Una determina dell’area pianificazione risorse e sviluppo agricoltura del Comune di Magliano ha stanziato altri 1.886 euro per lavori e chiusura dell’intervento di bonifica. Il conto finale è arrivato a 564.244 euro
A Magliano dici Masan e vai con la mente alle battaglie ecologiste di fine anni ’90 e inizio 2000. Un film già visto dai maglianesi all’inizio dello stesso decennio di fine secolo scorso, quando l’attenzione fu monopolizzata dal pericolo della costruzione della discarica con personaggi, luoghi e affari che sembravano, tra suggestioni e fatti più o meno acclarati, sempre gli stessi.
Un incubo che non smette di presentare il conto
Il continuo ritorno del pericolo del danno ambientale, la difesa strenua dei maglianesi del loro ambiente, politica e affari che si intrecciano e lo scontato finale nella aule giudiziarie. Nel 1999, nei capannoni della Fornace finirono rifiuti speciali – polveri di abbattimento fumi – provenienti dalla Val d’Aosta, piombati a Magliano in circostanze mai chiarite fino in fondo. Seguì una bonifica lunga e complessa, intrecciata anche alla vicenda Masan, l’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti che portò al sequestro dell’area dal 2004 per ben sette anni (le accuse finirono in prescrizione in appello). Ma quello della Masan è un incubo che non smette di presentare il conto ai contribuenti e all’ambiente.
È infatti del 18 febbraio di quest’anno, una determina dell’area pianificazione risorse e sviluppo agricoltura, che stanzia ulteriori 1.886 euro a favore di una ditta locale per lavori di “definitiva caratterizzazione del sito e chiusura dell’intervento”, per lavori che poi possano consentire all’Arpa del Lazio di svolgere ulteriori analisi campionarie presso lo stabilimento dell’ex Masan.
Il Comune deve recuperare 125 mila euro
Gli interventi di bonifica furono stanziati per la prima volta nel marzo del 2008, con la Regione Lazio a farsi carico del finanziamento degli stessi, per un importo iniziale di 281.250 euro, un conto lievitato solo dopo nove mesi a 606.250 euro. Tuttavia, si sa, i tempi della burocrazia non sono mai ottimali e, a seguito dell’ingiunzione di pagamento da parte della ditta appaltatrice, il Comune di Magliano ha anticipato 562.379 euro, ricevendo un parziale rimborso dalla Regione Lazio per 436.904 euro, in tre tranche erogate dal 2010 al 2013 e con un importo residuo da incassare attualmente pari a 125.475 euro.
Il conto finale, aggiornato con l’affidamento approvato a febbraio di quest’anno, è pertanto pari ad 564.244 euro, fatta eccezione per i risarcimenti giudiziari di cui parlammo in passato, dei quali 502 mila euro circa destinati ai lavori di bonifica e 62 mila euro circa alle spese tecniche.
Incontri newsletter 38 – marzo 2026

