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Piazza Garibaldi spettrale: in tarda serata nessun locale aperto

MAGLIANO SABINA – Piazza Garibaldi, la sera, dal 10 febbraio scorso ha assunto un aspetto spettrale. Dopo le 21 non c’è un locale aperto, tutto chiuso. Unica luce – verrebbe da dire di speranza – il Teatro Manlio, quando ci sono gli spettacoli. E tutto intorno dalla Circonvallazione fino a via Roma e via Manlio un senso di vuoto.

È l’effetto indiretto, di certo non voluto, di un provvedimento amministrativo disposto dal Questore di Rieti applicazione di una legge del 1931 che ha sospeso per venti giorni un locale del centro storico. L’unico che restava aperto fino a ora avanzata. Secondo il comunicato ciò sarebbe avvenuto per liti e risse, all’interno e nelle immediate adiacenze dell’esercizio, che avevano richiesto l’intervento di carabinieri.

Lungi dal mettere in discussione una norma di legge e la sua applicazione da parte della Questura – oltre al meritorio lavoro dei militari dell’Arma – è il resto della spiegazione diffusa all’opinione pubblica a lasciare perplessi. Il provvedimento – si legge – “si colloca in un più ampio quadro di rafforzamento delle attività di prevenzione e vigilanza nei confronti dei locali pubblici, anche alla luce di recenti episodi di cronaca che hanno richiesto un innalzamento del livello di attenzione”. 

Inutile dire che non si tratta di episodi accaduti a Magliano Sabina, nei dintorni o in provincia. Si tratta semmai con ogni probabilità – vista la stretta sui locali pubblici verificatasi a Roma, con numerose chiusure tra cui la più clamorosa quella del Piper – di un’indicazione ministeriale conseguente sì a fatti di cronaca, ma avvenuti a Torino o in Svizzera. Episodi che, nell’era delle gestione emotiva della cosa pubblica da parte del governo, hanno prodotto un incremento di controlli pure in Italia.

Incontri newsletter 37 – febbraio 2026