Press "Enter" to skip to content

Rodolfo Ruggeri, 80 anni e una vita a intrecciare canestri: “Utili anche oggi”

“Aiutano a risparmiare e a contenere l’uso della plastica”. A Magliano dal 1971, ex muratore all’Eur e alle Acciaierie di Roma, costruisce canestri da quando aveva dodici anni. E ci spiega spiega passaggio per passaggio come se ne realizza uno

Rodolfo Ruggeri, 80 anni portati bene, è un appassionato costruttore di canestri. Vive a Magliano dal 1971 assieme alla moglie Andreina Serrani. Ha due figlie: Luisa e Pamela. “La mia passione per la costruzione dei canestri è nata quando, a dodici anni, lavoravo nelle campagne di Poggetto, dove vivevo con la mia famiglia e osservavo gli anziani che costruivano i canestri. Una volta imparato, non ho più smesso, neanche quando lavoravo. Ho fatto il muratore per l’Ente Eur, collaborando alla costruzione del quartiere che accoglie il Palazzo della Civiltà italiana, il Colosseo Quadrato. Poi ho terminato l’esperienza romana lavorando alle Acciaierie di Roma fino alla pensione. Di sabato e di domenica però realizzavo i canestri”.

Dalla canestra alla corva: una famiglia di utensili

“Il canestro è un utensile che ha avuto grande importanza nella tradizione contadina: serviva per portare il pranzo in campagna, per raccogliere la verdura, per mietere il grano, per raccogliere le olive mentre eri sulla scala. Nella sua variante senza manico, la ‘canestra’, era utilizzato dalle donne, mettendolo sulla testa, per traportare il pranzo in campagna o il bucato. Un altro membro della famiglia dei canestri è la ‘corva’, fatta di scorza di castagno, le cui bacchette sono più grandi. Veniva usata per raccogliere l’uva o anche per tenere i semi che venivano sparsi ‘a braccia’ nei terreni durante la semina”.

Canestre e canestri realizzati da Rodolfo Ruggeri

Spesa senza buste, plastica zero

Rodolfo non pensa che si stia parlando di qualcosa che appartiene al passato. “Il canestro è un utensile che può essere tranquillamente utilizzato anche oggi. Non è solo un oggetto artistico. Ad esempio, io ci faccio la spesa, risparmiando sui costi delle buste e, soprattutto, lo utilizzo al posto dei contenitori in plastica, contribuendo a diminuire l’inquinamento. Per due anni ho tenuto un corso in un’azienda maglianese, nella quale ho insegnato a costruire i canestri. Di recente, una ragazza di Magliano ha voluto imparare questa arte e sono contento che la tradizione non vada persa. Siamo rimasti in pochi a farli”.

Raccolta e preparazione delle bacchette

La costruzione del canestro comincia con la raccolta dei materiali necessari, vale a dire le bacchette di salce gialla, ulivo, olmo, salce viola, quella per legare le viti, per intenderci. O anche rametti di pesco o le canne di canneto. Le bacchette si raccolgono da maggio a settembre e possono essere lavorate subito. Se la raccolta avviene invece fra settembre e marzo, occorre smettere perché dopo il legno inizia a vegetare e le bacchette potrebbero tarlarsi. In quest’ultimo caso, a primavera, devono essere messe a bagno nell’acqua per far riacquistare loro la flessibilità e lavorarle.

Le bacchette per i canestri

Come si costruisce un canestro

Una volta raccolte, le bacchette si sfilano con la “mordacchia”. È un piccolo strumento di legno, spaccato a metà, al cui interno si inseriscono le bacchette e con il quale si toglie la buccia delle fruste mettendo a nudo il legno. La realizzazione del canestro inizia con la preparazione del fondo, incrociando sedici bacchette. Al centro dell’incrocio si fa una legatura quadrata, e poi si incominciano a intrecciare i materiali scelti, salce gialla e olmo, ad esempio, attorno alle sedici bacchette fino ad ottenere la dimensione voluta. Al termine, si incastra nel fondo la bacchetta arcuata più spessa che fa da manico, può essere una rametto unico più robusto o più bacchette intrecciate, a seconda della robustezza che si vuole dare al canestro. Più materiali si vogliono combinare, più fili si creano, creando un diverso movimento di colori.

La base del canestro

Due fili o tre fili: le tecniche di intreccio

“Io effettuo due tipi di lavorazione, una a ‘due fili’, e l’intreccio delle bacchette sviluppa delle ‘V’ attorno la pancia del canestro, l’altra, a ‘tre fili’, prevede che bacchette siano intrecciate a formare la gabbia del canestro in orizzontale” spiega Ruggeri. “E quando si termina il fondo si inseriscono altre bacchette del materiale prescelto e, intreccio dopo intreccio, si sale a formare la gabbia del canestro. Una volta raggiunta la grandezza voluta, viene capovolto e messo a bagno per farlo ammorbidire, e infine viene rifinito lungo il bordo dalla “treccia”, un incrocio di bacchette più spesse di quelle della gabbia. Più il canestro è grande, più tempo ci vuole per realizzarlo, circa due giorni, per quelli di grandezza media. Naturalmente se si scelgono più materiali e più colori, il lavoro diventa più articolato ma lo faccio sempre con passione e senza annoiarmi”.

La mordacchia

Incontri newsletter 39 – aprile 2026