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Lettera. In difesa di don Vito, parroco di San Liberatore a Magliano

Nuova lettera di Maria Chinzari Angelini a Incontri. Al centro le critiche che vengono rivolte da taluni al sacerdote per una gestione definita bonariamente come una sorta di “dittatura riformista”

L’ultimo episodio di chiacchiericcio è stato registrato il giorno della festa di San Pietro. Il quartiere di San Pietro, a Magliano Sabina, è molto legato alla bella chiesa romanica del XIII secolo. Il 29 giugno, festa solenne degli apostoli Pietro e Paolo, in questo rione e in questa chiesa si è sempre fatta una grande festa religiosa col suo triduo, messa solenne, processione e poi grande festa popolare con canti, suoni, balli e cena all’aperto. Dopo il Covid tutto è stato cancellato.

Le lamentele per la festa di San Pietro senza statua

Quest’anno, 29 giugno 2024, la festa cadeva di sabato e al Duomo c’erano le Cresime, unendo a quelle di Magliano anche quelle di alcuni adulti della Diocesi. Don Vito ha pensato di portare la statua di San Pietro in Cattedrale e da lì far partire la processione che è terminata a San Pietro con un gelato per tutti i presenti, nello spazio sottostante la chiesa, offerto dal parroco. Uno bello stendardo, hanno detto alcune donne, ha sostituito la statua. Le critiche nei confronti del parroco, da parte di persone del vicinato, non sono mancate.

Sono certa che il sacerdote non volesse fare dispetti a nessuno, ma credo che, a volte, sia costretto a trovare soluzioni alternative. Alcune persone si erano già lamentate per la festa del patrono San Liberatore, poiché la processione era stata fatta senza la banda musicale cittadina, e in precedenza anche per la messa vespertina di maggio non era stata celebrata come da tradizione.

I meriti ignorati di don Vito

Tuttavia, le persone che si lamentano non notano ciò che il parroco fa quotidianamente. Don Vito, considerato bonariamente un “dittatore riformista”, viene criticato solo da pochi. Al resto della comunità, e ai giovani, basta trovarlo quando serve, rispettando gli orari delle festività.

Don Vito Gomelino
Don Vito Gomelino

Un passato di impegno e dedizione

Conosco don Vito da quando è diventato sacerdote. Per imparare a fare il parroco, fu affiancato da don Carlo nella parrocchia di San Liberatore come viceparroco. È stato un giovane sacerdote solerte, attento, rispettoso, preparato e scrupoloso. Qui a Magliano ha seguito le donne, i giovani, i ragazzi dell’Azione cattolica e tanto altro. Per tre anni consecutivi ha frequentato un corso di aggiornamento per formare lettori della “parola divina”, Diaconi e Persone degne di distribuire l’Eucarestia in caso di necessità.

L’affetto nelle parrocchie precedenti

Don Vito è stato parroco in diverse parrocchie, dove è ricordato con affetto. Molti vengono a trovarlo a Magliano, lo aiutano da lontano, e dispiace che alcuni maglianesi non lo amino e non apprezzino le sue doti. La fede vera si conquista con un cammino lento e faticoso; credo che questo sia il suo obiettivo, ma pochi si mettono in gioco.

La difficoltà di gestire una grande parrocchia

I preti sono sempre meno, e gestire una parrocchia estesa come quella di Magliano, con Foglia, le Redentoriste e i vari vocaboli, non è semplice. Assicurare la santificazione della domenica, matrimoni, battesimi, funerali e restauri delle chiese non lascia tempo ai chiacchiericci. Un mio zio, missionario in Birmania, mi scriveva che la sua parrocchia era grande come la Sicilia e vedeva i parrocchiani una volta l’anno.

Chiudo e concludo: teniamoci caro Don Vito, che ha mille cose da fare e non ha tempo per le chiacchiere. Rispettiamo la figura del parroco, anche se non sempre soddisfa le aspettative di tutti. Ricordiamoci che il peggio sta dietro la porta.

incontri newsletter 24 – settembre 2024