MAGLIANO SABINA – La Madonna delle Grazie è tornata a Magliano. Il rientro nella chiesa dedicata alla celebre pala cinquecentesca attribuita a Rinaldo Iacovetti da Calvi è avvenuto il 7 aprile. Il quadro è stato scortato sulle scale dai carabinieri in alta uniforme dopo essere arrivato dall’oreficeria Monti di Rome dove è stato restaurato. L’intervento – che ha dato un aspetto forse troppo “nuovo” all’immagine (ma si sa che poi l’argento annerisce) – ha riguardato non solo le le rizze rubate nel 2021 (il braccio sinistro, la corona reale e l’aureola di Dio) ma anche la parte dorata, sbiaditasi con il tempo, e il manto della Vergine, che risultava bucato in più punti.

Inizialmente previsto per le 17 del pomeriggio in piazza il ritorno a Magliano della Madonna delle Grazie è poi slittato direttamente in chiesa alle 18:40 per la necessità di sostituire il mezzo di trasporto. Ad accogliere l’immagine – che fu pure protagonista in Vaticano della chiusura del Giubileo 2016 – sono stati, insieme ai fedeli, il vescovo Ernesto Mandara, il parroco don Vito Gomelino, il sindaco Giulio Falcetta, la consigliera regionale Eleonora Berni e il comandante della stazione dell’Arma di Magliano Sabina, Ignazio La Bella. A fare gli onori alla Madonna la banda, il coro di Magliano Sabina e una rappresentanza di figuranti della Giostra del Gonfalone.
Una volta in chiesa l’opera d’arte è stata tenuta in posizione eretta a mano, mentre Alessandro Conforti ha riferito alcuni cenni artistici sul quadro e il restauratore ha fornito notizie sugli interventi di restauro. Va detto che le parti mancanti sono state riprodotte in maniera vicina a quelle trafugate grazie ad alcune immagini fotografiche. Gli interventi si sono estesi anche alla tavola che è stata messa in sicurezza andando a togliere tutti i chiodi e le viti in ferro che si erano ossidati. Al loro posto oggi ci sono chiodi fatti a mano in ottone. Una profonda pulizia è stata compiuta sulle rizze antiche in modo da renderle perfettamente uguali alle nuove. Nel manto sono stati chiusi i buchi (creati forse per chiodi, pietre perdute o usura), è stato infine deciso di riposizionare sulla corona delle pietre preziose vere a differenza di quelle del manto che sono in vetro.

Le spese per restaurare il piccolo grande capolavoro rinascimentale sono state sostenute direttamente dai cittadini maglianesi con una serie di donazioni oltre che da un intervento dell’Amministrazione comunale. La cerimonia si è conclusa con la celebrazione di una santa messa.
(si ringraziano per le foto Antonella Chieti e Antonello Ruggeri)




