola”.

Possiamo dire che Netflix ha azzerato il mercato dei dvd, Spotify quello dei cd, internet quello dei giornali e Amazon quello dei gadget?

“Si, è così purtroppo. Da quando c’è stata la pandemia ho siglato dei contratti con alcuni corrieri molto importanti, sia per ricevere che per spedire, sia con Amazon. Le persone entrano in edicola ma poche comprano qualcosa: i giornali si leggono su internet e i bambini oramai sono pieni di giocattoli. Nel tempo mi sono comunque adeguata trasformando la mia edicola in un centro servizi: ho investito molto con i terminali per fare le ricariche dei telefoni, pagare bollette, richiedere certificati. Ho messo pure i gratta e vinci”.

Quando la decisione di mollare?

“Diciamo che non ha influito solo il cambiamento del mercato, ma anche la mia volontà di dedicarmi ai nipotini, sono in pensione da due anni e lavoro ancora per passione. Mi piacerebbe lasciare l’attività a qualche giovane, in questo chiosco ci ho messo passione e vederlo chiuso mi mette tristezza”.

Qualche aneddoto particolare?

“Ne potrei raccontare a migliaia, sono di Calvi dell’Umbria e la comunità di Magliano mi ha accolto molto bene, ho stretto amicizie e sono entrata in confidenza con clienti e commercianti di vicinato. Difficile scegliere tra le tante persone a cui voglio bene ma se proprio devo farlo, mi viene in mente Oscar: una persona anziana venuta a mancare due anni fa che tutti i giorni veniva a prendere Il Messaggero, sempre con la battuta pronta e voglioso di fare due chiacchiere, un uomo di grande umanità”.

Ma adesso cosa leggono i maglianesi?

“Vanno per la maggiore i quotidiani locali come Corriere di Rieti e di Viterbo oppure Il Messaggero che ha pagine dedicate alla provincia di Rieti. Repubblica e Corriere della Sera si vendono soprattutto il venerdì e la domenica grazie agli inserti. Per il resto si legge più poco”.

Beh, che dire Elvira? Goditi i nipoti allora e grazie.

“Un’ultima cosa: vorrei ringraziare Francesco Grande che mi è stato di grande aiuto per ben 17 anni, mi ha affiancato con passione e competenza prima di scegliere, come è giusto che sia, la sua strada”.

newsletter 20 – aprile 2024