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La Cantina Vini dei Colli Sabini è in vendita: un colpo al cuore

La storica cooperativa maglianese, in crisi da anni e senza vinificazione dal 2023, cerca un compratore per l’immobile di Madonna Grande da mille metri quadri. Ipotesi non confermate su chi potrebbe subentrare nella proprietà dello stabile

Un colpo al cuore. La Cantina Vini dei Colli Sabini, la Vicosa, per tutti i maglianesi semplicemente la Cantina, è in vendita. La Cooperativa, che da anni non ha nascosto la crisi e non vinifica da un paio d’anni, ha deciso di cercare un compratore per l’immobile. La struttura di Madonna Grande è stata messa sul mercato tramite l’agenzia immobiliare Tecnorete. L’annuncio è apparso su internet e sui social il 5 agosto: “Magliano Sabina – cantina sociale con frantoio e casetta indipendente”.  Oggi la denominazione è cambiata, si parla di “rustico in vendita”.

La proposta regala anche suggerimenti sui potenziali acquirenti e utilizzi:

La cantina sociale ben attrezzata comprende: uno spazio destinato alla lavorazione delle uve e la produzione del vino, ideale per cooperative agricole o per chi desidera avviare un’attività e valorizzare le tecniche tradizionali della zona. Troviamo inoltre un frantoio con area dedicata alla molitura delle olive, perfettamente adatta per la produzione di olio extravergine d’oliva con le olive del territorio. Non distante è presente anche una casetta indipendente con un ampia sala attualmente adibita a spazio riunioni, facilmente trasformabile in soggiorno con angolo cottura o zona living open space, due ulteriori stanze da personalizzare secondo le proprie esigenze ed un bagno funzionale. 

Mille metri quadrati messi sul mercato immobiliare

Mille metri quadrati, 2 bagni, 10 locali. Tutto in vendita. Negli annunci l’agenzia non svela quanto chiede la cooperativa. Le trattative in questo senso, con eventuali compratori, saranno riservate. Si parla di una nota famiglia interessata, di un imprenditore interessato al solo frantoio o di una cordata per salvare immobile e azienda. Ma sono voci e tutte non confermate. Dalla stessa Cantina non filtra granché, ma magari la stagione olivicola potrebbe far riaccendere i motori per produrre olio. Le storiche attività legate al vino, se non cambieranno le cose, dovrebbero restare sospese.

L’allarme sulla forte crisi dato già nel 2022 dal presidente

In fin dei conti nel settembre del 2022 era stato lo stesso presidente della Cooperativa, Enzo Nesta, a lanciare l’allarme, e proprio su queste colonne: “Salvate la cantina sociale dei Colli Sabini: la crisi è fortissima”. Poi nel 2023 la decisione di non vinificare, oggi quella di mettere in vendita l’immobile. Gli sforzi sono stati fatti, anche negli ultimi mesi, per promuovere i prodotti. Ma d’altro canto il panorama complessivo non è confortante: in Italia dal 2021 al 2023 otto aziende produttrici di vino su 100 hanno chiuso i battenti.

Il bilancio 2023: perdite per 82 mila euro

La Cantina sociale dei vini dei colli sabini è una scarl, vale a dire una società cooperativa a responsabilità limitata, e come tale è tenuta a depositare alla Camera di commercio di Rieti, e rendere così pubblici, i proprio bilanci. L’ultimo disponibile, datato 2023, ha come primo giorno fiscale il 31 agosto 2022 e l’ultimo è il 31 agosto 2023.

In esso si legge che nel corso della campagna vinicola 2022-2023 sono stati raccolti 122.970 kg di uva che hanno consentito di produrre 947 ettolitri di vino. La campagna olearia 2022-2023, invece, si è chiusa con la lavorazione di 107.740 kg di olive che hanno consentito di estrarre 17.494 kg di olio. Gli amministratori, nella parte iniziale di bilancio, mettevano in rilievo che c’è una “diminuzione dei conferimenti di uva, in atto oramai da diversi anni” e di quanto l’attività risenta anche del rialzo dei costi energetici.

L’andamento del conto economico risente, purtroppo, della diminuzione del volume d’affari. A fronte di 131.232 euro di fatturato nel 2023l la Cantina dei maglianesi ha collezionato 82.631 euro di perdite (costi>ricavi), in peggioramento rispetto al 2022 che si era già chiuso con una perdita di 34.575 euro.

Le perdite sono comunque assorbibili dal patrimonio netto, la gestione prudente e gli apporti dei soci dei passati esercizi consentono ancora di avere riserve che possono coprire i risultati negativi. Il vero problema che emerge dal bilancio è la posizione finanziaria netta: la Vicosa con in cassa una liquidità esigua è esposta pesantemente, per centinaia di migliaia di euro, verso privati e banche. A fronte di questo nel bilancio 2023 mostrava un patrimonio fatto di impianti, macchinari, manufatti che potrebbe permetterle di far fronte a questa esposizione. E per questo potrebbe essere stata indotta a vendere.

Due assemblee per approvare i conti del 2023

La diminuzione dei conferimenti, unitamente ad altri fattori, ha purtroppo fatto venire meno pure la caratteristica di “cooperativa a mutualità prevalente” e, a quanto scritto a pagina 11 del documento, “non potrà usufruire delle agevolazioni tributarie” concesse a questo tipo di cooperative. Stando a quanto riportato dai verbali allegati al bilancio depositato, per approvare quello del 2023 ci sono volute ben due assemblee: la prima, tenutasi il 28 dicembre 2023, che non ha raggiunto il quorum; la seconda, che ha approvato il bilancio, si è tenuta praticamente un anno dopo, il 23 dicembre 2024.

Nata nel 1969 con cento soci viticoltori

La Vicosa, dicevamo, è un’istituzione storica che sta da decenni nel cuore dei maglianesi. È infatti nata nel 1969, quando circa un centinaio di proprietari di vigne della zona di Magliano decisero di unirsi in cooperativa per cercare di produrre un vino di qualità da mettere sul mercato con un unico marchio. Lo storico presidente fu  Umberto D’Ubaldo (per tutti Berto). Era uno dei nove fondatori e restò al timone della coop dal 1979 al 1996 senza soluzione di continuità. Fu lui ad avviare il lungo percorso che ha portato alle certificazioni di qualità del vino e alla prima doc (denominazione di origine controllata) poi arrivato in porto dal suo unico successore, Enzo Nesta.

Gli anni d’oro con 140 soci e prodotti di successo

La cantina ha vissuto gli anni migliori, arrivando a toccare 140 soci tra la fine degli anni ’90 e il 2015 quando furono proposti numerosi prodotti, oltre al vino, come spumante e grappe. Per esempio il brut della Vicosa è stato proposto per anni nei menù di pesce di ristoranti rinomati, non solo della Sabina. In quegli anni sono nate etichette che hanno avuto successo come La Memoria, 29 Settembre, le varie versioni del Cavalier Manlio,un vino novello che per anni è stato un must a livello regionale. Sempre dalla fine degli anni ’90, grazie alla Cooperativa, tornò a Magliano anche il frantoio per le olive che mancava dalla fine degli anni ’70 quando venne chiuso quello di via Tito Tazio. Poi negli ultimi anni la crisi, con la diminuzione dei soci e dei conferimenti delle uve, oltre alla diminuzione delle vigne nel territorio.

Incontri newsletter 33 – settembre-ottobre 2025