Memories. Carlo Tondinelli racconta dell’organizzazione e di un concerto che portò a Magliano un artista che non risparmiò rock e belle melodie. Una persona vera e sanguigna
La prima volta che un artista pop veniva ospitato a Magliano, 1985, festa dell’Unità. Ivan Graziani, affermato cantautore, bravo chitarrista, insomma come si diceva allora “un nome”. Erano anni di novità per tutto il mondo, la perestrojka lanciata da Gorbaciov, neo presidente dell’allora Urss, stava avviando quel processo di cambiamento che avrebbe segnato le sorti dell’umanità. Ma questa è un’altra storia.
Era la prima volta che la festa si spostava dalla storica sede ubicata ai Giardini Pubblici. La scelta cadde così sul cortile interno della scuola elementare. Ma c’era un problema, la direzione didattica non dette l’autorizzazione, il motivo, la manifestazione era politica. Così si optò a torto muso per la via adiacente. Fortunatamente negli anni a seguire il campo sportivo diventerà la sede fissa della festa, ininterrottamente fino al 1996 poi proseguita, con meno continuità, fino al 2012.
Occhiali rossi e “Franca ti amo” per un live storico
Il concerto si svolse proprio al campo sportivo, dove su richiesta dell’artista fu allestito un palco di tubi innocenti e travi di legno. All’evento assistettero circa 800 spettatori, che non erano molti, anche perché si pagava il biglietto, ma fu in ogni caso un buon successo. Graziani non si risparmiò, due ore di musica rock e belle melodie. Occhiali con la montatura rossa, la sua inseparabile chitarra per un concerto che è rimasto nella storia, almeno da queste parti. Dopo i successi degli anni ’70 proprio in quel 1985 Ivan Graziani aveva partecipato per la prima volta nella sua carriera al Festival di Sanremo con la canzone Franca ti amo. Io purtroppo quella sera non c’ero, ero in giro per l’Italia a suonare per con due gruppi vocali gli “Ever green “ e i “New Macedonia” nel quale cantava un giovanissmo Alex Britti. Gli amici mi hanno poi raccontato di un musicista vero e sanguigno, venuto a mancare troppo presto (1997), purtroppo.
Storie di amori incompresi e di donne inafferrabili
Un episodio segnò la sua carriera incrociandola con una delle leggende del rock pop. Nel 1979 scrive uno dei brani più belli della sua produzione Agnese, nel 1988 Phil Collins scrive per il film Buster la canzone A groovy kind of love. Bene sembrano uguali, solo che entrambi presero ispirazione dalla Sonatina in sol maggiore di Muzio Clementi (1751-1832), le polemiche che sorsero all’epoca svanirono velocemente, mentre la leggenda dice che l’inglese chiese poi scusa all’italiano, ma su questo ho sempre avuto grandi dubbi. Una curiosità: nel 1974, la Premiata Forneria Marconi (Pfm) pensò proprio a Graziani per il ruolo di cantante; tuttavia la sua voce particolare non verrà infine considerata adatta al loro tipo di musica. “Dotato di un timbro di voce caratteristico, quasi un falsetto, cantò nei suoi brani storie di amori incompresi e di donne inafferrabili”, scrive di lui l’edizione online della Treccani. Oltre che cantautore e chitarrista era famoso anche come fumettista.
newsletter 02 – maggio 2022

