Lo sceneggiatore di fumetti maglianese dice di voler deviare il proprio percorso narrativo pubblicando tre monologhi e quattro racconti. Un lavoro che mette al centro le “storie”, ma quelle che autenticamente sono tali. E pone un quesito di fondo al lettore
Lettore, preferisci un’amara verità o una dolce bugia? È con questa domanda che Daniele Vessella apre il suo più recente lavoro. Un lavoro che è appena arrivato in libreria a Magliano sotto forma di raccolta di monologhi e racconti dal titolo Verità nascoste. Si tratta di 148 pagine, edite da Compagnia Oscena, e realizzate con il contributo del Comune di Magliano Sabina e la supervisione di David Iori nelle quali Vessella, già sceneggiatore di fumetti di qualità, annuncia di voler deviare il proprio percorso narrativo spostandosi sulla narrativa vera e propria.

“Sono spinto da fattori emotivamente negativi” rivela nella quarta di copertina. Ma la sua seconda raccolta rivela molto e, allo stesso tempo, sorprende chi si aspetta la “solita” narrativa. Innanzitutto si tratta di storie, e non è una cosa affatto diffusa nel panorama contemporaneo. Abbiamo bisogno di storie eppure spesso i racconti che vengono pubblicati non ne contengono. Daniele Vessella invece si ispira al più puro, o originario, dei generi di storia: l’avventura. Anche quando si parla di amore, ovviamente di un amore difficile e contrastato, vi annette un percorso affabulatorio e narrativo avvincente.
I personaggi si muovono sempre verso una sfida, vivono in rivolgimenti, le storie non stanno ferme, ma camminano fino a rivelare le varie versioni di verità. Ma non aspettatevi qualcosa che non risenta fortemente della cultura e dell’esperienza dell’autore, amante di manga, anime e fantasy. È a questo ultimo genere che istintivamente verrebbe di annettere i racconti, se non li si potrebbe accostare alla letteratura per ragazzi o giovani adulti. Ma l’invito al lettore è di non fermarsi al piacevole, fantastico, talora cinematografico (o fumettistico) susseguirsi delle scene secondo i fili narrativi, talora paralleli e talora intrecciati. L’invito è porsi in un posizione di lettura che interroga. È andare a fondo. Seguire l’invito di Vessella a leggere nel profondo. Esattamente come nel quesito iniziale: preferisci un’amara verità o una dolce bugia?
A questo proposito hanno un grande valore i monologhi iniziali, nei quali Vessella scrive in maniera diretta, senza infigimenti, profonde riflessioni su tre temi: lentezza, solitudine e destino. L’invito è a leggerli attentamente e a rifletterci. Sono stimoli molto forti. E aiutano a riflettere e, riflettendo, a crescere.
Incontri newsletter 31 – giugno 2025

