Il primo risale agli anni ’70 per volontà del dottor Puglionisi, il secondo è più recente e dedicato alla memoria di Giovanni Chilanti. Entrambi richiamano visitatori anche dall’estero
Magliano potrebbe essere conosciuto come la città delle rose. Ma solo in pochi, tra chi ci vive, lo sanno. Potrebbe sembrare strano, ma nelle campagne di Chiorano ci sono un numero tale di piante di rose che potrebbero ognuna portare il nome di una famiglia maglianese. E qualcuna resterebbe addirittura senza identità. Sono tutte custodite in due graziosi roseti, il Piccolo roseto Giovanni Chilanti e il Roseto di Villa Francesca, due luoghi magici dove accanto ad alberi e arbusti crescono centinaia di specie diverse del fiore simbolo per eccellenza dell’amore. E proprio come questi meravigliosi fiori, le storie di queste due realtà profumano di buono.
Un roseto nato dalla passione del dottor Puglionisi

Il più vecchio tra i due è il roseto di Villa Francesca la cui storia comincia negli anni Settanta, quando il dottor Aureliano Puglionisi decide di acquistare un vecchio casolare diroccato in Sabina. “La nostra è una famiglia romana che ha ereditato Villa Francesca dai miei genitori e l’ha fatta sua”, racconta Rossella, figlia di Aureliano. “La casa fu acquistata nel 1970 da mio padre appassionato di giardini e soprattutto di rose. La posizione dominante le colline sabine e il terreno argilloso apparivano perfetti per la piantumazione di un roseto. Intorno al casolare il terreno di un ettaro era scosceso e incolto, le uniche piante erano tre olmi solitari. Tutto quello che appare oggi è stato piantato e creato dal 1971 dalla mia famiglia”.
La versione moderna: circa 500 esemplari e l’olio alla rosa

“Successivamente, nel 2004 – prosegue Rossella Puglionisi – è stata avviata, da me e da mio marito Francesco, un’importante opera di ristrutturazione, ricreando il giardino con nuove piante di rose”. In un ettaro di giardino ci sono oggi circa 500 le piante di rose tra arbustive e rampicanti che provengono da vivai inglesi, francesi e italiani. Chicca di casa Puglionisi, poi, le oltre 40 piante di ulivo da cui viene ricavato un pregevole olio aromatizzato – neanche a dirlo – alla rosa. “Ogni anno – dice la signora Rossella – a maggio, organizziamo una festa privata dedicata alle rose. L’armonia che i colori e i profumi del giardino di Villa Francesca regalano sono un’esperienza sensoriale, difficile da raccontare”.
Da Roma a Chiorano nel nome delle rose e di un amico
Storia di famiglia anche dietro alla nascita del Piccolo roseto Giovanni Chilanti. Stavolta, dietro alla passione di Emanuele Dotti, proprietario di questa realtà, anche lui romano, c’è la passione delle nonne per questo fiore. “Ho amato le piante sin da bambino quando lavoravo assieme alle mie due nonne nel giardino della casa di vacanza al mare”, rivela Emanuele Dotti. “Forse nell’infanzia di ogni giardiniere o rodologo (l’esperto di rose, ndr) che sia, ci sono sempre delle nonne che lo hanno iniziato all’amore verso le piante”.

Una terrazza troppo piena di vasi e fiori
“Ho cominciato poi ad impegnarmi un po’ più seriamente da adolescente – prosegue – dove nel terrazzo di casa dei miei genitori ho cominciato ad avere delle camelie, ne adoravo la forma perfetta dei fiori e il loro portamento elegante e composto, poi man mano che crescevo, ho sempre avuto terrazzi grandi nelle case dove andavo ad abitare sperimentando varie tipologie di piante, fino a quando nel 2003 ho cominciato a conoscere le rose e da lì è cominciata la passione”.
Forse nell’infanzia di ogni giardiniere o rodologo che sia, ci sono sempre delle nonne che lo hanno iniziato all’amore verso le piante.
Emanuele Dotti
“Nel 2004 iniziai nella terrazza, di un sesto piano, della mia casa di Roma una vera e propria collezione, di rose in grandi vasi e vasche, mettendo i rappresentati più significativi di ogni classe dalle Galliche fino alle moderne H.T. In pochi anni nel terrazzo arrivai ad avere circa 320 varietà di specie ed ibridi, lo spazio comincia a mancare e l’eccessivo peso comincia a preoccupare i vicini e tutto lo stabile. Così – conclude Dotti – agli inizi del 2009 inizia a prendere forma l’idea di un roseto”.
Dal 2009 il trasferimento nelle campagne maglianesi

I lavori nella casa di Chiorano cominciarono nel 2009. Oggi, su un terreno di circa quattro ettari, sono presenti circa 1700 specie di rose antiche e moderne per un totale di 1800 piante, oltre 40 ulivi, una quercia secolare e alberi da frutto. “Le rose – spiega il rodologo – sono disposte secondo una divisione botanica ospitando esemplari di tutte le classi di rose. Il roseto è stato intitolato ad un mio amico scomparso, Giovanni Chilanti. Senza l’incontro magico con lui probabilmente per alcuni casi e vicissitudini della vita, oggi il Roseto non sarebbe esistito”.
Roseti privati, ma visitati dagli inglesi
Entrambi i roseti di Chiorano sono privati, ma è possibile telefonare o scrivere per prenotare una visita. A fare richiesta, riferiscono dal Piccolo roseto Chilanti, sono principalmente le agenzie inglesi, che prenotano per piccoli gruppi, ma non manca l’interesse, dicono da Villa Francesca, da parte di club e associazioni di settore.
In copertina una veduta del Piccolo roseto Giovanni Chilanti.
newsletter – settembre 2022

