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Si mangia al ristorante, ma in una casa privata. L’idea di tre donne a Foglia

Anche a Magliano un modo di fare ristorazione che unisce business e passione. I clienti solo su prenotazione e a volte si conoscono tra loro una volta a tavola

Metti una casa, un’appassionata di cucina e una famiglia pronta ad aprire le porte della propria abitazione a chi desidera mangiare in compagnia. È questa la ricetta – tanto per restare in tema – di un fenomeno relativamente nuovo per le nostre zone, ma che sta spopolando in tutto il mondo: l’home restaurant . Un fenomeno che, volendo continuare ad utilizzare l’inglese, fonda la propria natura sul social eating, vale a dire chi sceglie di conoscere i sapori del luogo ma anche fare nuove conoscenze. E pure Magliano Sabina ha la sua “casa ristorante”, l’home restaurant. Si chiama “Da noi. Home restaurant“, sta nel cuore del borgo di Foglia ed è un’iniziativa di Gaia Nesta.

Ai fornelli della cucina di questo appartamento-ristorante c’è Miriam Cocco, la mamma di Gaia e con lei, che è la sorella maggiore (19 anni), ad accogliere i clienti e portare in tavola i piatti c’è Rachele (16 anni). A parlare di questa attività è mamma Miriam. 

Da chi è nata l’idea di aprire un home restaurant? 

“Le mie figlie sono cresciute osservando me sempre ai fornelli. E forse da questo è nata anche la loro passione. Ci siamo ritrovate a parlare di questo fenomeno e incuriosite ne abbiamo frequentati tanti. Quindi abbiamo deciso di provarci”. 

Tavola imbandita all'home restaurant Da Noi.
Tavola imbandita all’home restaurant Da Noi.

Chi sono i clienti e cosa mangiano

Chi sceglie questo particolare contesto per i propri pranzi e le proprie cene? 

“La clientela è varia. Abbiamo tante persone che vengono per curiosità, per provare questo modo particolare di sedersi a tavola che è del tutto differente dal classico ristorante. Ed è bene sottolinearlo: un home restaurant non è un ristorante. Qui non si può venire senza prenotazione e si deve scegliere cosa mangiare prima di arrivare, perché tutto viene preparato solo ed esclusivamente per i commensali. Poi, altra caratteristica fondamentale di un home restaurant – che purtroppo si è persa in questa fase covid ma che speriamo si possa pian piano riacquistare anche nel corso dell’estate – è quella di trovarsi a tavola anche con persone che non si conoscono con cui poter far conoscenza.

“Un home restaurant non è un ristorante. Qui non si può venire senza prenotazione e si deve scegliere cosa mangiare prima di arrivare, perché tutto viene preparato solo ed esclusivamente per i commensali”.

Miriam Cocco

Nel nostro appartamento ci sono tre stanze e in ognuna abbiamo altrettanti tavoli dove far sedere fino a quindici persone. Tornando ai clienti, non mancano poi gli habitué. In tantissimi arrivano da Civita Castellana: ci hanno conosciuto, apprezzano la nostra cucina e il nostro ambiente famigliare e tornano a trovarci anche due volte al mese”.

Cosa proponete nel menù? 

“Grazie all’azienda agricola di famiglia riusciamo a preparare quasi l’80% dei piatti con prodotti nostri. Il restante 20% è rappresentato da prodotti che acquistiamo solo ed esclusivamente in aziende locali”. 

Un piatto dell'home restaurant di Foglia
Un piatto dell’home restaurant di Foglia

Aperto tre giorni a settimana e solo su prenotazione

Quindi, si telefona, si prenota? 

“Prima di tutto si deve scegliere uno dei tre giorni a settimana che la normativa ci permette di aprire. Noi di solito apriamo nel fine settimana, ma qualche volta, se in occasione di compleanni e ricorrenze ci chiedono delle aperture infrasettimanale riposiamo il venerdì. Una volta prenotato il posto a tavola inviamo le proposte menù, con tanto di prezzo, via WhatsApp e i clienti, almeno due giorni prima di venire, ci indicano le loro scelte”. 

Quanto in questo tipo di attività conta il passaparola? 

“Moltissimo. La normativa non consente di fare pubblicità attraverso i canali classici, ma solo via social. Molto, quindi, è legato all’esperienza che riusciamo a far vivere ai clienti e che poi loro stessi raccontano”. 

Passione o lavoro? 

“Sicuramente passione. La normativa non permette di incassare più di 5mila euro annui. Ci fa piacere incontrare persone e offrire loro buona cucina e ospitalità. Ce la mettiamo tutta e per ora i feedback che riceviamo sono tutti positivi”.

Infografica sull'home restaurant

newsletter 02 – maggio 2022