Scadenze, tributi agevolabili e procedura per accedere alla definizione agevolata approvata il 22 luglio. Nei conti pubblici, però, l’85% di quei crediti risulta già svalutato
Il Consiglio comunale di Magliano Sabina del 22 luglio ha deliberato la rottamazione delle cartelle esattoriali. Chi ha residenza fiscale nel comune potrà quindi aderire alla definizione agevolata di tasse, imposte e contravvenzioni dovute a Palazzo Vannicelli. Il vantaggio di aderire alla rottamazione? Ottenere uno sconto su quanto dovrebbe pagare. Il risparmio teorico medio per contribuente potrebbe essere di circa un terzo di quanto dovuto.
Per aderire ci sono due strade: una prima riservata a chi cartelle dell’Agenzia delle entrate riscossione, ed è telematica (da presentare tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026), e una seconda a chi ha pendenze con il Comune, al quale deve farne richiesta entro il 30 novembre 2026. In entrambi i casi è possibile pagare in un’unica soluzione o a rate, fino a un massimo di 72 mesi per gli importi superiori a 15 mila euro.
La multa resta: sconto solo su interessi e oneri
L’approvazione del regolamento comunale per la rottamazione arriva sul filo di lana, essendo stata fissata dalle legge nazionale la data del 31 luglio come ultima possibile. Quali tributi sono agevolabili e come ci si può attivare per accedere a quello che, a tutti gli effetti, è un vero condono che aiuta i contribuenti morosi? Sui 721.238,62 euro complessivi di multe al Codice della strada, la sanzione resterà integralmente dovuta. Chi aderisce non paga infatti una multa ridotta, ma gli vengono scontati oneri di riscossione e interessi. Solo sugli 87.949,20 euro di altri tributi si potrà invece ottenere l’azzeramento di sanzioni, interessi e aggio con versamento del solo capitale, oltre alle spese di notifica della cartella e di procedura esecutiva.
Debiti non ancora accertati: una parte resta fuori
Secondo il Regolamento appena approvato sono considerati rottamabili pure i debiti esistenti al 31 dicembre 2025 “anche in assenza di attività di verifica ed accertamento già intraprese dall’ente”, comprese tutte le annualità antecedenti l’anno di imposta 2025. In altre parole, sono inclusi nel conto crediti del Comune verso i cittadini non ancora accertati e dunque non ancora calcolati tra i “residui attivi”. In parole semplici: non è possibile sapere in anticipo a quanto ammonterà il totale dei debiti condonabili in questa categoria, perché i documenti contabili del Comune non la registrano ancora. Si tratta di crediti che sì esistono, ma non sono stati ancora formalmente accertati e iscritti a bilancio.
Dalle tasse Imu alle concessioni: tutte le voci
Quali tributi sono agevolabili e come potersi attivare per accedere a quello che, a tutti gli effetti, è un vero condono che agevola contribuenti morosi? Si tratta di innanzitutto di entrate tributarie: Imu, Ici, Tasi, Tari, Tarsu, Tosap, imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni, canone per l’installazione di mezzi pubblicitari. Poi ci sono quelle patrimoniali ed extratributarie: canone unico patrimoniale, canone di concessione per aree demaniali e per mercati, oneri edilizi e contributo costo di costruzione, servizi a domanda individuale (trasporto scolastico, rette microasilo, refezione scolastica) e proventi da concessioni e locazioni. Da ultimo la fetta più grande, quelle sanzionatorie: sanzioni per violazioni al Codice della strada e sanzioni amministrative non tributarie diverse dal Codice della strada.
| Adempimento | Termine |
|---|---|
| ADER rende disponibili i dati dei carichi definibili nell’area riservata del sito | dal 15 settembre 2026 |
| Dichiarazione di adesione, esclusivamente telematica sul sito ADER | 16 settembre – 31 ottobre 2026 |
| Integrazione della dichiarazione già presentata | entro il 31 ottobre 2026 |
| Comunicazione ADER degli importi dovuti | entro il 31 dicembre 2026 |
| Pagamento in unica soluzione | entro il 31 gennaio 2027 |
| Pagamento rateale: fino a 54 rate bimestrali (scadenza 31/1, 31/3, 31/5, 31/7, 30/9 e 30/11 di ogni anno); interessi al 3% annuo dal 1° febbraio 2027 | dal 2027 |
| Adempimento | Termine |
|---|---|
| Dichiarazione di adesione al Comune o al concessionario, previa acquisizione del prospetto dei carichi definibili | 15 set. – 30 nov. 2026 perentorio |
| Risposta del Comune con importi, rate e scadenze — oppure diniego totale o parziale | entro 30 giorni dall’istanza |
| Pagamento in unica soluzione o versamento della prima rata | entro il 28 febbraio 2027 |
| Importo dovuto | Rate max | Condizioni |
|---|---|---|
| fino a 5.000,00 € | 24 mensili | rata minima 50,00 € |
| da 5.000,01 € a 15.000,00 € | 60 mensili | addebito diretto SDD obbligatorio |
| oltre 15.000,00 € | 72 mensili | fideiussione bancaria o assicurativa + addebito diretto SDD obbligatori |
Lo “stress test”: da 0,5 a 1,7 milioni in meno
La relazione di accompagnamento del funzionario responsabile del Settore Finanziario alla delibera di adesione alla rottamazione, riporta una sorta di “stress test” che tiene conto del “magazzino fiscale” del Comune di Magliano, cioè di tutti i crediti iscritti in bilancio, simulandone l’impatto del potenziale stralcio con alcune ipotesi. Si ipotizzano percentuali di adesione dei cittadini pari al 100%, 50% e 30% che, applicando una teorica percentuale di stralcio di 1/3 (33%) di sanzioni, interessi e aggio, porterebbe a dire addio a crediti da incassare per il comune che vanno da 1,7 a 0,5 milioni di euro.
Quanti aderiranno? L’ammontare è ignoto
Ad oggi, sulla base dei documenti disponibili, è logicamente impossibile prevedere quanto il Comune potrà recuperare, sia perché solo quando scadranno i tempi si saprà quanti cittadini avranno aderito, sia perché non è dato conoscere l’ammontare dei residui attivi al 31 dicembre 2025 assistiti da ingiunzione fiscale o accertamento esecutivo notificato e pertanto non sappiamo quanto di questi 5,2 milioni possono essere rottamati.
Il fondo svalutazione copre quasi tutto il credito
Al netto delle riserve esposte, la direzione dell’effetto contabile è chiara e favorevole al Comune. I crediti in questione sono già svalutati all’86,74% dal Fondo crediti di dubbia esigibilità: il bilancio 2025 li valorizza complessivamente 696.321,07 euro, contro un nominale di 5.252.322,86 euro. Ne discende che anche lo scenario minimo della relazione – adesione al 30%, incasso netto di 1.055.715,90 euro – produrrebbe più cassa dell’intero valore di realizzo prudenziale oggi iscritto sul complesso del magazzino crediti: il comune ha già contabilizzato svalutazioni per 4,6 milioni.
Le tre certezze finali della manovra
Tre punti restano fermi, al di là delle simulazioni. Primo: l’unica quota del magazzino crediti che si può con certezza definire rottamabile è quella assistita da atti esecutivi già notificati – circa 700 mila euro – poiché la legge richiede che il debito sia già stato oggetto di ingiunzione o accertamento esecutivo per poter accedere alla definizione agevolata. Sull’intera posta nominale da 5,2 milioni non è possibile pronunciarsi, perché una quota consistente non risulta ancora formalizzata in atti esecutivi. Secondo: quell’importo è già quasi interamente coperto dalla svalutazione – il valore netto residuo iscritto a bilancio ammonta a circa 600 mila euro – sicché superare almeno di 1 euro la soglia dei 600 mia produrrebbe comunque un effetto contabile positivo. Terzo, e più significativo: l’85% circa dei crediti comunali è stato svalutato, il che significa che il Comune non riesce a incassare quello che iscrive a bilancio. La rottamazione non cancella questa debolezza strutturale: può al più trasformare in cassa effettiva una piccola parte di crediti che, in base alle svalutazioni prudenziali adottate dalla normativa, si considerano già sostanzialmente inesigibili.
Incontri newsletter 42 – luglio agosto 2026

